Sabato 24 febbraio

Settimana della prima domenica di Quaresima – sabato

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo questa prima settimana di Quaresima ricordando che il sabato non si legge il libro della Genesi, perché ogni sabato è sempre dedicato a fare memoria del Battesimo. È un itinerario particolare che ci deve condurre all’ultimo sabato di Quaresima, il sabato “in traditione Symboli”, il grande sabato nel quale si consegnava e si consegna ancora il “Credo” ai catecumeni perché siano ammessi, nella prossima notte di Pasqua, al Battesimo. Ecco perché anche noi, seguendo anche la catecumena che quest’anno abbiamo, ci disponiamo a fare memoria del nostro Battesimo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Os 6, 4-6
Lettura del profeta Osea

Così dice il Signore Dio: «Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti».

SALMO Sal 111 (112)

Beato l’uomo che teme il Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre. R

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R

Sicuro è il suo cuore, non teme.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R

EPISTOLA Rm 13, 9b-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, qualsiasi altro comandamento si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità. E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne.

VANGELO Mt 12, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Romani

Anzitutto rileggiamo la lettera ai Romani. Cos’è il Battesimo? La porta dei sacramenti, rispondiamo con il catechismo. Il primo sacramento, quello senza il quale non è possibile nemmeno ricevere gli altri sacramenti. Tutte risposte giuste, ma molto formali, teologiche. San Paolo ci aiuta a dare una risposta più consona ai nostri cammini, più vicina alla nostra vita e alla nostra spiritualità. Il Battesimo è un “rivestirci di Cristo”, un “gettare via le opere delle tenebre e indossare le armi della luce”. Sono espressioni che ci aiutano anche a ripensare al tema che abbiamo cercato di seguire nello scorso Avvento a proposito dell’identità del cristiano. L’identità del battezzato è quella di seguire Cristo che è luce, Cristo che chiede un modo di comportarsi che sia davvero rispettoso di quello che è la vita cristiana, ovvero una vita di luce. Il Battesimo che tutti abbiamo ricevuto e del quale vogliamo fare memoria, deve spingere ciascuno di noi a dirsi che è proprio in forza del Battesimo che ciascuno di noi deve cercare di indossare le armi della luce. È in forza del Battesimo che ciascuno di noi deve indossare le armi della lotta spirituale che lo portano a scegliere in modo conforme alla propria fede. Fare memoria del Battesimo è richiamare alla mente e mettere al centro della propria spiritualità quell’evento di grazia che ha permesso a ciascuno di noi di iniziare la propria personale sequela di Cristo. Sequela che ha i suoi tempi, i suoi modi di attuarsi, i suoi capisaldi. Noi cerchiamo di vivere bene la memoria del Battesimo per continuare quella scelta di fede che deve segnare la nostra vita in ogni modo. “Non comportiamoci in mezzo a litigi, gelosie, ubriachezze!”, è la raccomandazione finale di San Paolo. Raccomandazione che fa bene anche a noi. Quaresima è il tempo per la scelta cristiana. La scelta cristiana è sostegno a tutte quelle opere, a tutti quei modi di fare che dicono la nostra fede, il nostro metterci a servizio di Dio per un rinnovamento generale della coscienza.

Vangelo

Così, oggi, anche il Vangelo ci educa perché ci ricorda la parola del Signore che ci dice: “Misericordia io voglio e non sacrificio!”. Espressione molto nota con la quale il Signore ci ricorda che la fede è decisione, è anche sforzo, è anche rinuncia, è anche penitenza. Tutte cose che la Quaresima ci raccomanda con forza. Ma tutte queste cose hanno la loro ragion d’essere se le mettiamo in relazione all’amore che la fede deve sempre esprimere. Se c’è vero amore per il Signore, allora ha senso anche la rinuncia, la penitenza, la scelta di segni che dicano il cammino di conversione di un cuore. Se non c’è l’amore, questi segni sono solo sforzo della volontà, rinunce, penitenze molto fini a sé stesse, ma poco utili per imparare ad amare. Il battezzato che, nel corso della vita, si impegna a fare memoria del proprio Battesimo sa bene questo: il suo Battesimo è invito all’amore, non ad assumersi sacrifici! Il Battesimo è invito alla misericordia, non alla vita fatta di sole rinunce e costrizioni!

L’importanza di una benedizione – invito alla riflessione

Così anche noi possiamo riprendere questi spunti e intanto provare a verificare che importanza ha il Battesimo nel nostro itinerario spirituale. Forse, dal momento che non è un evento del quale abbiamo memoria fisica, neghiamo anche al Battesimo di avere una sua importanza spirituale. Non dovrebbe essere così! Il Battesimo deve essere itinerario interiore forte, profondo. Noi tutti i giorni dovremmo fare memoria del Battesimo che ci ha fatto iniziare il cammino di fede. Lo diciamo a livello popolare con la preghiera del “Ti adoro”, quando diciamo “Ti ringrazio di avermi fatto cristiano”, stiamo ringraziando per il dono del Battesimo. Oppure chi recita il vespero sa bene che una delle preghiere di questa ora liturgica consiste proprio nel fare memoria del Battesimo. Sono piccoli segni, piccole traduzioni liturgiche dell’importanza del Battesimo nella nostra vita.

In secondo luogo vorrei che ci chiedessimo quali rinunce abbiamo scelto per questa Quaresima e, soprattutto, con quale animo le facciamo. Vorrei che ci soffermassimo a vedere se queste pratiche che aiutano la pietà cristiana sono state scelte per amore o solo per uno sforzo della volontà. Perché se non hanno una radice nell’amore, non servono! Potremmo anche fare i digiuni più prolungati, ma se non c’è amore per Dio, se non c’è misericordia per l’uomo, a poco varrebbero! Dunque verifichiamoci sull’amore che deve guidare le nostre scelte di fede, tutte le nostre scelte di fede. Come, in realtà, dovrebbe essere il criterio guida per ogni scelta di vita.

In terzo luogo suggerirei di intrattenersi ancora a pensare se questo itinerario di recupero del Battesimo riesce anche ad illuminare le scelte concrete che facciamo. Perché un altro limite della nostra fede attuale è quello di slegare la memoria di alcuni eventi di fede rilevati, dalla condotta che essi dovrebbero accendere. È il problema della coerenza rispetto alla fede che ciascuno di noi vive. San Paolo ci ha detto chiaramente che il Battesimo è fonte, sorgente di novità delle opere. In Avvento abbiamo detto che l’identità del cristiano guida ad una vera alternatività della vita. Ma davvero succede questo in noi, nella nostra anima? Forse – e tutti dovremmo riconoscerlo – ci sono molti cristiani incoerenti con il loro Battesimo e questa è una grave forma di attacco alla fede. Un cristiano incoerente con il suo Battesimo non svolge un servizio di fede, anzi, la inabissa, la affossa! Chiediamo al Signore la grazia di saper fare memoria del Battesimo nelle nostre coscienze perché esse tornino a plasmare in senso cristiano tutte le scelte della nostra vita.

In questo primo sabato di Quaresima ringraziamo, insieme, per il dono del nostro Battesimo. È un modo per rendere grazie al Signore per tutti i beni che ne sono derivati, ma è anche un modo per tenere viva quella fiamma di fede che deve essere dentro ciascuno di noi.

Per noi e per il nostro cammino

  • Che importanza ha il Battesimo nel mio itinerario di fede?
  • Vivo scelte di fede che nascono dall’amore, o sono solo fini a sé stesse e frutto di un volontarismo magari anche esasperato?
  • Il Battesimo plasma le mie scelte di vita quotidiane?
2024-02-17T07:50:20+01:00