Venerdì 23 febbraio

Settimana della prima domenica di Quaresima – venerdì

La spiritualità di questa settimana

Il venerdì, come tutti sapete, ha un tono del tutto particolare nel rito ambrosiano. La prima particolarità è data dal fatto che non si celebra l’Eucarestia e questo rende già questo giorno differente da tutti gli altri giorni, non solo della Quaresima ma dell’anno. La seconda sottolineatura è che il vespero ha questa lunga catechesi vetero testamentaria che abbiamo sempre analizzato accendendo luci diverse. Quest’anno rileggiamo i testi ripensando a quella benedizione che sta guidando la riflessione quaresimale sulla Genesi.

La Parola di questo giorno

I LETTURA
La celebrazione annuale della Pasqua.
 
Lettura del libro del Levitico
23, 1. 5-8
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il primo mese, al quattordicesimo giorno, al tramonto del sole sarà la Pasqua del Signore; il quindici dello stesso mese sarà la festa degli Azzimi in onore del Signore; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Nel primo giorno avrete una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile. Per sette giorni offrirete al Signore sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno vi sarà una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile».    PdD

SALMELLO
Cfr. Es 12, 18a. 11f; Esd 6, 20a-c
Nel primo mese, il giorno quattordici del mese,
alla sera, è
la Pasqua del Signore.
Si purificheranno tutti insieme come un sol uomo:
tutti saranno mondi.
Così immoleranno
la Pasqua del Signore.

ORAZIONE
Sostieni, o Dio, la fragilità del tuo popolo con la pratica della penitenza; fa’ che, fedeli a te, con l’aiuto del tuo amore, cogliamo i frutti desiderati della celebrazione pasquale. Per Cristo nostro Signore.

II LETTURA
La celebrazione pasquale nel nuovo tempio.
 
Lettura del profeta Ezechiele
45, 18-24
Così dice il Signore Dio: «Il primo giorno del primo mese, prenderai un giovenco senza difetti e purificherai il santuario. Il sacerdote prenderà il sangue della vittima del sacrificio per il peccato e lo metterà sugli stipiti del tempio e sui quattro angoli dello zoccolo dell’altare e sugli stipiti delle porte del cortile interno. Lo stesso farà il sette del mese per chi abbia peccato per errore o per ignoranza: così purificherete il tempio. Il quattordici del primo mese sarà per voi la Pasqua, festa d’una settimana di giorni: si mangerà pane azzimo. In quel giorno il principe offrirà, per sé e per tutta la popolazione del paese, un giovenco in sacrificio per il peccato; nei sette giorni della festa offrirà in olocausto al Signore sette giovenchi e sette montoni, senza difetti, in ognuno dei sette giorni, e un capro in sacrificio per il peccato, ogni giorno. In oblazione offrirà un’efa per giovenco e un’efa per montone, con un hin di olio per ogni efa».    PdD

SALMELLO
Cfr. Sal 67 (68), 27. 21. 32-33
Benedite Dio nelle vostre assemblee,
benedite il Signore voi, stirpe d’Israele.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
il Signore Dio libera dalla morte.
Verranno i grandi dall’Egitto,
l’Etiopia tenderà le mani.
Regni della terra cantate a Dio, cantate inni al Signore.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
il Signore Dio libera dalla morte.

ORAZIONE
Sii tu, o Dio, il nostro maestro interiore; guidaci sulla strada della giustizia e, donandoci il desiderio di una vita più perfetta, rendi perenne in noi la grazia del mistero pasquale. Per Cristo nostro Signore.

III LETTURA
Il sacrificio di espiazione.

Lettura del libro del Levitico
6, 17-22
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Questa è la legge del sacrificio per il peccato. Nel luogo dove si scanna l’olocausto sarà scannata davanti al Signore la vittima per il peccato. È cosa santissima. Il sacerdote che l’avrà offerta come sacrificio per il peccato, potrà mangiarla; dovrà mangiarla in luogo santo, nel recinto della tenda del convegno. Tutto ciò che verrà a contatto con la sua carne sarà santo; se parte del suo sangue schizza sopra una veste, laverai il lembo macchiato di sangue in luogo santo. Ma il vaso di terra, che sarà servito a cuocerla, sarà spezzato; se è stata cotta in un recipiente di bronzo, questo sarà strofinato bene e sciacquato con acqua. Tra i sacerdoti ogni maschio ne potrà mangiare. È cosa santissima”».    PdD

SALMELLO
Cfr. Eb 10, 8b. 5c. 7. 12a. 14; Sal 39 (40), 8-9
Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici,
né offerte, né olocausti, né sacrifici per il peccato;
un corpo invece mi hai preparato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo
– poiché di me sta scritto nel rotolo del libro –
per fare, o Dio, la tua volontà».
Cristo, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati,
con un’unica oblazione ha reso perfetti per sempre
quelli che sono santificati,
per fare, o Dio, la tua volontà.

