Settimana della 6° domenica dopo Pentecoste – martedì
La spiritualità di questa settimana
Le due Scritture di oggi ci stanno chiedendo di avere fede, specie nei casi difficili della vita.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gs 2, 1-15
Lettura del libro di Giosuè
In quei giorni. Giosuè, figlio di Nun, di nascosto inviò da Sittìm due spie, ingiungendo: «Andate, osservate il territorio e Gerico». Essi andarono ed entrarono in casa di una prostituta di nome Raab. Lì dormirono. Fu riferito al re di Gerico: «Guarda che alcuni degli Israeliti sono venuti qui, questa notte, per esplorare il territorio». Allora il re di Gerico mandò a dire a Raab: «Fa’ uscire gli uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua, perché sono venuti a esplorare tutto il territorio». Allora la donna prese i due uomini e, dopo averli nascosti, rispose: «Sì, sono venuti da me quegli uomini, ma non sapevo di dove fossero. All’imbrunire, quando stava per chiudersi la porta della città, uscirono e non so dove siano andati. Inseguiteli, presto! Li raggiungerete di certo». Ella invece li aveva fatti salire sulla terrazza e li aveva nascosti fra gli steli di lino che teneva lì ammucchiati. Quelli li inseguirono sulla strada del Giordano, fino ai guadi, e si chiuse la porta della città, dopo che furono usciti gli inseguitori. Quegli uomini non si erano ancora coricati quando la donna salì da loro sulla terrazza, e disse loro: «So che il Signore vi ha consegnato la terra. Ci è piombato addosso il terrore di voi e davanti a voi tremano tutti gli abitanti della regione, poiché udimmo che il Signore ha prosciugato le acque del Mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall’Egitto, e quanto avete fatto ai due re amorrei oltre il Giordano, Sicon e Og, da voi votati allo sterminio. Quando l’udimmo, il nostro cuore venne meno e nessuno ha più coraggio dinanzi a voi, perché il Signore, vostro Dio, è Dio lassù in cielo e quaggiù sulla terra. Ora giuratemi per il Signore che, come io ho usato benevolenza con voi, così anche voi userete benevolenza con la casa di mio padre; datemi dunque un segno sicuro che lascerete in vita mio padre, mia madre, i miei fratelli, le mie sorelle e quanto loro appartiene e risparmierete le nostre vite dalla morte». Quegli uomini le dissero: «Siamo disposti a morire al vostro posto, purché voi non riveliate questo nostro accordo; quando poi il Signore ci consegnerà la terra, ti tratteremo con benevolenza e lealtà». Allora ella li fece scendere con una corda dalla finestra, dal momento che la sua casa era addossata alla parete delle mura, e là ella abitava.
SALMO Sal 135 (136)
Lodate il Dio del cielo, il suo amore è per sempre.
Divise il Mar Rosso in due parti,
perché il suo amore è per sempre.
In mezzo fece passare Israele,
perché il suo amore è per sempre.
Guidò il suo popolo nel deserto,
perché il suo amore è per sempre. R
Uccise sovrani potenti,
perché il suo amore è per sempre.
Sicon, re degli Amorrei,
perché il suo amore è per sempre.
Og, re di Basan,
perché il suo amore è per sempre. R
Diede in eredità la loro terra,
perché il suo amore è per sempre.
In eredità a Israele suo servo,
perché il suo amore è per sempre.
Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi,
perché il suo amore è per sempre. R
VANGELO Lc 8, 40-42a. 49-56
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Al suo ritorno, il Signore Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire. Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù, avendo udito, rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete. Non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: «Fanciulla, àlzati!». La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.
