Giovedì 20 luglio

Settimana della 7 domenica dopo Pentecoste – giovedì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Gdc 6, 1-16
Lettura del libro dei Giudici

In quei giorni. Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani di Madian per sette anni. La mano di Madian si fece pesante contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese. Ogni volta che Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalèk e i figli dell’oriente venivano contro di lui, si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti della terra fino alle vicinanze di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore né buoi né asini. Venivano, infatti, con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette – essi e i loro cammelli erano senza numero – e venivano nella terra per devastarla. Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore. Quando gli Israeliti ebbero gridato al Signore a causa di Madian, il Signore mandò loro un profeta che disse: «Dice il Signore, Dio d’Israele: Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho fatto uscire dalla condizione servile. Vi ho strappato dalla mano degli Egiziani e dalla mano di quanti vi opprimevano; li ho scacciati davanti a voi, vi ho dato la loro terra e vi ho detto: “Io sono il Signore, vostro Dio; non venerate gli dèi degli Amorrei, nella terra dei quali abitate”. Ma voi non avete ascoltato la mia voce». Ora l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita. Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel frantoio per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Perdona, mio signore: se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: “Il Signore non ci ha fatto forse salire dall’Egitto?”. Ma ora il Signore ci ha abbandonato e ci ha consegnato nelle mani di Madian». Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Perdona, mio signore: come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».

SALMO Sal 105 (106)

Renderò grazie, Signore, al tuo santo nome.

I nostri padri si contaminarono con le loro opere,
si prostituirono con le loro azioni.
L’ira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli ebbe in orrore la sua eredità. R

Li consegnò in mano alle genti,
li dominarono quelli che li odiavano.
Li oppressero i loro nemici:
essi dovettero piegarsi sotto la loro mano. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. R

VANGELO Lc 9, 57-62
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

La scrittura

Molto opportunamente le due Scritture di oggi accostano differenti casi di vocazione.

Il primo, dal libro dei Giudici, è quello di Gedeone. È un uomo forte, così come ci viene detto, ma è anche un uomo furbo. Abbiamo infatti sentito che, proprio per sottrarre il grano ai nemici che stanno distruggendo tutto, egli lo batte di nascosto, per salvare il prodotto per sé e per la sua famiglia. È però un uomo che ha perso la fiducia in Dio, lo abbiamo sentito. A coloro che gli ripropongono le grandi gesta di Dio del passato, Gedeone obietta chiedendo dove sia Dio nel presente, dal momento che tutto sta andando di male in peggio, non solo e non tanto per lui ma, soprattutto, per il suo popolo. Ecco che Gedeone mette l’accento su un tema importante: la fede può essere solo ricordo del passato? Ovviamente no! Gedeone pian piano capisce questo: Dio non è solo colui che si è occupato del suo popolo nei tempi antichi, ma Colui che adesso continua a seguire le vicende del suo popolo, da Dio appassionato. Lo leggeremo nei prossimi giorni.

Anche il Vangelo ci ha messo di fronte a tre diversi casi di vocazione, tre diverse storie ma con un unico denominatore che è quello citato proprio dal Signore al termine della sua predicazione: “Nessuno di quelli che hanno messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno dei cieli”. Parola forte e grave perché il Signore sta ricordando a ciascuno che ogni vocazione richiede fedeltà. Ogni vocazione è sequela di Dio nel presente, a partire dalla propria condizione, e richiede la capacità di vedere Dio nella propria storia, nella storia del proprio mondo, nella storia di tutti. Gesù che segue questi “tre casi” di vocazione, ricorda ciò che anche il Primo Testamento ci diceva: Dio non è Dio solo del passato, non è Dio solo dei tempi che furono. Dio è presente in ogni tempo, ma occorre che ciascuno desideri vedere questa presenza e, soprattutto, che ciascuno desideri seguire Dio che, in ogni tempo, manifesta la sua benevolenza anche attraverso chiamate diverse. Anche quando tutto va di male in peggio, come nella vita di Gedeone.

Un ringraziamento

Credo che oggi faremmo bene a ringraziare per la nostra vita che è vocazione. Indipendentemente da quale vocazione abbiamo ricevuto, la vita di tutti noi è vocazione. Ringraziamo il Signore per la consapevolezza che ha infuso in noi, e, come esame di coscienza, chiediamoci se siamo stati fedeli ad essa, ovvero se abbiamo vissuto sempre memori di questa presenza di Dio. È chiaro che, sotto molti punti di vista, tutti noi siamo mancanti in molte cose. Il Signore non sta lì a misurare tutto; ci chiede però di continuare a cercare la sua presenza nei nostri giorni. Abbiamo vissuto in fedeltà a questo mandato? Questa è la testimonianza più importante che dobbiamo dare agli uomini di oggi. Molti, io credo, sono un po’ nei panni di Gedeone, ovvero considerano Dio, la fede, la religione, come qualcosa del passato. Non hanno la percezione che anche la loro vita è vocazione e che Dio si rende presente in ogni tempo, anche nel nostro tempo, con tutti i suoi benefici, con tutto il suo amore. Ringraziamo il Signore perché, noi che viviamo il dono della fede, abbiamo anche questa consapevolezza e chiediamo al Signore di viverla con fedeltà.

Una richiesta

Come preghiera di richiesta, oggi, tutti possiamo chiedere al Signore la grazia e la forza di sentire la sua presenza viva e presente. Non è escluso che anche noi, che pure abbiamo una vita di fede, talvolta facciamo fatica a vivere queste certezze. Credo che anche noi, talvolta, pensiamo che Dio non sia più presente accanto a noi e prendiamo tutti i segni negativi del nostro tempo per esprimere la nostra preghiera di lamentazione o anche il nostro dubbio. È a noi che il Signore risponde ricordandoci che la sua presenza è sempre attiva e attenta. Solo sta a noi non perderci d’animo e non dimenticare di cercarla, di invocarla, di scorgerla pur nei momenti difficili della storia personale e di tutti.

Anche oggi, poi, potrebbe essere un giorno propizio per pregare per le vocazioni. Spesso sentiamo resoconti allarmistici sul fatto che le vocazioni sono poche. Ebbene, invece di citare solo le statistiche o di lasciarci andare a lamentazioni di vario genere e tipo, chiediamo al Signore il dono di nuove vocazioni di speciale consacrazione. È questo il dono più grande che possiamo fare alla Chiesa.

Intenzioni di preghiera

Invito oggi a pregare proprio in queste direzioni e ad offrire la prossima comunione proprio per le vocazioni di speciale consacrazione. Il Signore ci ascolti e ci esaudisca.

2023-07-14T14:25:13+02:00