ORAZIONE
O Padre, che nel sangue prezioso del tuo Unigenito hai redento tutti gli uomini, custodisci in noi l’opera della tua misericordia perché, celebrando questi santi misteri, riceviamo con larghezza i frutti della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore.

IV LETTURA
Colui che avanza con le vesti tinte di rosso.
 
Lettura del profeta Isaia
63, 1-3a
«Chi è costui che viene da Edom, / da Bosra con le vesti tinte di rosso, / splendido nella sua veste, / che avanza nella pienezza della sua forza?». / «Sono io, che parlo con giustizia, / e sono grande nel salvare». / «Perché rossa è la tua veste / e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?». / «Nel tino ho pigiato da solo / e del mio popolo nessuno era con me».    PdD

SALMELLO
Cfr. Sal 21 (22), 11. 10. 32b-c. 12. 24a. 25c-d. 30-31
Dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
al mio nascere mi hai raccolto,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
E per questo
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».
Da me non stare lontano, poiché l’angoscia è vicina
e nessuno mi aiuta.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
poiché egli non ha nascosto il suo volto al misero
ma, al grido d’aiuto, l’ha esaudito.
Io vivrò per lui, lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».

ORAZIONE
Signore Gesù Cristo, che, venendo in terra a rivelarci il mistero del Padre, hai voluto versare per noi il tuo sangue prezioso, eleviamo la nostra umile invocazione a te che tanto hai voluto patire per i nostri peccati: nel giorno dell’ultimo giudizio fa’ che possiamo ritrovarci tra gli eletti, insieme con te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

La benedizione della Pasqua

Il primo testo che abbiamo ascoltato ci ha parlato della fede dell’antico popolo d’Israele che ritiene la Pasqua una grandissima benedizione. È così per tutto il popolo santo di Dio: la Pasqua è il centro e il cuore dell’anno liturgico ebraico, la grande festa da cui dipendono tutte le altre feste. Ecco il perché di questa esaltazione della Pasqua, tramandata come festa a cui nessun ebreo può mancare. Mancare alla celebrazione della Pasqua non è un peccato: per un pio ebreo è semplicemente impensabile! Almeno a Pasqua non si abbandona Dio! È il pensiero che anche il più “miscredente” tra gli ebrei antichi fa.

La benedizione del tempio

La seconda lettura ci ha aiutato a capire non solo che la Pasqua era centrale nella celebrazione di fede di Israele, ma che la celebrazione nel tempio era del tutto fondamentale. Il tempio era ciò che rendeva ancora più solenne la Pasqua. Israele per secoli ha celebrato da nomade la Pasqua. Dopo la costruzione del tempio, il valore più grande della festa è celebrare il rito a Gerusalemme, nel tempio di Dio. Un vero e proprio comandamento, una realtà alla quale nessuno avrebbe mai voluto mancare. Tutti gli anni il pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua era tra le cose più sante da osservare.

La benedizione dell’espiazione

Il cuore della celebrazione della Pasqua è il rito di espiazione, come ci ha detto la terza lettura. Espiazione che veniva operata con il famoso “capro espiatorio”, e con i gesti sacerdotali della purificazione di tutto il popolo. Purificazione che passava anche per la scelta personale del digiuno: i giorni della penitenza erano molto sentiti e molto forti. Questo rito dell’espiazione è comunque imperfetto. È un rito, è una tradizione liturgica, è una realtà introdotta dagli uomini. Eppure esso è il cuore della celebrazione pasquale. Ogni pio ebreo si riconosceva peccatore e, per questo, chiedeva perdono a Dio di ogni peccato personale e comunitario.

Il profeta

La quarta lettura, come sappiamo, è sempre di stampo profetico. Il profeta intuisce che tutto ciò che Israele ha compreso e ha cercato di tradurre in gesto liturgico, verrà definitivamente avverato dal Messia. Solo Lui porterà veramente il perdono e la redenzione a tutti, lavando, nel suo sangue, tutti i peccati del mondo. Il profeta esprime, quindi, una benedizione per il Messia, perché, quando arriverà, sarà lui a togliere il peccato di tutti e a donare a tutti pace e salvezza.

