Venerdì 06 ottobre

Settimana della 5° domenica dopo il martirio – venerdì

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 1Tm 1, 1-11
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza, a Timòteo, vero figlio mio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro. Partendo per la Macedonia, ti raccomandai di rimanere a Èfeso perché tu ordinassi a taluni di non insegnare dottrine diverse e di non aderire a favole e a genealogie interminabili, le quali sono più adatte a vane discussioni che non al disegno di Dio, che si attua nella fede. Lo scopo del comando è però la carità, che nasce da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera. Deviando da questa linea, alcuni si sono perduti in discorsi senza senso, pretendendo di essere dottori della Legge, mentre non capiscono né quello che dicono né ciò di cui sono tanto sicuri. Noi sappiamo che la Legge è buona, purché se ne faccia un uso legittimo, nella convinzione che la Legge non è fatta per il giusto, ma per gli iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrìleghi e i profanatori, per i parricidi e i matricidi, per gli assassini, i fornicatori, i sodomiti, i mercanti di uomini, i bugiardi, gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina, secondo il vangelo della gloria del beato Dio, che mi è stato affidato.

SALMO Sal 93 (94)

Beato l’uomo che tu istruisci, Signore.

Intendete, ignoranti del popolo:
stolti, quando diventerete saggi?
Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l’occhio, forse non vede?
Il Signore conosce i pensieri dell’uomo:
non sono che un soffio. R

Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura;
poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità. R

Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Si avventano contro la vita del giusto
e condannano il sangue innocente.
Ma il Signore è il mio baluardo,
roccia del mio rifugio è il mio Dio. R

VANGELO Lc 20, 45-47
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Timoteo

In questo ultimo giorno di esercizi mi sono proposto di rispondere ad un’ultima domanda: quale futuro per la Chiesa? Credo sia una domanda che tutti ci facciamo, perché vediamo il rapido evolvere di molte situazioni e di un’idea di Chiesa nella quale la maggior parte di noi è nata e che non è più la forma attuale di Chiesa. Come in tutti questi giorni lascio rispondere alla Parola di Dio che dà sempre nutrimento alle nostre risposte, partendo da Timoteo.

La Chiesa del futuro dovrà essere sempre porta di speranza. Paolo scrivendo a Timoteo dice apertamente proprio già nelle primissime righe del suo scritto che “Gesù Cristo è la nostra speranza”. La Chiesa, nel corso dei secoli, ha predicato Cristo, speranza per tutti. Nel futuro questo dovrà essere ancora e sempre più l’oggetto costante della predicazione della Chiesa. La Chiesa dovrà essere sempre portatrice di speranza per il mondo intero. Ecco un primo tratto che segnerà la realtà della Chiesa futura.

Una seconda risposta. Paolo raccomanda a Timoteo di “non aderire a dottrine perverse o a favole o a ideologie…”. Più volte e non solo in questa occasione San Paolo torna su questo tema molto complesso e delicato. Paolo avverte che l’uomo ha sempre bisogno di attaccarsi a qualche cosa e, quando manca la fede, l’uomo crea da sé dottrine, favole, talvolta anche perversità che cercano di dare punti di appiglio alla vita. La Chiesa del futuro dovrà sempre rimanere fedele a questa regola e, ben sapendo che l’uomo si attacca sempre a qualcosa quando manca la fede, dovrà farsi sempre più forte della predicazione del Vangelo di Cristo, che dovrà risuonare sempre più ai quattro angoli della terra.

Una terza convinzione. Paolo spiega a Timoteo che la predicazione della fede è fatta per gli “iniqui e i ribelli”. Potremmo dire così: la Chiesa del futuro dovrà portare l’annuncio della misericordia di Dio all’uomo che avrà dimenticato Dio molto più di quanto non succeda ora. Ecco un altro impegno che non potrà essere sottovalutato e al quale la Chiesa del futuro non potrà venire meno.

