Mercoledì 23 agosto

Settimana della 12 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Esd 4, 24 – 5, 17
Lettura del libro di Esdra

In quei giorni. [Cessò il lavoro per il tempio di Dio che è a Gerusalemme e rimase fermo fino all’anno secondo del regno di Dario, re di Persia. Ma i profeti, cioè il profeta Aggeo e Zaccaria, figlio di Iddo, profetarono ai Giudei che erano in Giuda e a Gerusalemme, nel nome del Dio d’Israele, che era con loro. Allora Zorobabele, figlio di Sealtièl, e Giosuè, figlio di Iosadàk, si levarono e ripresero a costruire il tempio di Dio che è a Gerusalemme; con essi c’erano i profeti di Dio, che li sostenevano. In quel tempo Tattènai, governatore della regione dell’Oltrefiume, Setar-Boznài e i loro colleghi vennero da loro e dissero: «Chi vi ha dato ordine di costruire questo tempio e di preparare questo legname? Chi sono e come si chiamano gli uomini che costruiscono questo edificio?». Ma l’occhio vigile del loro Dio era sugli anziani dei Giudei: quelli perciò non li fecero smettere, in attesa che pervenisse a Dario una relazione e poi fosse rimandato un rescritto su questo affare. Ecco la copia della lettera che ] Tattènai, governatore dell’Oltrefiume, Setar-Boznài e i suoi colleghi, funzionari dell’Oltrefiume, mandarono al re Dario un rapporto in cui era scritto: «Al re Dario salute perfetta! Sia noto al re che siamo andati nella provincia della Giudea, al tempio del grande Dio. Esso viene costruito con pietre squadrate e si mette legno alle pareti; quel lavoro viene fatto con diligenza e progredisce nelle loro mani. Allora abbiamo interrogato quegli anziani e abbiamo detto loro: “Chi vi ha dato ordine di costruire questo tempio e di preparare questo legname?”. Inoltre abbiamo domandato i loro nomi, per farteli conoscere, scrivendo il nome degli uomini che stanno loro a capo. Essi hanno risposto: “Noi siamo servitori del Dio del cielo e della terra e ricostruiamo il tempio che fu edificato molti anni fa. Un grande re d’Israele lo ha costruito e lo ha portato a termine. Ma poiché i nostri padri hanno provocato all’ira il Dio del cielo, egli li ha messi nelle mani di Nabucodònosor, re di Babilonia, il Caldeo, che distrusse questo tempio e deportò a Babilonia il popolo. Ma nel primo anno di Ciro, re di Babilonia, il re Ciro ha dato ordine di costruire questo tempio di Dio; inoltre i vasi del tempio di Dio, d’oro e d’argento, che Nabucodònosor aveva portato via dal tempio di Gerusalemme e trasferito al tempio di Babilonia, il re Ciro li ha fatti togliere dal tempio di Babilonia e li ha fatti consegnare a un tale di nome Sesbassàr, che egli aveva costituito governatore. Gli disse: Prendi questi vasi e va’ a deporli nel tempio che è a Gerusalemme e il tempio di Dio sia costruito al suo posto. Allora quel Sesbassàr venne, gettò le fondamenta del tempio di Dio che è a Gerusalemme e da allora fino ad oggi esso è in costruzione, ma non è ancora finito”. Ora, se piace al re, si cerchi negli archivi del re a Babilonia se risulta che dal re Ciro sia stato emanato un decreto di costruire quel tempio di Dio a Gerusalemme, e ci venga inviata la decisione del re a questo proposito».

SALMO Sal 24 (25)

Mio Dio, in te confido.

A te, Signore, innalzo l’anima mia,
mio Dio, in te confido:
che io non resti deluso!
Non trionfino su di me i miei nemici!
Chiunque in te spera non resti deluso;
sia deluso chi tradisce senza motivo. R

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno. R

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato. R

VANGELO Lc 12, 54-56
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?».

La Scrittura

La capacità di giudicare il tempo, la capacità di prendere decisioni, la capacità di rischiare. Sono bellissime le due Scritture se le prendete nel loro insieme.

