Settimana della 6° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì
La spiritualità di questa settimana
La settimana non prevede particolari memorie di santi, se non la memoria di San Tommaso, mercoledì. Ricorderemo poi: venerdì Sant’Antonio Maria Zaccaria, grande educatore e sabato Santa Maria Goretti. Per il resto ci atterremo sempre al lezionario previsto per questa settimana, tranne nella festa dell’Apostolo. Oggi possiamo rileggere le due Scritture seguendo un’unica indicazione che riassumerei con queste parole: avere coraggio.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gs 1, 1. 6-9
Lettura del libro di Giosuè
In quei giorni. Dopo la morte di Mosè, servo del Signore, il Signore disse a Giosuè, figlio di Nun, aiutante di Mosè: «Sii coraggioso e forte, poiché tu dovrai assegnare a questo popolo la terra che ho giurato ai loro padri di dare loro. Tu dunque sii forte e molto coraggioso, per osservare e mettere in pratica tutta la legge che ti ha prescritto Mosè, mio servo. Non deviare da essa né a destra né a sinistra, e così avrai successo in ogni tua impresa. Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, per osservare e mettere in pratica tutto quanto vi è scritto; così porterai a buon fine il tuo cammino e avrai successo. Non ti ho forse comandato: “Sii forte e coraggioso”? Non aver paura e non spaventarti, perché il Signore, tuo Dio, è con te, dovunque tu vada».
SALMO Sal 27 (28)
Il Signore è la forza del suo popolo.
Sia benedetto il Signore,
che ha dato ascolto
alla voce della mia supplica. R
Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.
Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore,
con il mio canto voglio rendergli grazie. R
Forza è il Signore per il suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre. R
VANGELO Lc 8, 34-39
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.
Giosuè
Ci vuole coraggio per essere uno che deve prendere il posto di Mosè! Ci vuole coraggio per essere uno che deve introdurre tutto un popolo in una terra che, sebbene promessa da Dio, non è ancora conosciuta da nessuno. Ci vuole coraggio a camminare verso ciò che non è noto. Ci vuole coraggio per prendersi responsabilità tanto grandi. Lo sapeva molto bene Giosuè che si sarà certamente domandato come fare per essere successore di uno come Mosè, o come introdurre un popolo in una terra, o come provvedere perché ogni cosa abbia il suo successo… anche noi possiamo domandarci: ma dove avrà trovato questo coraggio? La risposta è unica: nella preghiera. Giosuè aveva visto Mosè, lo aveva conosciuto bene, sapeva molto bene che anche il grande profeta aveva trovato la forza per fare tutto quello che ha fatto solo ed unicamente nella preghiera. Solo questa fu la sua forza, solo questo il suo coraggio. Così prese su di sé quel fardello molto pesante e cercò di portare avanti il suo compito, sorretto dalla medesima forza. Lo vedremo molto bene nelle prossime vicende di questo grandissimo personaggio del Primo Testamento. Il coraggio viene, dunque, dalla preghiera.
Vangelo
Il Vangelo inizia con un’indicazione di segno opposto. Stiamo leggendo la seconda parte del miracolo dell’indemoniato e leggiamo che c’è paura. C’è paura ad ammettere che quell’uomo così terribile sia cambiato. C’è paura ad ammettere che l’intervento del Signore abbia potuto cambiare nell’animo questa persona. C’è molta paura nel dire che un uomo che era cattivo si sia trasformato in un uomo buono. Con la paura i segni che la accompagnano: si fa fatica a riammettere quest’uomo nella società, si fa fatica a pensare ad un ruolo per lui, si fa fatica a cercare un modo perché quest’uomo possa essere considerato normale. Da questa paura salva solo il Signore. Non solo i suoi gesti di guarigione, ma anche la sua parola rassicurante e il suo invito a guardare a quest’uomo con occhi nuovi dicono a tutti quello che è successo, quello che andrà riconosciuto. Anche il Vangelo ci sta dicendo che solo Dio salva dalla paura e dona coraggio. Anche se, per tutti gli uomini, occorrono tempi a volte anche lunghi per saper accettare tutto questo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
“Il coraggio uno non se lo può dare…” osservava don Abbondio, come tutti ricorderemo. Certo, può anche essere vero. Le disposizioni del carattere non sono uguali per tutti e uno il coraggio, davvero, non se lo può dare solo con le sue forze. Per il cristiano, però, c’è qualcosa di diverso. Il coraggio di affrontare le cose della vita, il coraggio di mettere la mano in materie difficili, il coraggio di affrontare sfide grandi, lo si trova in Dio, nella preghiera, nella fede. Se Mosè non avesse fatto questo, se Giosuè non lo avesse seguito su questa strada, certo il popolo di Israele non sarebbe uscito dall’Egitto e nemmeno entrato nella terra dei padri! Il coraggio può venire dalla fede, dalla preghiera. Un uomo può davvero sentirsi sostenuto da Dio in tutte le cose dell’esistenza, capiti quello che capiti. Così anche noi tutti certamente ci imbattiamo in giorni nei quali ci viene richiesta una dose di coraggio ulteriore, grande, capace di sostenere le fatiche della vita. Quando ci viene chiesto questo non ci è chiesto soltanto uno sforzo di vita, un salto che può compiere il nostro carattere. A tutti noi viene chiesto di saper fare un salto di qualità nella fede, ci è chiesto di pregare, ci è chiesto di abbandonarci al mistero di Dio, che sa ogni cosa, che tiene in mano, e saldamente, ogni realtà. Questo contenuto di fede dovrebbe non solo accompagnarci oggi, ma tutti i giorni della nostra vita. Il Signore ci guidi e ci sostenga nel cammino che ciascuno di noi deve fare per guardare con coraggio alle necessità della vita.
Provocazioni dalla Parola
- Trovo coraggio e forza nella mia preghiera?
- Che situazione di vita sto passando in questo momento? C’è bisogno di coraggio che viene dalla fede?