Vangelo

Anche il Vangelo ci dà una risposta preziosa. Gesù guarda gli scribi e coloro che vivono il “potere” religioso del suo tempo e raccomanda ai suoi discepoli di non essere come loro, ovvero di non cercare ostentazione del proprio stato, visibilità della loro posizione ma, piuttosto, di essere sempre servitori premurosi dell’unità della Chiesa e del bene di tutti. La Chiesa del futuro dovrà riscoprire questa regola base. Sarà certamente una Chiesa molto meno visibile di quella del tempo presente, una Chiesa che avrà un peso sociale molto meno importante, forse una Chiesa che “conterà” molto meno. Eppure sarà una Chiesa chiamata a portare il nome di Dio in tutto il mondo, comunque sarà una Chiesa che dovrà impegnarsi – e non poco – a servire l’uomo. Una Chiesa che sarà più leggera, meno attenta ai privilegi che il tempo le ha conferito, eppure una Chiesa sempre pronta a servire l’uomo come Cristo, “che è venuto non per essere servito ma per servire e per dare la vita in riscatto per molti”. La Chiesa del futuro, ci dice ancora il Vangelo se lo leggiamo attentamente, dovrà servire il proprio tempo. Poiché l’immagine di Chiesa è cambiata con la società nell’evoluzione che ha avuto in questi 2000 anni, cambierà ancora, secondo quello che lo Spirito permetterà e suggerirà.

Provocazioni di fede per il cammino

Di fronte ad una domanda come questa io credo che stiamo tutti un po’ male, perché tutti avvertiamo che i cambiamenti, le mutazioni, sembrano sempre generare difficoltà, problemi, paure di ogni genere e di ogni tipo. Credo che anche noi, di fronte alla domanda “Cosa sarà della Chiesa del futuro?”, avvertiamo qualcosa del genere. In realtà le Scritture ci hanno detto chiaramente che, fino ad ora, la Chiesa ha cercato di rispondere ai bisogni dell’uomo in ogni tempo. Le forme in cui ha fatto questo e, quindi, la forma stessa della Chiesa, è molto cambiata. Forse conosciamo poco le diverse forme di Chiesa che hanno via via preso piede nella storia e, per questo, ci preoccupiamo. Noi non siamo né la Chiesa delle origini, né quella del Medioevo, né quella del Rinascimento o dell’800, anche se molti aspetti che sono stati vitali in queste epoche, sono attivi ancora oggi. Non sappiamo cosa riserverà il futuro, né possiamo immaginare come potrà essere la Chiesa tra un secolo, o due, o tre… sappiamo solo che la Chiesa dovrà rimanere fedele alla predicazione del Vangelo, per annunciare la speranza di Cristo, dovrà essere fedele all’Eucarestia per portare Cristo tra gli uomini e dovrà essere fedele al primato della carità, perché è ciò che Cristo stesso ci ha lasciato nel corso di tutta la sua predicazione e come ultimo insegnamento e richiamo della vita.

Non solo. Dovremmo ricordare anche le parole del Signore: la Chiesa è fondata sulla roccia di Pietro e “le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”, come già in altre epoche storiche. Ci sono state epoche in cui la Chiesa si espandeva ed epoche in cui viveva battute di arresto, epoche in cui è stata perseguitata ed epoche in cui è stata egemone, epoche in cui è stata faro di civiltà ed epoche in cui ha perso il suo splendore… ma, fino ad ora, davvero le porte degli inferi non hanno prevalso contro di essa e tutti i suoi nemici, anche con il male che le hanno procurato, non l’hanno distrutta. Ecco perché non dobbiamo dubitare. Sappiamo chi ha detto queste parole e sappiamo che Colui che è fedele, come dice l’Apocalisse, non ci abbandonerà. Con fiducia e calma e pazienza andiamo avanti, forti anche del sostegno di Maria Santissima che, domani, veneriamo come Santa Vergine del Rosario.

Invito alla preghiera

  • Che idea di Chiesa mi vado facendo?
  • Come vorrei che fosse la Chiesa del futuro?
  • Cosa chiedo al Signore per il bene della Chiesa?
2023-09-29T14:24:30+02:00