Settimana della 2° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì
La spiritualità di questa settimana
Questa settimana ha un centro e un cuore: le giornate di venerdì e di sabato che sono dedicate rispettivamente al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato della Vergine Maria. Sono il cuore non solo di questa settimana ma anche di questo mese: il mese di giugno è, tradizionalmente, il mese del Sacro Cuore. Ci prepariamo a questa solennità con le letture previste per questo tempo. Non ci saranno celebrazioni particolari di santi, se non San Bonifacio che celebreremo dopodomani.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 12, 43-51
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Questo è il rito della Pasqua: nessuno straniero ne deve mangiare. Quanto a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare. L’ospite e il mercenario non ne mangeranno. In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso. Tutta la comunità d’Israele la celebrerà. Se un forestiero soggiorna presso di te e vuol celebrare la Pasqua del Signore, sia circonciso ogni maschio della sua famiglia: allora potrà accostarsi per celebrarla e sarà come un nativo della terra. Ma non ne mangi nessuno che non sia circonciso. Vi sarà una sola legge per il nativo e per il forestiero che soggiorna in mezzo a voi». Tutti gli Israeliti fecero così; come il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne, in tal modo operarono. Proprio in quel giorno il Signore fece uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto, ordinati secondo le loro schiere.
SALMO Sal 77 (78)
Diremo alla generazione futura
le meraviglie del Signore.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R
Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
di far conoscere ai loro figli,
perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno. R
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi. R
Cose meravigliose aveva fatto davanti ai loro padri
nel paese d’Egitto, nella regione di Tanis.
Divise il mare e li fece passare,
e fermò le acque come un argine.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto. R
VANGELO Lc 5, 1-6
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.
Esodo
Le letture ci danno due respiri assolutamente diversi. La prima lettura, con tutto il rispetto e tutta la comprensione che possiamo avere del Primo Testamento, ha tuttavia il sapore di una chiusura. Israele si chiude in sé stesso, è geloso delle sue cose, anche delle sue cose sacre. È per questo che Mosè ordina a tutti di “custodire” la Pasqua. La celebrazione deve essere riservata agli ebrei. Anche se uno straniero dovesse chiedere, prima di tutto occorre che diventi ebreo, accetti la circoncisione, ovvero la legge di Mosè. Si comprende bene questa norma: Israele si sente un po’ sempre attaccato e, per questo, si difende. Generazioni e generazioni sono state educate così, come vediamo anche noi oggi. Ancora adesso vediamo, spesso, una comunità chiudersi su sé stessa. Questo è un rischio di qualsiasi comunità, non solo fu un rischio per l’antico Israele. Lo sa molto bene anche il Signore Gesù che cresce in questo clima culturale.
Vangelo
È per questo che la sua predicazione non è mai ripiegata su sé stessa ma anzi, al contrario, è sempre aperta a tutti. Lo dice il suo stesso modo di unire insieme i discepoli. Il loro gruppo è variegato, la loro provenienza è differenziata. Così come le istruzioni che Gesù dà ai suoi discepoli sono sempre di ampissimo raggio. Lo dice molto bene la predicazione che ci ha riportato il Vangelo di oggi. Ai discepoli, stanchi per una notte di pesca cui è seguito l’essere a disposizione del Signore per la predicazione, segue un nuovo comando: andate verso il largo, gettate la rete… Indicazioni che, certo, nel contesto in cui sono state date, si riferiscono al “lavoro” del discepolo, al suo calare le reti per la pesca, al suo prendere pesci da lago. Ma, dal momento che il discepolo è stato chiamato ad essere “pescatore di uomini”, quelle parole non si riferiscono solo a quella notte tormentata e alla pesca andata male e poi diventata miracolosa. Quelle parole spronano il discepolo a spingersi al largo nel corso della sua missione, a non fermarsi mai a chi conosce per portare la sua testimonianza cristiana, a non avere paura di spingersi anche nei contesti che sembrano difficili, impenetrabili, impossibili. Quando c’è una parola del Signore che sostiene una missione, l’esito è nelle mani di Dio e non dipende dalla bravura o dalla costanza, o dalle abilità dell’Apostolo. Dipende solamente dalla forza dello Spirito che opera anche attraverso il discepolo. È, dunque, nella vita che il discepolo dovrà spingersi al largo. Solo così la sua pesca sarà “fruttuosa e miracolosa”. Anzi, a ben interpretare il Vangelo, più sarà pesca al largo, più sarà l’esito riportato.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Proviamo a pensare quanto sia davvero attuale questo discorso, questo richiamo – se volete – per tutti noi. Anche tutte le nostre società, tutte le nostre istituzioni rischiano di chiudersi su loro stesse. Anche la Chiesa non è esente da questo genere di tentazione e di difficoltà. Gruppi, movimenti, vari raggruppamenti di fedeli lo sanno benissimo. Tutti stiamo bene nel nostro gruppo e, talvolta, guardiamo con diffidenza chi fa parte anche di altri gruppi cristiani. Spesso, proprio a motivo di questo, diventa difficile inserirsi in un gruppo, o in qualche espressione di vita della Chiesa. Così come – lo sappiamo tutti benissimo – diventa facile lamentarsi perché nei gruppi non c’è ricambio, perché si invecchia e sembra manchino le forze giovani… sono ritornelli che sentiamo in qualsiasi riunione ecclesiale!
C’è un solo modo, c’è un solo rimedio. Aprirsi, gettare le reti al largo, portare un invito, una testimonianza, un annuncio dove non è mai stato possibile andare. Tocca noi, appartenenti a tante espressioni della vita ecclesiale, credere a questa parola del Signore e condurre, oggi, la piccola barca di Pietro al largo.
Prendere il largo fa sempre paura. Forse, quel giorno, anche i discepoli provarono qualcosa del genere. Ma, avendo obbedito, trovarono quella ricchezza, quella forza che, altrimenti, non avrebbero mai trovato. Prendiamo esempio da loro e cerchiamo di far sì che il nostro modo di operare sia davvero occasione per vivere meglio questa Parola, complessa, stringente, scomoda, eppure capace di dare senso e speranza anche dove tutto sembra aver preso una piega diversa. Il Signore, che ci sprona sempre a dare il meglio di noi, ci aiuti, ci sostenga, ci guidi verso questa “pesca miracolosa” che è più che mai necessaria anche alla nostra vita di Chiesa.
Provocazioni dalla Parola
- Sono una persona che si isola, che si chiude o, già per carattere, sono uno che sa aprirsi agli altri?
- Sono uno che sa essere pronto ad aprire i contesti ecclesiali in cui opero e dei quali sono partecipe?
- Cerco di non fossilizzarmi mai e di rimanere aperto a ogni novità che lo Spirito di Dio mi fa incontrare?