Martedì 25 giugno

Settimana della 5° domenica dopo Pentecoste – martedì 

La spiritualità di questa settimana

Dopo la solennità di Giovanni Battista, ritratto nella sua prodigiosa natività, torniamo al lezionario previsto per questo tempo dopo Pentecoste.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 25, 5-10
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si sposerà con uno di fuori, con un estraneo. Suo cognato si unirà a lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere di cognato. Il primogenito che ella metterà al mondo, andrà sotto il nome del fratello morto, perché il nome di questi non si estingua in Israele. Ma se quell’uomo non ha piacere di prendere la cognata, ella salirà alla porta degli anziani e dirà: “Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere di cognato”. Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno. Se egli persiste e dice: “Non ho piacere di prenderla”, allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e proclamerà: “Così si fa all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello”. La sua sarà chiamata in Israele la famiglia dello scalzato».

SALMO Sal 127 (128)

Dono del Signore sono i figli.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. R

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. R

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita! R

VANGELO Lc 8, 16-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Vangelo

Anzitutto il Vangelo che ci ricorda che la fede è come una luce. Una sorgente di luce, normalmente, diventa fonte di sicurezza, è utile per il tempo dell’oscurità, viene messa nel punto dal quale può irradiare maggiormente luce. Non si accende una luce per metterla sotto il letto, nemmeno per coprirla.

Il Signore prende questo paragone della vita comune a prestito per la sua predicazione per dire che nessuno può prendere la fede per renderla luce che viene coperta! Nessuno può fare della Parola di Dio una luce che vien messa sotto il letto. Per stare ancora alla predicazione di ieri, nessuno può mai rendere la propria fede un cammino di pace, di quiescenza, di solido fermarsi in qualche tappa del percorso. Così facendo si corrompe la fede, si rende vano il cammino, si perde il senso della vita come vocazione.

Ecco perché bisogna che ciascuno faccia attenzione a come ascolta. Se l’ascolto è attento, il pericolo, sempre esistente, può essere evitato. Ma se si ascolta in modo distratto, se non si rimane attenti, se non si rimane docili, a poco serve anche ascoltare! L’ascoltatore distratto che se ne va senza cambiare sé stesso, perde il senso del proprio essere credente.

Deuteronomio

Come emerge anche dal Deuteronomio. Chi si rifiuta di vivere secondo la legge di Mosè, non merita nulla. Anzi, merita disprezzo, lui e la sua famiglia. Ecco perché all’uomo che non si interessa della propria famiglia, soprattutto di chi è nel dolore o di chi è indifeso, si può sputare in faccia, togliergli il sandalo e chiamare la sua casa “casa dello scalzato” che è un insulto serio. Se uno dice di avere un cammino di fede, ma poi non è attento agli altri, non sa raccogliere il grido di dolore di chi è stato ferito dalla vita, non si interessa del prossimo, può davvero e ancora dire di essere credente? Il giudizio del Deuteronomio è chiaro e netto. Non meno di quello del Vangelo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Ecco perché vale anche per noi il monito: “State attenti a come ascoltate”. Non è una minaccia, non è un rimprovero, ma è un modo per dire che dall’ascolto della fede, dipende il modo concreto di vivere. Se dall’ascolto delle istanze della fede non discende un cambiamento serio, attento, costante, non ci può essere fede! Se dall’ascolto, dalla stessa pratica della fede, non deriva un atteggiamento di serio incontro con il povero, l’umile, il solo, il malato, lo sventurato, non c’è cammino di fede.

Per questo credo che la Parola del Deuteronomio – a prima vista così lontana da noi – sia invece molto più vicina a noi di quanto pensiamo. Anche noi rischiamo di essere come chi ascolta, ma poi rifiuta di mettere in pratica. La nostra fede è molto una fede di ascolto, ma poi non ci preoccupiamo a sufficienza del fatto che il nostro ascolto debba evolversi in vita concreta, in vita vissuta, in vita che dice la pratica della stessa Parola. Così, molto seriamente, quest’oggi tutti dovremmo metterci dalla parte di chi merita di essere scalzato, o di chi riceve uno sputo in faccia. Non dobbiamo sentirci lontani da quello che l’immagine ci ha proposto perché, effettivamente, siamo noi che, molto spesso, ci allontaniamo dalla fede e non sappiamo dare testimonianza di quanto siamo, di ciò in cui crediamo.

Lasciamo che queste immagini penetrino dentro di noi. Lasciamo che questa parola così difficile diventi, per noi tutti, fonte di inquietudine. Lasciamo che il nostro cuore sia ferito da una parola così dura, perché possa ritrovare quella via di perfezione dalla quale troppo spesso ci scostiamo.

La custodia di quello che siamo e di quello che dovremmo essere sia, per noi tutti, quella parola che inquieta la falsa pace anche della nostra coscienza, nella quale spesso tutti noi cadiamo.

Provocazioni dalla Parola

  • Cosa evoca in me l’immagine prodotta dalla Parola di Dio?
  • Come posso mettere in pratica quanto ho ricevuto come insegnamento prezioso?
2024-06-20T11:43:54+02:00