Vangelo
Anzitutto il Vangelo che è molto noto. Giairo è il capo della sinagoga. È, quindi, un uomo di fede. Un uomo che legge le Scritture, le commenta per l’edificazione anche degli altri. È un uomo che si interroga sul mistero di Dio e sa che Dio è vicino a chi lo invoca. È per questo suo atteggiamento di fede interiore che egli riesce a comprendere che in Gesù è all’opera la potenza del Padre. È per questo suo atteggiamento interiore di disposizione al bene che Giairo riesce a comprendere che in Gesù si sta mostrando tutta la potenza di Dio che egli aveva conosciuto dalle Scritture. Gesù è davvero la mano che Dio tende ai poveri, agli sfiduciati, a coloro che sono oppressi da tante cose della vita. È per questo che Giairo cerca questa mano tesa. La mano di Dio che salva, la mano di Dio che solleva, la mano di Dio che aiuta. Così egli comprende che non deve perdersi d’animo nemmeno quando da casa portano la peggiore notizia possibile per un papà: tua figlia è morta! È proprio per avere avuto il coraggio della speranza che Giairo vede un miracolo proprio in casa sua. Lì dove tutto ormai parlava di morte rifiorisce la vita. Lì dove tutto sembrava perduto, torna a splendere la grazia.
Giosuè
Anche nella prima lettura emergeva qualcosa del genere. Abbiamo una donna, una che vive certamente in un posto povero, cioè nelle mura della città. Tutti conoscono la sua casa, ma, ovviamente, si dà un giudizio assai negativo sulla sua persona: è una prostituta. Eppure questa donna che, moralmente, ha un comportamento molto discutibile, è capace di vedere bene e di capire chi sono quei due uomini e chi rappresentano. È una donna che dice di sapere come Dio abbia custodito il suo popolo e come abbia permesso loro di passare il mar Rosso. Non è, in senso stretto, una donna di fede. Non appartiene ad Israele, non ha culto per Dio. Eppure questa donna si mette al servizio di Dio. Forse anche solo inconsciamente, forse anche solo per una sorta di paura o di superstizione. Ella, comunque, intercetta qualcosa del mistero di Dio e si dispone a seguire ciò che quegli uomini dicono anche in suo nome. Una donna generosa, una donna che pensa al futuro, non solo suo, ma anche della sua famiglia. Ella chiede per sé e per tutti i suoi cari protezione. Così si mostra donna della speranza, donna animata dalla speranza, donna che sa come vivere bene la sua esperienza di fede che, nuova, si apre davanti a lei.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Riprendendo anche la meditazione di ieri potremmo dire che occorre coraggio per sperare! Occorre il coraggio della speranza di fronte alla morte degli innocenti. Occorre il coraggio della speranza di fronte ad una imminente guerra. Occorre il coraggio della speranza per illuminare le cose della vita, specie quelle più tristi, quelle più tragiche, quelle che meno si lascerebbero illuminare dalla speranza evangelica. Occorre coraggio per vivere così! Giairo, la prostituta di Gerico lo hanno avuto. Un uomo già pieno di fede, una donna lontano dalla fede, insegnano la stessa cosa. Il che significa che ogni uomo può avere il coraggio della speranza, anche quello che sembra più lontano da Dio, anche quello che è il più disperato, anche quello che meno ha a che fare con la fede. Il coraggio della speranza viene infuso da Dio in tutti coloro che hanno almeno buona volontà. Si sviluppa poi in modo diverso, a seconda di chi lo riceve. Tuttavia, ci dicono i testi sacri, è indispensabile cercare di avere il coraggio della speranza. Senza questo dono dello Spirito di Dio, si rischia di vivere oppressi dalle cose, senza nemmeno sapere bene dove si può andare, sballottati dalle cose che agitano ogni tempo, ogni esistenza. Chiediamo, oggi, per noi ma anche per la nostra società, per la nostra Chiesa, per il nostro mondo, questo coraggio di speranza. Anche nei nostri momenti più bui e difficili, Dio non ci lascia soli e continua a guidarci! L’Eucarestia di oggi sia, ancora una volta, segno di tutto quello che Dio fa per sostenerci e per guidarci.
Provocazioni dalla Parola
- Cosa evoca in me la Parola di Dio di oggi?
- Vivo il coraggio della speranza come un dono?