Settimana della 2° domenica dopo Pentecoste – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Cerchiamo anche in questo giorno di lasciarci illuminare dal Signore e dalla sua parola. Le due letture sembrano molto differenti l’una dall’altra, eppure possono avere un piccolo punto di contatto che ci fa inneggiare ai piccoli uomini che sanno aderire alle opere di Dio.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 17, 8-15
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada. Allora il Signore disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalèk sotto il cielo!». Allora Mosè costruì un altare, lo chiamò: «Il Signore è il mio vessillo».
SALMO Sal 120 (121)
Il nostro aiuto viene dal Signore.
Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. R
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R
Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R
VANGELO Lc 5, 33-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. I farisei e gli scribi dissero al Signore Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Esodo
Prendiamo la prima lettura. Ovviamente la figura di Mosè è grande ed eccelsa. Una figura unica, incredibile, immensa. La sua preghiera non ha nessun paragone possibile. Addirittura è una preghiera grazie alla quale il popolo di Israele riesce a prevalere su chi lo sta ostacolando. Non è la bravura dei militari, non è la scaltrezza degli strateghi, non è il calcolo dei capi del popolo a salvare Israele! È la preghiera di Mosè. Eppure, il grandissimo Mosè ha avuto bisogno di un uomo che lo facesse sedere, per non stancarsi troppo. Eppure, quella preghiera così necessaria a tutto il popolo, non avrebbe potuto dare il risultato sperato se non ci fossero stati Aronne e Cur a sostenere la mano di Mosè. La stanchezza, il peso di quell’intercessione, comunque difficile, si sarebbero abbattuti su di lui; egli avrebbe abbassato le mani, forse sarebbe caduto e Israele avrebbe perso. Meno male che ci furono piccoli uomini pratici, piccoli uomini che idearono uno sgabello, che sostennero le mani. Piccoli uomini, da cui non venne chissà che cosa, ma dai quali, in un certo senso, dipese proprio la salvezza di tutti.
Vangelo
Così è nel Vangelo. Che figura fanno i discepoli? Una figura misera. Intanto, se paragonati al Signore, non sono certo degni di stare con lui, non hanno la stoffa, non sono mai all’altezza di quello che dovrebbero fare. Ma non sono nemmeno paragonabili ai discepoli di Giovanni. Quelli si impegnavano, digiunavano, pregavano, rinunciavano a tutto. I discepoli del Signore sono più un’ “allegra brigata”, dei “compagnoni” ma poco inclini alla rinuncia, poco capaci di sostenere un digiuno, poco umili, perfino poco attenti al Maestro. È Gesù che li salva. “Verranno giorni…”. Come dire: impareranno… anche i discepoli sono “piccoli uomini”, uomini che, non solo di fronte al maestro, ma anche se paragonati con altri discepoli, fanno una figura piuttosto meschina… Eppure noi guardiamo a loro come maestri dello spirito, come colonne della fede. Il Vangelo ci lascia intuire che, anche nel cammino di fede di tutti sono possibili passi seri, significativi, sinceri, utili al cammino non solo personale ma anche di altri.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che non facciamo fatica, oggi, a metterci al posto di quei “piccoli uomini” di cui ci ha parlato la Scrittura. Quante volte ci sembra proprio di essere come i discepoli che non sanno digiunare! Prova ne è che quando, specie in Quaresima, ci tentiamo, non sempre siamo vittoriosi! Oppure ci sentiamo proprio come Aronne e Cur, perché riusciamo a pregare, ci uniamo alle grandi intenzioni di preghiera, ci uniamo ai grandi maestri di fede, ma vediamo anche tutta la distanza che abbiamo da loro. La Scrittura di oggi ci fa fare un “elogio” dei piccoli uomini. Se l’elogio vale per Aronne, per Cur, per i discepoli, allora, deve valere anche per noi. Magari siamo capaci solo di prendere parte a qualche preghiera. Magari siamo solo capaci di fare qualche piccolo digiuno limitato nel tempo e dalla portata banale. Eppure, anche i nostri piccoli sforzi hanno un senso. Eppure, anche la nostra preghiera, per quanto piccola, per quanto imperfetta, per quanto banale, ha un suo senso. Quest’oggi mettiamoci proprio nella parte dei piccoli uomini di fede, nella parte di coloro che sanno che non realizzeranno niente di eclatante, ma anche nella parte di chi ha consapevolezza che, talvolta, anche quei piccoli ministeri, anche queste piccole parti, hanno un loro senso, un loro scopo.
Credo che già ci possiamo rivolgere al Sacro Cuore, che onoreremo dopodomani e al Cuore Immacolato della Vergine che onoreremo sabato, per chiedere a loro la grazia, la forza di sentirci così, piccoli uomini, piccole donne chiamati a prendere parte a qualcosa più grande di loro. È da questa consapevolezza che può nascere un cammino grande, serio, impegnativo, come quello che seppe, a suo tempo, coinvolgere anche tutti gli apostoli.
Provocazioni dalla Parola
- Come pregherò oggi?
- Riuscirò, in qualche modo, a tendere le mani a sostegno di qualche grande azione di preghiera?
- Imiterò i discepoli nel loro crescere, con Gesù, nel cammino di fede?