Partiamo dal Vangelo. Gesù chiede a tutti coloro che lo stanno ascoltando come mai non sono capaci di interpretare il tempo che vivono, mentre sanno interpretare benissimo i segni del tempo atmosferico. Gesù vorrebbe insegnare loro a capire che il tempo che stanno vivendo in sua presenza è un tempo straordinario, un tempo unico, un tempo che non si ripeterà. Tuttavia è anche un tempo che chiede decisione, capacità di mettersi in dialogo con Dio, un tempo che chiede di mettere mano alla propria coscienza.

Così la prima lettura. Abbiamo degli esuli che tornano a Gerusalemme, come dicevamo lunedì e che si rimettono a costruire il tempio di Dio. Nessuno lo ha loro ordinato, ma ci sono capi del popolo molto saggi e sacerdoti molto ferventi che capiscono che senza quella ricostruzione, la città di Gerusalemme rimarrà come vuota o come morta. Senza quel luogo che sia richiamo per le coscienze, tutto il popolo di Dio risulterà impoverito. Questi capi del popolo e questi sacerdoti hanno molto coraggio. Non chiedono permessi, si fondano solo sulla memoria dei padri e iniziano il lavoro. Sono uomini che sanno giudicare il loro tempo e che pensano sia proprio venuto il momento di ricostruire, come diceva il testo, ciò che un re saggio aveva deciso e che era andato perduto per la loro mancanza di fede. Sono uomini che sanno rileggere la storia e che non attribuiscono la sventura che è loro capitata a popoli più forti o a re più saggi dei loro: essi vedono la loro storia dal punto di vista di Dio e capiscono che quello che è capitato loro deve fungere da richiamo, perché ci sia un vero recupero di fede. È proprio per questa consapevolezza che non si fermano quando vengono interrogati. Lasciano che gli emissari del re indaghino nei loro archivi circa la veridicità di ciò che affermano, ma vanno avanti nella loro opera, fidandosi di Dio, perché non serve altro. Il loro discernimento sulla storia, sul tempo, sulla vita del popolo di Israele li rende assolutamente certi della bontà e della necessità della loro opera.

Un ringraziamento

Ringraziamo la Parola di Dio che ci insegna e ci ricorda che questo discernimento è chiesto a noi! Anche noi dovremmo chiederci che tempo stiamo vivendo. A tutti i livelli: a livello personale, come a livello comunitario, come a livello nazionale; per la società civile, per la nostra partecipazione alla storia di questo momento e per la nostra fede. Noi facciamo questo esercizio, il più delle volte, lamentandoci. Lamentandoci che non si vedono più i valori di una volta, la fede di una volta, la solidarietà di una volta… non credo che questo modo di fare sia davvero un esercizio di discernimento. Piuttosto dovremmo chiederci: partendo dal fatto che il nostro tempo è fatto così e non in un altro modo, cosa ci sta dicendo il Signore e cosa possiamo fare noi? Questa la domanda più utile e più seria. Se possiamo abbozzare una risposta, io credo che questo sia tempo non per deprimerci ma per osare di più. Osare, proporre, uscire… tutte cose alle quali papa Francesco ci invita con forza e con attenzione costanti. Noi dobbiamo osare di più come fecero quei costruttori del tempio, sapendo anche noi che senza restaurazione della fede, non ci sarà vera formazione delle coscienze e, quindi, non ci sarà nessun vero progresso, neppure umano. Questa deve essere la fede che ci muove e la speranza che ci spinge in avanti, come dicevamo nei giorni scorsi. Se interpreteremo così il tempo, faremo di ogni giorno un’occasione propizia per muovere qualche passo verso il mistero di Dio.

Una richiesta

Chiediamo allora al Signore la grazia di saper interpretare il tempo che viviamo, come abbiamo detto, a tutti i livelli. Lascio a voi, come esercizio di preghiera odierno, quello di provare a chiedervi e di provare a capire che tempo state vivendo personalmente, cosa il Signore vi sta dicendo in questo momento e anche cosa vi sta chiedendo. Solo con questa chiara percezione del vissuto personale potremo poi partecipare a quel discernimento comune che la vita della Chiesa ci chiede.

Invito alla preghiera

Chiediamo insieme il dono dello Spirito Santo che illumina le menti e i cuori, perché sappiamo davvero operare quel discernimento che ci viene chiesto dalla Parola.

2023-08-18T08:25:43+02:00