Sabato 18 novembre

Settimana della 1 domenica di Avvento – sabato

La spiritualità di questa settimana

Ricordo che questa settimana è dedicata a riflettere sul tema dell’identità del cristiano che è chiamato ad essere uomo dell’attesa.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ez 3, 22 – 4, 3
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Ezechiele disse: «Venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse: “Àlzati e va’ nella valle; là ti voglio parlare”. Mi alzai e andai nella valle; ed ecco, la gloria del Signore era là, simile alla gloria che avevo visto al fiume Chebar, e caddi con la faccia a terra. Allora uno spirito entrò in me e mi fece alzare in piedi. Egli mi disse: “Va’ e chiuditi in casa. E subito ti saranno messe addosso delle funi, figlio dell’uomo, sarai legato e non potrai più uscire in mezzo a loro. Farò aderire la tua lingua al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli. Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: ‘Dice il Signore Dio’. Chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli”. “Figlio dell’uomo, prendi una tavoletta d’argilla, mettila dinanzi a te, disegnaci sopra una città, Gerusalemme, e disponi intorno ad essa l’assedio: rizza torri, costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli arieti. Poi prendi una teglia di ferro e mettila come muro di ferro fra te e la città, e tieni fisso lo sguardo su di essa, che sarà assediata, anzi tu la assedierai! Questo sarà un segno per la casa d’Israele”».

SALMO Sal 129 (130)

Presso di te, Signore, è la redenzione d’Israele.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia, attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione. R

EPISTOLA Eb 5, 1-10
Lettera agli Ebrei

Fratelli, ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo. Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo: «Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek». Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek.

VANGELO Mt 10, 1-6
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ezechiele

La visione del profeta è terribile. Passi che il profeta è chiamato a dire alla città di Gerusalemme che sarà assediata, che sarà distrutta. La tavoletta che il profeta deve disegnare ha questo scopo: ricordare che il tempo della pazienza di Dio è finito e che, dal momento che i suoi richiami sono andati a finire nel nulla, tale sarà il destino della città santa. Essa finirà nel nulla, sarà annientata, sarà messa a ferro e fuoco. Questo è un compito che possiamo capire. Gli uomini di Dio hanno anche questo servizio da compiere. Più difficile è capire quella parola che dice al profeta stesso: “Tu assedierai la città!” Cosa vogliono dire queste parole? Dio intende dire al profeta che la sua parola, il suo esempio, il suo essersi messo a servizio di Dio saranno come un assedio per Gerusalemme. Di fronte a tanti uomini che hanno dimenticato Dio, il compito del profeta non sarà solo quello del richiamo, della parola che viene donata per provocare. La sua presenza sarà quasi una presenza nemica per coloro che hanno rifiutato Dio. Sarà la sua sola presenza ad essere provocazione e ad essere già come un giudizio. Il giudizio, durissimo, per tutti coloro che non accettano di convertirsi e di diventare a loro volta, uomini e donne che sanno attendere. Il richiamo di Dio, quando viene snobbato, quando diventa lettera morta perché non accolto nel cuore, vive una nuova vitalità diventando giudizio. Il giudizio terribile per una libertà che non si converte.

Ebrei

Il sabato la seconda lettura profetica viene sostituita dalla lettura della lettera agli Ebrei, che ci aiuta a capire che il compimento di ogni cosa è Cristo. Così il brano che abbiamo letto oggi, ci aiuta a capire che è la sofferenza di Cristo ad espiare ogni peccato dell’uomo e a rendere i credenti ancora più delle sentinelle. Il credente, alla luce della Pasqua del Signore, è chiamato non solo a dire quali sono i diritti di Dio, ma a dire agli uomini che Dio si è incarnato e che ha sofferto, ha patito ed è morto e risorto per tutti gli uomini. Il compito del credente si può capire solo alla luce di questo mistero di Cristo. Se manca attenzione a questa rivelazione del mistero, tutto diventa, in qualche modo, inutile. Così abbiamo la possibilità di capire meglio tutti i richiami profetici della settimana. I profeti hanno il compito di introdurre al mistero di Cristo. È il suo mistero che rimane il cuore di ogni atto di fede e di ogni percorso di fede.

Vangelo

l Vangelo ci fa concludere la riflessione di questa prima settimana di Avvento ricordandoci che il Signore è venuto per le pecore perdute della casa di Israele. Alla sua sequela, quella che veniva richiamata anche nella prima parte del Vangelo, tutti dobbiamo crescere e, soprattutto, tutti dobbiamo incamminarci su quella via di comprensione, misericordia, vicinanza, servizio, che ci deve

portare ad essere cercatori delle pecore perdute di oggi. Questo messaggio di misericordia deve essere letto in parallelo con la prima lettura. Il profeta che si sentiva chiamato ad essere come un assediatore, come uno che non dà tregua a chi deve richiamare, si trasforma in un cercatore di pecore perdute. Quello che nel Primo Testamento era un richiamo ed anche una forte presenza, alla luce della venuta del Signore diventa misericordia, presenza di amore, invito ad un essere sempre fratelli che richiamano ma con benevolenza, correggono con misericordia, accompagnano con tutto l’amore gratuito di cui sono capaci. Questo è il compito del cristiano che attende la venuta del Signore.

Marana Thà, Vieni Signore Gesù!

Così anche noi possiamo dire:

Marana Tha, vieni Signore Gesù ed insegnaci a capire che anche a noi è chiesto di essere un po’ “gente che assedia”, ovvero gente che sa provocare, con la parola e con il modo di vivere il cuore di chi si ostina e si chiude a qualsiasi rivelazione del mistero di Dio.

Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci che solo guardando costantemente alla tua Pasqua saremo in grado di vivere quel compito di sentinelle che ci viene affidato. È solo questo che ci costituirà tuoi figli e tuoi ministri nel vero senso della parola.

Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci ad essere presenze di misericordia, presenze di amore gratuito in mezzo al tuo popolo. Insegnaci che solo l’amore costante nel tempo diventa segno di misericordia e richiamo a quel senso di attesa che tutti dobbiamo cercare di far rivivere in noi.

Marana Tha, vieni Signore Gesù!

Provocazioni dalla Parola

  • Come ho vissuto questa prima settimana di Avvento?
  • Come ho atteso la venuta del Signore?
  • Quale immagine e quale richiamo spirituale porto con me nella seconda settimana che inizia?
2023-11-12T19:32:00+01:00