Mercoledì 19 giugno

Settimana della 4° domenica dopo Pentecoste – mercoledì – Santi Gervaso e Protaso

La spiritualità di questa settimana

Quest’oggi festeggiamo i Santi Protaso e Gervaso e, quindi, utilizziamo il lezionario proprio di questa festa.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sap 3, 1-8
Lettura del libro della Sapienza

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l’offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.

SALMO Sal 112 (113)

I cieli narrano la gloria di Dio.

Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore. R

Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra? R

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.
Fa abitare nella casa la sterile,
come madre gioiosa di figli. R

EPISTOLA Ef 2, 1-10
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

VANGELO Lc 12, 1b-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».

Sapienza

Anzitutto la parola profonda e bella del libro della Sapienza che noi leggiamo anche nel lezionario delle celebrazioni dei defunti. “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio”. È questa la luce che dobbiamo gettare sulla memoria che stiamo celebrando. I santi martiri sono persone che hanno subito difficoltà di ogni genere e tipo, sono uomini che hanno dovuto sopportare grandi tribolazioni. Eppure il sapiente guarda a questi uomini come ad anime elette, che sono nelle mani di Dio. L’uomo guarda alle cose che si patiscono come ad una sventura. L’uomo di fede, al contrario, sa che Dio è presente anche in queste realtà e sa che utilizza anche queste vie per chiamare alla santità le anime elette. I santi martiri Protaso e Gervaso sono tra queste anime.

Vangelo

Concetto ribadito con grande tenerezza anche dal Vangelo. Poiché tutte le anime sono preziose davanti a Dio, Gesù invita a capire che il Padre non abbandona mai nessuno. Anzi, Dio non abbandona mai nemmeno la più piccola realtà della creazione. Si può così comprendere il paragone introdotto da Gesù a proposito dei passeri. Un passero è cosa di poco conto. Sulle bancarelle del mercato si acquista per pochi soldi. Eppure, dice Gesù, nell’ordine di cose voluto da Dio, nemmeno uno di essi va dimenticato. Dio tiene in mano la storia di tutti, Dio tiene in mano la vita di tutti. Dio è sempre dalla parte di chi ha più bisogno di lui e non dimentica mai di esprimere tutto il suo amore proprio per coloro che più necessitano della sua presenza, della sua misericordia, del suo perdono e del suo aiuto.

Efesini

A queste due letture si unisce anche il testo bellissimo degli Efesini. San Paolo comprende bene che c’è una grande differenza tra coloro che non hanno fede e che non sanno guardare alla propria vita con fede e coloro che, invece, sanno gettare sulla propria esistenza il medesimo sguardo che Dio ha nei loro confronti. Così chi non ha fede vive inseguendo le proprie voglie e, spesso si perde rincorrendo i vari e diversi piaceri che la vita può offrire. Chi ha fede, invece, sa che ci sono delle opere buone che sono state predisposte perché noi le praticassimo e si appresta a fare proprio questo. L’uomo che ha fede cerca di seguire l’esempio di coloro che già l’hanno testimoniata e si dispone a vivere il bene che può come modo per dare onore a Dio, oltre che per realizzare i propri giorni. I Santi Gervaso e Protaso hanno saputo fare esattamente questo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

L’esempio dei santi ci provoca. In forma molto diretta ci sta chiedendo se anche noi impostiamo la nostra vita come chi vuole rincorrere i piaceri sempre possibili o se anche noi siamo capaci di vivere quelle opere buone che sono state disposte perché noi le praticassimo. L’esempio di tutti i santi, non solo dei martiri e non solo di Gervaso e Protaso, dovrebbe sempre dirci questo e spronarci al compimento di quella volontà di bene che Dio ha sulle nostre vite. Potremmo vivere questo giorno così, domandandoci quale bene ci sarà possibile fare in questa giornata, e cercando di sostenere il bene che possiamo fare, così che tutti potremo dire, a giornata conclusa, che non abbiamo perso tempo, che siamo stati capaci di presentare al Signore il nostro sforzo per il bene. Sarebbe questo un modo per onorare la memoria dei martiri non solo con la liturgia ma anche con la nostra attenzione e passione per il bene.

Passione che dovremmo vivere ogni giorno. Forse il “martirio” che viene chiesto a noi non è quello che ci chiede di donare la vita in una sola volta, senza tenere conto di nulla, ma è quello che ci chiede di tenere in considerazione grande tutte le realtà della nostra esistenza per imparare che solo in una costante donazione di amore santifichiamo l’anima. È assai difficile perseverare nel bene. Questo genere di martirio può essere chiesto a ciascuno di noi, chiamati a fare il bene in diversi contesti tutti i giorni della vita.

Provocazioni dalla Parola

  • Come vivo il richiamo a vivere il bene che possiamo compiere?
  • Sappiamo sostenere la fatica del martirio del compimento del bene ogni giorno della nostra vita?
2024-06-15T22:26:08+02:00