Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – mercoledì – Sant’Antonio
La spiritualità di questa settimana
Festeggiamo oggi Sant’Antonio, fondatore del Monachesimo occidentale e grande taumaturgo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 44, 1; 46, 6e-10
Lettura del libro del Siracide
Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Giosuè marciò dietro al Sovrano e nei giorni di Mosè compì un’opera di misericordia: egli e Caleb, figlio di Iefunnè, opponendosi all’assemblea, impedendo che il popolo peccasse e calmando le maligne mormorazioni. Solo loro due furono salvati fra i seicentomila fanti, per far entrare il popolo nell’eredità, nella terra in cui scorrono latte e miele. Il Signore concesse a Caleb una forza che l’assistette sino alla vecchiaia, perché raggiungesse le alture del paese; così la sua discendenza possedette l’eredità, affinché tutti i figli d’Israele sapessero che è bene seguire il Signore.
SALMO Sal 105 (106)
Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.
Chi può narrare le prodezze del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?
Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo. R
Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
visitami con la tua salvezza,
perché io veda il bene dei tuoi eletti,
gioisca della gioia del tuo popolo,
mi vanti della tua eredità. R
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza. R
VANGELO Mc 3, 31-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Vangelo
Anche oggi la Parola di Dio ci aiuta a vivere il nostro cammino e a ricordare la grandissima figura di questo Santo. Il Signore, come abbiamo sentito anche nei giorni scorsi, sta predicando e caccia il demonio da coloro che gli vengono presentati. Due azioni molto belle che rendono attento il cuore di chi lo sta ascoltando. Tra di loro anche la madre e i parenti più prossimi del Signore, come spesso il Vangelo ci dice. Gesù prende proprio loro e, soprattutto, sua madre come punto di riferimento. Per quale motivo Maria è stata scelta per essere sua madre? Perché donna umile che, nel suo cuore, sa fare spazio alla Parola di Dio. Qualcosa del genere, ci dice il Signore, è possibile a tutti! Per tutti c’è la possibilità di essere discepoli della Parola e, così, di divenire fratelli, sorelle, madri del Signore perché, come dice Gesù apertamente, chi segue questa piccola ma impegnativa regola di vita, arriva alla stessa intensa spiritualità. Ovviamente Maria è su un altro piano: lei, preservata per grazia dal peccato, è donna che interiorizza la Parola in modo sublime, unico, tanto da essere sempre punto di riferimento e modello per tutti.
Siracide
Così come si legge anche nel Siracide. Uomini di fede di straordinaria importanza hanno costellato anche tutto il Primo Testamento. Uomini forti, valorosi, non solo nel senso fisico, anche se molti di loro lo furono. Soprattutto e molto più in senso spirituale. Essi fecero di tutto per interiorizzare quella Parola che il Signore ha, da sempre, rivelato. Per questo il Signore concesse a loro e ai loro discendenti un posto particolare nel popolo di Dio. Essi sono coloro che continuarono ad invocare il nome dell’Altissimo per tutti, chiedendo il suo perdono per ciascuno. Il Siracide anche oggi, come già ieri, ci ricorda che Dio non si stanca mai di chiamare tutti alla salvezza. Bellissima la frase finale della Scrittura: tutto questo avvenne “perché Israele sapesse che è bene seguire il Signore”. Monito che vale, ovviamente, anche per noi. Parola che scuote noi tutti e che ci aiuta a capire che, senza la sequela del Signore, senza la sua benedizione, siamo finiti.
Per noi e per il nostro cammino
- Che peso ha, nel mio cammino, il continuo richiamo alla Parola?
- Cosa significa, per noi, seguire il Signore?
Per l’attualizzazione di questa parola partirei proprio dal Siracide: è bene per noi seguire il Signore! Credo che questa parola sia per tutti noi fondamentale. Tutti noi dovremmo essere tra coloro che la sostengono, che la annunciano ad altri, che la testimoniano. Dire che “è bene seguire il Signore” è come dire che senza fede non possiamo vivere, senza fede non possiamo crescere, senza fede i nostri giorni si perdono, hanno poco senso. Ed è proprio questa anche la riflessione del Vangelo. La nostra vita, il nostro futuro hanno senso quando noi sappiamo rimettere tutto nelle mani di Dio. Tutto acquista un orizzonte nuovo, serio, sereno se tutto è rimesso nelle mani del Signore. Senza questa prospettiva di fede, tutto perde significato, tutto perde senso, tutto perde sapore. Credo che sia una verità bellissima che, però, oggi non brilla. Moltissimi vivono senza fede, moltissimi vivono senza Dio. Come è possibile vivere senza il Creatore? Come è possibile guardare al proprio futuro se non superando anche quel limite umano che è la morte? Come si vive senza speranza? Sono domande che spesso anche io mi faccio. Sono domande che, spesso, rimangono senza risposta, perché di fatto tutti vediamo che ci sono uomini, donne, ragazzi, che vivono così, come se Dio non esistesse. Per carità, possibilità sempre presente nella storia, eppure posizione che suscita in me molta pena. Pena perché come si fa a vivere senza mai parlare con Dio? Credo che tutti avvertiamo il bisogno di qualcuno che ci ascolti, ci guidi, ci chiami a sé un giorno. Senza questa prospettiva per me sarebbe impossibile vivere! Eppure, che tristezza nel vedere che molti, e soprattutto giovani, affermano con le parole e con la vita vissuta proprio questo concetto. Credo che oggi la Parola di Dio ci inviti a pregare per loro. Come, del resto, anche la memoria di Sant’Antonio. Lui che si è ritirato nel deserto proprio per approfondire la Parola, lui che si è fatto discepolo della Parola proprio per incarnare quel detto di Gesù secondo il quale tutti potevano essere suoi figli, padri, madri, fratelli. Sant’Antonio è stato anche un uomo forte, un uomo che ha insegnato che senza Dio non si può vivere, perché non è possibile avere una vita tanto ristretta e chiusa agli orizzonti dell’eternità. Preghiamo, allora, insieme per intercessione di Sant’Antonio Abate, perché davvero la nostra vita si diriga in questa direzione e il nostro spirito cerchi sempre aiuto in quella Parola che dona senso alla vita di tutti.