Giovedì 13 giugno

Settimana della 3° domenica dopo Pentecoste – Giovedì 

La spiritualità di questa settimana

Oggi è il giorno di Sant’Antonio da Padova che molti di noi pregano con fede e devozione. Un santo importantissimo, sia per il suo insegnamento, per la sua predicazione, ancora oggi preziosissima, che per la sua tenerezza. Come sapete egli non solo fece molti miracoli ancora vivente, ma ebbe l’onore di tenere spesso tra le sue braccia il bambino Gesù. È per questo che molte volte l’iconografia lo ritrae con il Figlio di Dio appoggiato al suo seno. Anche noi vogliamo metterci alla sua scuola, la scuola di un discepolo del Signore che ha fatto dell’ascolto della Parola di Dio il cuore, il centro, il perno della sua vita e chiediamo, per questo, il suo aiuto e la sua intercessione per vivere bene la meditazione sulla Parola che abbiamo ascoltato.

La Parola di questo giorno

LETTURA Nm 27, 12-23
Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm e contempla la terra che io do agli Israeliti. Quando l’avrai vista, anche tu sarai riunito ai tuoi padri, come fu riunito Aronne tuo fratello, perché vi siete ribellati contro il mio ordine nel deserto di Sin, quando la comunità si ribellò, e non avete manifestato la mia santità agli occhi loro, a proposito di quelle acque». Sono le acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin. Mosè disse al Signore: «Il Signore, il Dio della vita di ogni essere vivente, metta a capo di questa comunità un uomo che li preceda nell’uscire e nel tornare, li faccia uscire e li faccia tornare, perché la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore». Il Signore disse a Mosè: «Prenditi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui, lo farai comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini sotto i loro occhi e porrai su di lui una parte della tua autorità, perché tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca. Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleàzaro, che consulterà per lui il giudizio degli urìm davanti al Signore; egli e tutti gli Israeliti con lui e tutta la comunità usciranno all’ordine di Eleàzaro ed entreranno all’ordine suo». Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità; pose su di lui le mani e gli diede i suoi ordini, come il Signore aveva detto per mezzo di Mosè.

SALMO Sal 105 (106)

Beati coloro che agiscono con giustizia.

Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo.
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie. R

Divennero gelosi di Mosè nell’accampamento
e di Aronne, il consacrato del Signore.
Irritarono Dio anche alle acque di Merìba
e Mosè fu punito per causa loro:
poiché avevano amareggiato il suo spirito
ed egli aveva parlato senza riflettere. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. R

VANGELO Lc 6, 20a. 24-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Numeri

Numeri

Anzitutto il testo bellissimo dei Numeri. Bellissimo per diversi motivi.

Mosè è stato un uomo di Dio ma ora è vecchio, ha vissuto il suo compito, giunge anche per lui il momento di riunirsi ai padri. Ecco che il Signore gli permette di vedere la terra. Sa di non poter entrare in essa, tutta la sua generazione è morta prima dell’ingresso in essa. È solo una generazione nuova, rinnovata dal cammino dell’esodo che entrerà in essa. Mosè lo sa, però comprende anche la grandissima tenerezza di Dio che, con quel segno, gli rinnova tutto il suo amore e la sua stima per quello che ha fatto proprio nel suo nome.

In secondo luogo, Dio accetta la proposta di Mosè di mettere a capo del popolo un uomo che lo guidi, lo introduca nella terra, gli faccia vivere una nuova stagione della sua esistenza. Tuttavia il popolo non avrà una guida come Mosè. Dio concederà che “solo una parte della tua autorità” sia data al nuovo condottiero. Anche questo è un segno bellissimo di stima per Mosè. La sua autorità è stata unica, la sua autorità è ineguagliabile. Ecco che Giosuè avrà carisma, ma non come Mosè.

Terzo segno bellissimo: l’istituzione del nuovo condottiero avverrà davanti a Eleazaro, il sacerdote, come dire che tutto ciò che viene da Dio ha anche una mediazione umana. Dio, che potrebbe fare qualsiasi cosa in qualsiasi modo, sceglie sempre il rispetto degli uomini, delle istituzioni. Li accompagna, li guida, li chiama a sé rispettando sempre la loro natura e il loro modo di vivere. La fede non cancella mai nulla dell’umanità.

Tre segni bellissimi dell’attenzione, della grandissima tenerezza con cui Dio guarda a Mosè.

Vangelo

Questa predicazione stride rispetto alla parola di Gesù che, secondo il Vangelo di Luca, al termine delle Beatitudini pronuncia questi “guai”. I “guai” sono un modo per dire, anche con una parola particolarmente efficace, che chi non vive lo spirito delle beatitudini, che conduce alla felicità, si autocondanna all’infelicità, mette sé stesso in una posizione di lontananza da Dio che non porta a nulla di buono. I “guai” dicono che il credente che sceglie ciò che è contrario a Dio, perde la sua fede, smarrisce il senso della sua chiamata alla felicità: in una parola perde il senso della sua vita. Ecco perché c’è questo richiamo fortissimo alla fine di un testo bello e profondo come quello delle Beatitudini.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche per noi valgono queste parole. Anche noi siamo chiamati, proprio dalla Parola di Dio che ascoltiamo, a vivere questa responsabilità del cammino di fede. Credo sia davvero molto bello e molto profondo questo richiamo nel giorno di Sant’Antonio, un uomo che ha vissuto, che ha incarnato le Beatitudini ma anche un uomo che ha saputo richiamare, con la sua parola e con il suo esempio, molti uomini del suo tempo.

In secondo luogo, credo che anche noi siamo messi a parte della tenerezza di Dio. Se guardiamo bene nella nostra vita scopriremo molti modi con cui Dio ci si è fatto vicino ed ha sostenuto i nostri giorni. Facciamo in modo che questa tenerezza di Dio sia per noi un richiamo costante a vivere altrettanto bene il tempo che ci viene donato, cercando di fare della conoscenza di Dio, un modo per tornare a Lui. Interceda per noi Sant’Antonio, l’uomo, il santo che ha saputo vivere scoprendo la tenerezza che Dio usava per lui.

Provocazioni dalla Parola

  • Ho sempre dinanzi a me la consapevolezza della tenerezza con cui Dio mi guarda?
  • Vivo per qualche aspetto qualche lontananza dalla Parola che fa risuonare per me uno dei “guai” che il Signore ha pronunciato?
2024-06-15T22:26:23+02:00