Sabato 22 giugno

Settimana della 4° domenica dopo Pentecoste – sabato 

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo anche la quarta settimana del tempo dopo Pentecoste leggendo queste tre Scritture che hanno tutte come tema il giorno dell’espiazione.

La Parola di questo giorno

LETTURA Lv 23, 26-32
Lettura del libro del Levitico

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una riunione sacra, vi umilierete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. In quel giorno non farete alcun lavoro, poiché è il giorno dell’espiazione, per compiere il rito espiatorio per voi davanti al Signore, vostro Dio. Ogni persona che non si umilierà in quel giorno sarà eliminata dalla sua parentela. Ogni persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro io la farò perire in mezzo alla sua parentela. Non farete alcun lavoro. Sarà per voi una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Sarà per voi un sabato di assoluto riposo e dovrete umiliarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera seguente, farete il vostro riposo del sabato».

SALMO Sal 97 (98)

Acclamate al nostro re, il Signore.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani. R

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA Eb 9, 6b-10
Lettera agli Ebrei

Fratelli, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda. Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: si tratta soltanto di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.

VANGELO Gv 10, 14-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Levitico

Il primo testo che ascoltiamo è basilare per la fede di Israele. Un giorno all’anno, il decimo giorno del settimo mese, come abbiamo letto, era dedicato all’ “espiazione”. Un giorno all’anno, dunque, Israele rifletteva sul proprio peccato e viveva un rito di purificazione collettivo per tutte le mancanze che non era stato in grado di evitare. Un giorno solenne, nel quale doveva essere sospeso il lavoro di tutti perché tutti avevano qualcosa per cui chiedere perdono. Un testo significativo che ci ricorda come l’uomo, da sempre, ha avuto la consapevolezza di mancare in molte cose ed ha cercato un modo per rimettere nelle mani di Dio il proprio peccato. Questo rito antico era compiuto già al tempo dell’esodo, quando Israele non aveva alcuna ufficiale sede liturgica.

Ebrei

Con l’avvento del tempio cambiò il modo celebrativo della penitenza, ma non la sostanza. Ecco, come scenario, il grande tempio di Gerusalemme. Ecco la solennità del sommo sacerdote che, con tutti i sacerdoti e leviti, una volta all’anno, appunto nel “giorno dell’espiazione”, entrava nella cella più interna del santuario, quella nella quale era custodita l’arca dell’alleanza. In quel giorno, con la solenne aspersione, tutto il popolo si riconosceva peccatore e chiedeva a Dio il perdono dei propri peccati. Un rito solenne che era pedagogico. Tutti erano invitati a partecipare per deporre davanti a Dio il proprio peccato chiedendone l’espiazione.

Vangelo

Il Vangelo di Giovanni ci ricorda che quel rito era solo un segno, un’ombra. Il vero momento in cui Dio realizza l’espiazione dei peccati di tutti gli uomini di tutto il mondo e di tutti i tempi è la Croce del Signore.  È Gesù, che donando la sua vita, offrendosi in sacrificio e poi riprendendo la sua vita, ovvero risorgendo, dona all’uomo il perdono di Dio. Il rito antico tramonta, il giorno dell’espiazione non ha più senso di essere. Ora un altro modo si impone: il Sacramento che è vera partecipazione alla Croce del Signore. Così ogni volta che si celebra il Sacramento della penitenza, si depone il proprio peccato ai piedi della Croce del Signore e Dio, che è misericordia ed accoglienza infinita, cancella quel peccato concreto per cui il peccatore chiede perdono, avendo già meritato il perdono di tutti sulla Croce del Signore.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Penso sia davvero molto bello poter concludere questa settimana in questo modo, e cioè ricordandoci sempre di mettere al centro del nostro itinerario di fede la valorizzazione del perdono di Dio. È molto significativo che queste Scritture ci vengano donate all’inizio dell’estate, quando noi tutti perdiamo un po’ il senso della fede, della partecipazione ecclesiale, soprattutto della partecipazione al Sacramento dell’Eucarestia. Inizia quel tempo nel quale ci prendiamo qualche “pausa”. Certo non tutti, però c’è una predisposizione generale a vivere così, ad operare in questo modo. Il Vangelo ci ricorda che, invece, sempre è tempo di mettere al centro della nostra riflessione il perdono del Signore. Non è solo la Quaresima il tempo propizio per questa operazione. Tutti i tempi ci ricordano che è bene mettere al centro di tutta la nostra vita di fede il perdono di Dio. Così possiamo vivere questo giorno magari mettendoci davanti alla Croce del Signore per ricordare da dove viene la nostra salvezza e il perdono di cui tutti noi necessitiamo, oppure per vivere oggi il Sacramento della Riconciliazione, così da entrare in questo tempo estivo che ci sta davanti sorretti, ancora una volta, dalla misericordia di Dio.

Il Signore, che sempre veglia sui nostri cammini, ci dia la forza di saper sempre sottolineare e valutare nel profondo del suo senso il perdono che è costato la Croce di Cristo.

Provocazioni dalla Parola

  • Come vivo il perdono di Dio?
  • So mettere al centro anche del mio itinerario estivo una santa confessione?
2024-06-15T22:28:36+02:00