L’importanza di una benedizione – invito alla riflessione

Credo che queste Scritture ci diano la possibilità di riflettere sulla benedizione che dovrebbe essere la Pasqua anche per noi. Cosa è la Pasqua per noi? Cosa è la Pasqua per gli uomini di oggi? Se mi fermo ad osservare ciò che avviene, per lo più mi pare di vedere che la data della Pasqua è attesa come data della prima uscita primaverile, è la sospensione dell’ordinarietà per avere un primo assaggio di estate. Se guardo poi anche alla città, chi rimane non è certo preso dai riti della Pasqua, dal pensiero della passione, della morte e della risurrezione del Signore. Lo vediamo anche noi molto bene. Per quanto la nostra chiesa ancora si riempia, non ci siamo certo tutti! Le processioni, poi, avvengono in un contesto sì di fede, per chi le sceglie, ma rimangono marginali. Chi sta nei bar, chi sta nei parchi le addita, forse, come un fenomeno della tradizione, come un fenomeno, se vogliamo, di folklore. Molti si spostano nei paesi del sud Italia proprio per vedere quelle che sono ormai espressioni del passato, espressioni di folklore, sacre rappresentazioni, se vogliamo, ma sempre meno gesti di fede o occasioni di preghiera.

Questo è il contesto post cristiano nel quale ci muoviamo.

Cosa è la Pasqua per noi? Io credo che, per noi, abbia un sapore del tutto differente. Per voi che siete qui a pregare, per voi che avete scelto di essere qui e di fare questo itinerario, come per molti altri che hanno scelto altre forme di preghiera, altre forme di spiritualità, la Pasqua ha un sapore diverso. Credo che tutti voi avvertiate il richiamo alla penitenza, il richiamo alla preghiera, il richiamo ad essere vicini al Signore che muore e che risorge per noi. In questi primi giorni direi poi che il richiamo alla sofferenza del Signore è davvero forte e tutti noi avvertiamo il richiamo a questo tema.

Però dovrebbe esserci di più. Vorrei che questo primo venerdì di Quaresima fosse connotato proprio dal dolore per tutti coloro che non vivono più la Pasqua. Non possiamo limitarci a registrare la differenza tra noi, che in qualche modo vogliamo santificare la Quaresima e la Pasqua e chi, invece, farà della Pasqua un giorno qualunque. Noi dovremmo soffrire per questo, dovremmo soffrire nel vedere fratelli, uomini e donne, che non hanno più nessun rispetto per il Signore che ha redento anche loro. Noi dovremmo essere presi dallo struggimento del cuore perché vediamo che la sofferenza del Signore non ha fatto breccia nel cuore di tutti. Noi dovremmo piangere sul serio, nel pensare che ci sono uomini, donne, moltissimi ragazzi che vivono questi giorni come se non ci fosse nulla di diverso dagli altri giorni. È lo struggimento del cuore che, davvero, dovrebbe pervaderci, allora sì la Quaresima sarebbe davvero una benedizione. Se noi ci lasciassimo sopraffare dal dolore, se noi ci lasciassimo riempire il cuore di sgomento, se noi ci lasciassimo commuovere dal Signore che è sempre più solo, allora sì vivremmo questa Quaresima e questa Pasqua in modo reale, autentico, vero, unico.

Vi suggerisco, allora, questo pensiero: fate in modo che questo venerdì ottenga questa attenzione da ciascuno di voi. Fate in modo che questo primo venerdì di Quaresima diventi una benedizione perché sappiamo piangere per quei nostri fratelli e sorelle in umanità ma anche nella fede che non hanno più nessun rispetto per il Signore che muore e che risorge. Fate in modo che la benedizione del dolore spirituale per questo fatto sia in voi.

Credo che, mentre sta per finire la prima settimana di Quaresima, questo struggimento potrebbe davvero invaderci e ricordarci che il Signore, ieri come oggi, soffre e muore nella più totale solitudine e nella dimenticanza della maggior parte degli uomini. Credo che provare dolore per questo sia davvero salutare, anzi, sia una benedizione per tutti noi.

Maria, che ha accompagnato il dolore del Figlio, Maria che ha sofferto sotto la Croce per la morte del Figlio, continui ad accompagnare anche noi e ci sia di continuo modello ed esempio, perché noi tutti possiamo crescere anche grazie al dolore che proviamo per l’indifferenza di molti.

Per noi e per il nostro cammino

  • Lascio che questo struggimento del cuore entri in me?
  • Come vivono la Pasqua i miei più stretti amici e parenti? Che richiamo posso fare? Che benedizione posso essere per loro?
  • Quale benedizione da questo struggimento del cuore per me?
2024-02-17T07:50:28+01:00