Settimana della 12 domenica dopo Pentecoste – venerdì
La Parola di questo giorno
LETTURA Esd 7, 1a. 6b-26
Lettura del libro di Esdra
In quei giorni. Dopo questi avvenimenti, sotto il regno di Artaserse, re di Persia, Esdra, partì da Babilonia. Egli era uno scriba esperto nella legge di Mosè, data dal Signore, Dio d’Israele. Poiché la mano del Signore, suo Dio, era su di lui, il re aveva esaudito ogni sua richiesta. Partirono per Gerusalemme alcuni Israeliti, sacerdoti, leviti, cantori, portieri e oblati, nel settimo anno del re Artaserse. Egli arrivò a Gerusalemme nel quinto mese: era l’anno settimo del re. Egli aveva fissato la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e il primo del quinto mese arrivò a Gerusalemme, poiché la mano benevola del suo Dio era su di lui. Infatti Esdra si era dedicato con tutto il cuore a studiare la legge del Signore e a praticarla e a insegnare in Israele le leggi e le norme. [Questa è la copia del documento che il re Artaserse consegnò a Esdra, sacerdote, scriba ed esperto nei comandamenti del Signore e nelle leggi date a Israele: «Artaserse, re dei re, al sacerdote Esdra, scriba della legge del Dio del cielo, salute perfetta. Ora, io ordino che, nel mio regno, chiunque del popolo d’Israele, dei suoi sacerdoti e dei leviti vuole venire a Gerusalemme, venga pure con te; infatti da parte del re e dei suoi sette consiglieri tu sei inviato a fare inchiesta in Giudea e a Gerusalemme riguardo alla legge del tuo Dio che è nelle tue mani, e a portare l’argento e l’oro che il re e i suoi consiglieri inviano come offerta spontanea al Dio d’Israele che abita a Gerusalemme, e tutto l’argento e l’oro che troverai in tutta la provincia di Babilonia, insieme con le offerte spontanee che il popolo e i sacerdoti offriranno per il tempio del loro Dio a Gerusalemme. Perciò con questo argento ti prenderai cura di acquistare tori, arieti, agnelli, con le loro oblazioni e le loro libagioni, e li offrirai sull’altare del tempio del vostro Dio che è a Gerusalemme. Con il resto dell’argento e dell’oro farete quello che sembrerà bene fare a te e ai tuoi fratelli, secondo la volontà del vostro Dio. I vasi, che ti sono stati dati per il culto del tempio del tuo Dio, rendili al Dio di Gerusalemme. Il resto di quanto occorre per il tempio del tuo Dio, e che spetta a te procurare, lo procurerai a spese del tesoro del re. Io, il re Artaserse, ordino a tutti i tesorieri dell’Oltrefiume: Tutto ciò che Esdra, sacerdote e scriba della legge del Dio del cielo, vi domanderà, sia fatto integralmente, fino a cento talenti d’argento, cento kor di grano, cento badi vino, cento badi olio e sale a volontà. Quanto è prescritto dal Dio del cielo sia fatto con diligenza per il tempio del Dio del cielo, perché non venga l’ira sul regno del re e dei suoi figli. E vi comunichiamo che nessuno può imporre tasse, tributi o imposte a tutti i sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e inservienti di questo tempio. Quanto a te, Esdra, secondo la sapienza del tuo Dio, che tu possiedi, stabilisci magistrati e giudici che giudichino tutto il popolo dell’Oltrefiume, cioè tutti coloro che conoscono le leggi del tuo Dio, e voi dovrete istruire chi non le conosce. Contro chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re, si faccia con sollecitudine un processo e lo si punisca con la morte o una pena corporale o un’ammenda in denaro o il carcere». ]
SALMO Sal 121 (122)
Gerusalemme, città della mia gioia!
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R
Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore. R
Salgono, secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. R
VANGELO Lc 13, 6-9
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
La scrittura
Santa pazienza! La piccola parabola del Vangelo di oggi dà pienamente ragione al detto popolare: santa pazienza! Non ci stupisce che sembra quasi che sia il Signore ad essere impaziente: sappiamo bene che le parabole traggono spunto da fatti di vita per regalarci realtà eterne. È così che il Signore insegna che Dio dà sempre tempo agli uomini perché portino frutto. Come papa Francesco ci insegna spesso, il “tempo è superiore allo spazio!”. Dio dà tempo ad ogni anima perché trovi il suo percorso, si converta, viva. È la pazienza di Dio che è al di là di ogni nostra possibilità e pensiero. Se tra noi ci sono uomini pazienti, se tra noi ci sono uomini che sanno esercitare la pazienza come virtù oltre l’immaginabile, ebbene la pazienza di Dio è ancora oltre! Purché ci siano frutti di vita eterna e di conversione.
