Venerdì 15 settembre

Settimana della 2° domenica dopo il martirio – venerdì –  beata Vergine Maria Addolorata

La Parola di questo giorno

LETTURA Lam 1, 1b. 2a-c. 6a. 11c-12b. 13e-f. 16a-c; 3, 13. 15. 49-50. 55. 31-32. 56a. 58
Lettura del libro delle Lamentazioni

È divenuta come una vedova, la grande fra le nazioni; piange amaramente nella notte: le sue lacrime sulle sue guance. Dalla figlia di Sion è scomparso ogni splendore. «Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata! Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. Mi ha reso desolata, affranta da languore per sempre. Per questo piango, e dal mio occhio scorrono lacrime, perché lontano da me è chi consola. Ha conficcato nei miei reni le frecce della sua faretra. Mi ha saziato con erbe amare, mi ha dissetato con assenzio. Il mio occhio piange senza sosta, perché non ha pace, finché non guardi e non veda il Signore dal cielo. Ho invocato il tuo nome, o Signore, dalla fossa profonda, poiché il Signore non respinge per sempre, ma, se affligge, avrà anche pietà secondo il suo grande amore. Tu hai udito il mio grido. Tu hai difeso, Signore, la mia causa, hai riscattato la mia vita».

SALMO Sal 85 (86)

Nella mia afflizione sostienimi, Signore.

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida. R

Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.
Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido
perché tu mi rispondi. R

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie: tu solo sei Dio. R

EPISTOLA Col 1, 24-29
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Fratelli, io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza.

VANGELO Gv 19, 25-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quell’ora. Stavano presso la croce del Signore Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Vangelo

Vorrei fare seguito alla meditazione di ieri. Come Maria è stata sotto la Croce? Quali parole ha detto, se ne ha dette? Che reazioni ha avuto? Difficile da dire, perché l’Evangelista, anche per pudore, registra la presenza della Madre sotto la Croce, ma non le sue parole, non il suo esprimere il dolore che ha nel cuore. L’Evangelista ricorda la sua forza, il suo voler vedere il Figlio fino all’ultimo, fino a ricevere quel corpo straziato e martoriato nelle sue mani. Lo aveva accolto, oltre trent’anni anni prima come un dono, lo aveva donato al mondo bambino, bello e santo come ogni bambino. Ora lo riceveva dagli uomini a cui lo aveva donato, non più vivo ma morto. Non più splendente ma rovinato dai segni del dolore, del male, della morte. Non sappiamo cosa abbia detto la Vergine, se si sia confidata con la Maddalena o con Giovanni o con qualche altro parente presente. Fatto sta che la tradizione della Chiesa ha immaginato in diverso modo parole e gesti della Vergine in quel giorno.

Lamentazioni

Tra queste parole, la Chiesa ha messo sulla bocca di Maria anche altre parole bibliche, le parole di un testo antico molto importante e bello, il libro delle Lamentazioni. Storicamente queste parole sono state messe sulla bocca di Gerusalemme, quasi personificando la città, nel momento della sua distruzione, proprio per dire il dolore di un popolo, il senso di abbandono di un popolo, la disperazione che è presente nel cuore e nella mente di tutti.

“È divenuta come una vedova, la grande tra le nazioni”, ovvero se ne sta sola. Sola come Maria che ha già perso Giuseppe e, ora, perde anche Gesù. Ci sono altre persone, ma come sa bene chi ha avuto un lutto, quando se ne va una persona cara non ci sono presenze che possano consolare. Maria sperimenta sotto la Croce tutto il peso di quella solitudine che era stata predetta a lei anche da Simeone.

“Piange amaramente nella notte…”. Non è evangelicamente attestato il pianto di Maria, eppure è la prima reazione umana che ci viene in mente. Molti lo hanno descritto, molti lo hanno immaginato, cantato. Se non pianse fisicamente, il suo cuore fu, comunque, nel pianto e nella tristezza mortale.

“Osservate se c’è un dolore simile al mio dolore”. Come ho detto, storicamente, queste parole sono messe in bocca a Gerusalemme, che vede distrutte le proprie mura, incendiate le proprie case, affamati i propri figli, uccisi i propri uomini. Ma anche Maria dice qualcosa del genere. C’è un dolore più grande di quello di una madre che perde un figlio? Dolore molto conosciuto, sempre, anche oggi, da molte donne. Ci può essere un dolore più grande per chi ha visto il proprio figlio morire in quel modo? Maria, a buon diritto, può dire queste parole. Il suo dolore è incolmabile. È il dolore non solo di una madre che perde un figlio, ma è anche il dolore di chi sa che gli uomini hanno ucciso il Figlio di Dio.

“Ho invocato, Signore, il tuo nome dalla fossa profonda”. È sempre Gerusalemme che parla. Anche in una Gerusalemme distrutta, devastata, incendiata c’è qualcuno che prega, qualcuno che rimette tutto il suo dolore nelle mani di Dio. Così è per Maria. Anche lei avrà pregato. Anche a lei saranno venute in mente le parole dei salmi. Forse avrà pensato anche a queste parole del libro delle Lamentazioni.  È però certo che Maria ha pregato, si è affidata a Dio, a quel Dio che l’aveva chiamata e che le aveva dato la gioia di quel Figlio unico, immacolato, santo, quella parola che in lei si era fatta carne. Dialogo, preghiera unica, alla quale noi non arriveremo mai. Ma alla quale possiamo partecipare.

Provocazioni di fede per il cammino

  • Oggi vorrei che tutti ci rivolgessimo alla Beata Vergine Addolorata, presentando ciascuno il proprio dolore. Potrà essere un dolore simile a quello di Maria, il dolore per un morto. Oppure potrà essere il dolore per un malato, per una persona che vive qualche momento di difficoltà e qualche bisogno particolare.
  • Vorrei che, poi, mettessimo nelle mani di Maria i dolori degli altri, intercedendo per tutti i dolori dell’umanità, tra questi segnalo solo il dolore di chi si mette in viaggio per fuggire da condizioni di vita difficili e, al limite, impossibili. Il dolore di chi si mette in viaggio per scampare alla morte ed incontra situazioni ancora più difficili di quelle che ha lasciato. Vorrei che, poi, mettessimo nelle mani di Maria il dolore di chi vede i propri cari perdere la fede. Questo è un dolore molto presente tra noi, un dolore che spezza il cuore di molte mamme e di molte nonne anche nella nostra comunità.
  • Vorrei che mettessimo poi nelle mani di Maria il dolore di chi non ha pace, il dolore di chi vive la guerra, il dolore di chi vede attorno a sé morte, distruzione, devastazione…

Invito alla preghiera

Vi invito solo a stare sotto la Croce del Signore pronunciando, lentamente l’Ave Maria; ci farà bene questa comunione con la Vergine e con il suo dolore.

2023-09-08T22:34:48+02:00