Sabato 19 agosto

Settimana della 11 domenica dopo Pentecoste – sabato 

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 4, 32-40
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi? Tu sei stato fatto spettatore di queste cose, perché tu sappia che il Signore è Dio e che non ve n’è altri fuori di lui. Dal cielo ti ha fatto udire la sua voce per educarti; sulla terra ti ha mostrato il suo grande fuoco e tu hai udito le sue parole che venivano dal fuoco. Poiché ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro discendenza dopo di loro e ti ha fatto uscire dall’Egitto con la sua presenza e con la sua grande potenza, scacciando dinanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, facendoti entrare nella loro terra e dandotene il possesso, com’è oggi. Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

SALMO Sal 94 (95)

Venite, acclamiamo al Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R

Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Acclamiamo la roccia della nostra salvezza,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

EPISTOLA Eb 12, 25-29
Lettera agli Ebrei

Fratelli, guardatevi bene dal rifiutare Colui che parla, perché, se quelli non trovarono scampo per aver rifiutato colui che proferiva oracoli sulla terra, a maggior ragione non troveremo scampo noi, se volteremo le spalle a Colui che parla dai cieli. La sua voce un giorno scosse la terra; adesso invece ha fatto questa promessa: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo». Quando dice «ancora una volta», vuole indicare che le cose scosse, in quanto create, sono destinate a passare, mentre rimarranno intatte quelle che non subiscono scosse. Perciò noi, che possediamo un regno incrollabile, conserviamo questa grazia, mediante la quale rendiamo culto in maniera gradita a Dio con riverenza e timore; perché il nostro Dio è un fuoco divorante.

VANGELO Mt 7, 21-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

LETTURA Dt 4, 1-8
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo. I vostri occhi videro ciò che il Signore fece a Baal-Peor: come il Signore, tuo Dio, abbia sterminato in mezzo a te quanti avevano seguito Baal-Peor; ma voi che vi manteneste fedeli al Signore, vostro Dio, siete oggi tutti in vita. Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?».

SALMO Sal 98 (99)

Il Signore regna nella sua santa città.

Il Signore regna: tremino i popoli.
Siede in trono sui cherubini: si scuota la terra.
Grande è il Signore in Sion,
eccelso sopra tutti i popoli. R

Lodino il tuo nome grande e terribile.
Egli è santo!
Forza del re è amare il diritto.
Tu hai stabilito ciò che è retto;
diritto e giustizia hai operato in Giacobbe. R

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio! R

EPISTOLA Rm 7, 7-13
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, che diremo dunque? Che la Legge è peccato? No, certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non mediante la Legge. Infatti non avrei conosciuto la concupiscenza, se la Legge non avesse detto: «Non desiderare». Ma, presa l’occasione, il peccato scatenò in me, mediante il comandamento, ogni sorta di desideri. Senza la Legge infatti il peccato è morto. E un tempo io vivevo senza la Legge ma, sopraggiunto il precetto, il peccato ha ripreso vita e io sono morto. Il comandamento, che doveva servire per la vita, è divenuto per me motivo di morte. Il peccato infatti, presa l’occasione, mediante il comandamento mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte. Così la Legge è santa, e santo, giusto e buono è il comandamento. Ciò che è bene allora è diventato morte per me? No davvero! Ma il peccato, per rivelarsi peccato, mi ha dato la morte servendosi di ciò che è bene, perché il peccato risultasse oltre misura peccaminoso per mezzo del comandamento.

VANGELO Gv 3, 16-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

La scrittura

Ascoltare la voce di Dio credo sia un po’ qualcosa a cui tutti tendiamo. Anche i fedeli meno attenti, anche i cristiani meno praticanti, sanno che, comunque, tutti siamo chiamati ad ascoltare la voce di Dio.

Il popolo di Israele aveva molto caro questo tema, tanto che, i patriarchi, Mosè e i giudici, i profeti e i grandi sapienti, hanno dedicato molta attenzione ad esso. Tema che ha avuto diverse sottolineature. Centrale, nella storia di Israele, è l’ascolto della voce di Dio da parte di Mosè, che guida l’Esodo e che chiede a tutto il popolo di farsi attento a quella voce che, sola, può condurlo fuori dai deserti dell’esistenza. Per la prima lettura il concetto fondamentale è dunque questo: Dio parla. Ci sono uomini che accolgono la sua voce. A questi uomini spetta il compito di guidare il cammino di tutti, perché tutti possano giungere a quella conoscenza di Dio che rende santa una vita.

Chiarissimo, su questo tema, è il Vangelo. Chi ascolta la voce di Dio non vive in modo superficiale la propria esistenza. Chi ascolta veramente la Parola di Dio scommette la vita su di essa e si lascia guidare da quei valori che permettono di costruire una casa sulla roccia, ovvero una casa fondata in maniera incrollabile. La vita di chi costruisce la sua casa sui valori della fede diventa veramente incrollabile, come una casa che viene costruita sopra la roccia. Dono, per un verso, ma anche compito. Il dono della Parola che viene fatto a tutti i credenti, corrisponde anche ad un compito: edificare i propri giorni su quella Parola che è come una roccia di riferimento sicuro.

Così la lettera agli Ebrei, che ci ha ricordato che la voce di Dio parla “ancora una volta” agli uomini. Pur essendo parola data, pur essendo parola scritta, parola codificata, è Parola che va appresa nei cuori, è parola che permette sempre nuove applicazioni. Perché Dio non si stanca mai di parlare agli uomini. Piuttosto sono gli uomini che si stancano di Lui.

Un ringraziamento

Credo che noi non ringraziamo abbastanza per questa Parola di Dio che ci viene data. Talvolta, è vero, l’ascoltiamo con fervore. Altre volte non la ascoltiamo affatto, siamo distratti, non le diamo quel giusto peso che, invece, dovrebbe avere. Forse siamo davvero così, uditori un po’ distratti, uditori un po’ poco attenti alla rivelazione che, invece, in essa ci viene data. Forse poi, durante l’estate, siamo ancor meno attenti a questa Parola che, comunque, il Signore ci dona per suo amore e per la sua benevolenza. Credo che tutti dovremmo crescere moltissimo in questa direzione. Chiediamo al Signore questa grazia. Chiediamo la grazia di saper crescere nell’amore, nel rispetto, nella conoscenza di questa Parola che, se vogliamo, è davvero guida ai nostri passi e ai nostri giorni. Chiediamo al Signore di non sprecare la grazia che ci viene donata, ma, al contrario, di saper accogliere questa Parola per quello che deve essere. Chiediamo a Maria, fonte di ogni grazia e di ogni benedizione, questa grazia dello Spirito.

Una richiesta

Mentre ci prepariamo ad una nuova domenica, ad un nuovo giorno del Signore, vi invito a chiedere la grazia di saper accogliere questa Parola che ci verrà donata. La Parola di Dio della domenica ha un carattere speciale, una forza speciale, un posto speciale. A noi che leggiamo la Parola di Dio anche nei giorni feriali, non deve sfuggire la centralità e la solennità della domenica. Chiediamo, dunque e insieme al Signore questa grazia, perché davvero tutti possiamo essere certi che questa Parola è come una roccia solida sulla quale possiamo costruire la nostra esistenza, la nostra vita. Il Signore, che ci custodisce fin dall’eternità, vegli sul nostro cammino perché, forti della Parola che riceviamo, possiamo tutti incamminarci verso quella eternità beata che sarà contemplazione di Dio, contemplazione della Parola che si è fatta carne per noi, contemplazione dello Spirito che l’ha resa viva nella nostra vita.

2023-08-12T17:07:59+02:00