È questo l’insegnamento proprio del libro di Esdra che stiamo seguendo in questi giorni e che abbiamo interrotto ieri a causa della festa di San Bartolomeo. Esdra finalmente riesce ad ottenere quel frutto tanto desiderato: carta bianca per la ricostruzione del tempio. Così avviene. Abbiamo sentito che il re, con tanto di editto, dona ad Esdra tutto ciò che occorre per la ricostruzione. Inoltre egli potrà raccogliere libere offerte dai fedeli, dai sacerdoti e da quanti amano il tempio di Dio che è in Gerusalemme. Esdra, forte di questo editto, si metterà al lavoro con maggior zelo e porterà a termine il suo progetto di avere una nuova ricostruzione della casa di Dio. Esdra è l’uomo paziente, che non si è dato per vinto di fronte alle difficoltà della ricostruzione; è l’uomo che ha saputo pazientare di fronte ai pericoli e alle minacce. Ora raccoglie il frutto di questo suo lavoro di pazienza e coinvolge quanti più uomini possibile nella ricostruzione della casa di Dio, per la quale, come abbiamo sentito, non si bada a spese. Il tempio deve tornare bello, splendente, attraente sopra ogni altra costruzione. Tutto deve essere fatto per la gloria di Dio. Anche questo segno, il segno del tempio, deve essere fatto con questa logica.
Un ringraziamento
Il ringraziamento, oggi, dovrebbe nascere spontaneo dentro di noi, perché tutti avvertiamo che Dio ha pazienza proprio con noi. Nelle nostre lentezze, Dio ha pazienza. Nelle nostre difficoltà, Dio ha pazienza. Nei nostri peccati, Dio ha pazienza. Dio che ha avuto molta pazienza con noi, continua ad avere pazienza per noi tutti, per spronarci ad un cammino serio, intenso, forte. Ringraziamo Dio per la sua pazienza con ciascuno di noi.
Direi anche di ringraziare il Signore per i frutti buoni che siamo capaci di dare, di offrire. Tutti noi sappiamo fare qualcosa di buono. Ebbene, ringraziamo il Signore per quello che di buono sappiamo fare! Ringraziamo il Signore per quello che di bene sappiamo fare! Ringraziamo Dio per tutte le cose che, giustamente, possiamo considerare frutto buono della nostra vita.
Una richiesta
Così come, credo, tutti ci riconosciamo un po’ impazienti. Non è che abbiamo poi questa proverbiale pazienza! Anche chi di noi è più paziente, credo che si scopra sempre un poco impaziente! Quindi la richiesta da fare oggi nella nostra preghiera è perché noi tutti possiamo lentamente crescere in questa virtù ed imparare a vivere con più pazienza le piccole o grandi contrarietà della nostra vita.
Possiamo poi chiedere a Dio di continuare a portare frutti buoni per la nostra esistenza e per la testimonianza che dobbiamo dare al mondo. Tutti noi dobbiamo sentirci immersi in quel fiume di testimonianza senza il quale non sarebbe possibile nemmeno a noi portare frutti di buone opere per la vita eterna. Anche noi, per quel poco che possiamo, nelle cose piccole che ci riguardano, cerchiamo di portare frutti buoni che siano di esempio anche ad altri. Il bene si propaga sempre. Quando noi facciamo del bene, stiamo certi che il nostro gesto non sarà mai isolato, ma produrrà sempre, in altri, nuovi gesti di bene che donano consolazione e conforto.
Intenzioni di preghiera
Mentre stiamo per concludere anche questa settimana estiva, vi invito a pregare perché possiamo sempre rimanere umili. Avere pazienza con gli altri o produrre qualche frutto buono, potrebbe inorgoglirci, potrebbe farci pensare che siamo davvero bravi. Credo che, al contrario, tutti dobbiamo rimanere umili e imparare, anche dai “successi” che possiamo avere, quanto sia difficile perseverare nella vita cristiana. È per questo che dobbiamo chiedere quella forza che, sola, ci aiuta a non disperdere i frutti di buone opere che riusciamo a produrre per grazia di Dio.