Settimana della 12° domenica dopo Pentecoste – sabato – San Massimiliano Maria Kolbe
La spiritualità di questa settimana
La memoria di San Massimiliano Maria Kolbe ci fa chiudere questa settimana. Frate molto zelante e pieno di venerazione per la beata Vergine Maria, fu catturato dalle SS e deportato ad Auschwitz, dove trovò la morte avendo proposto uno scambio tra la sua persona e un altro detenuto. San Massimiliano è un altro martire della furia della guerra e del nazismo, uomo che subì il martirio in oltraggio alla fede. Lo ricordiamo e preghiamo perché ci aiuti a camminare verso la pace e verso una sempre più profonda conoscenza dell’uomo, nel rispetto della legge di Dio. Anche con questa memoria rileggiamo le Scritture.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 7, 6-14a
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio: il Signore, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra. Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli –, ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d’Egitto. Riconosci dunque il Signore, tuo Dio: egli è Dio, il Dio fedele, che mantiene l’alleanza e la bontà per mille generazioni con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti, ma ripaga direttamente coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma lo ripaga direttamente. Osserverai, dunque, mettendoli in pratica, i comandi, le leggi e le norme che oggi ti prescrivo. Se avrete dato ascolto a queste norme e se le avrete osservate e messe in pratica, il Signore, tuo Dio, conserverà per te l’alleanza e la bontà che ha giurato ai tuoi padri. Egli ti amerà, ti benedirà, ti moltiplicherà; benedirà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo: il tuo frumento, il tuo mosto e il tuo olio, i parti delle tue vacche e i nati del tuo gregge, nel paese che ha giurato ai tuoi padri di darti. Tu sarai benedetto più di tutti i popoli».
SALMO Sal 95 (96)
Popoli tutti, date gloria al Signore!
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. R
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R
EPISTOLA Ef 2, 19-22
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
VANGELO Mt 15, 21-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Deuteronomio
La lettura e l’epistola vanno nella stessa direzione. Anzitutto la lettura ricordava al popolo di Israele il suo essere consacrato a Dio. Questo mistero di elezione non deriva da doti particolari del popolo di Israele, ma dall’azione di Dio, che, nel tempo, si è scelto un popolo perché potesse portare a compimento la sua rivelazione e potesse rivelare a tutti il mistero e il segreto della sua volontà. Israele è tutto un popolo di consacrati, non, appunto, per doti particolari degli uomini, ma per la volontà di Dio che opera nella storia e porta efficacemente il mondo alla salvezza.
Efesini
Questa identità del popolo di Israele passa al popolo dei cristiani. Non più un popolo specifico, ma tutto il popolo dei credenti. Non più un’appartenenza segnata dal sangue, ma dalla vita spirituale. Tutti coloro che accoglieranno la fede in Cristo, saranno consacrati al Signore. Tutti i popoli della terra potranno ricevere e partecipare a questa benedizione, perché il popolo dei credenti è come un edificio che cresce su base solida. La base dell’edificio della Chiesa sono gli apostoli. Seguendo la via che essi stessi hanno percorso, il popolo dei credenti continua a rinnovarsi, fino al giorno del ritorno del Signore in mezzo a tutti gli uomini. Una benedizione speciale è riservata per tutti coloro che seguiranno questa via e cammineranno in essa.
Vangelo
Il Vangelo insiste direttamente sulla partecipazione di tutte le genti alla salvezza. Tutti sono chiamati ad essere salvati dal Signore. Lo dice bene questa donna, siro fenicia e cioè non ebrea. Al pari di tutte le altre donne che vivono l’esperienza drammatica della malattia di un figlio, anche questa donna farebbe qualsiasi cosa per la propria creatura. Anche tentare di disturbare il Signore. Gesù si mostra piuttosto chiuso, volendo provare la sua fede. Questa donna, ricordando che “anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”, provoca seriamente il Signore Gesù a parlare dell’universalità della salvezza. Il miracolo che egli concede dice a tutti, immediatamente, che Dio non fa preferenza di persone. Tutti possono accogliere la salvezza che viene da Lui a patto che accolgano la sua parola e siano disposti a camminare nelle sue vie. Così è il Signore stesso che ricorda a tutti che la salvezza non dipende dall’appartenenza ad un popolo, ma dalla fede.
Per noi e per il nostro cammino di fede
San Massimiliano Maria era chiuso nel campo di concentramento con moltissime altre persone appartenenti a popoli diversi, culture diverse, religioni diverse. È bello pensare che nel campo di concentramento gli ebrei elevassero a Dio la propria voce, ma anche i cristiani lì presenti – abbiamo anche appena ricordato Santa Teresa Benedetta della Croce – elevassero a Dio la medesima voce di preghiera. Così anche questa pagina terribile della storia recente ci insegna che dove ci sono uomini e donne che invocano il nome di Dio, Dio non trascura il loro grido e si preoccupa della loro salvezza eterna. San Massimiliano Maria ci ricorda che a tutti è possibile ottenere salvezza, credendo alla Parola rivelata dal Signore, offrendo la propria preghiera, onorando la Vergine Maria, vivendo le proprie giornate nella meditazione e nel rispetto della legge di Dio.
Così anche noi, edificati sul fondamento degli apostoli, siamo la Chiesa visibile di oggi. Chiesa che porta nel mondo la salvezza e propone ancora all’uomo di aprirsi alla rivelazione di Dio Padre. Nell’adesione alla fede è già iscritta la salvezza di tutti.
Provocazioni dalla Parola
- Sono consapevole della salvezza che viene offerta anche a me?
- Mi sento parte di quel popolo che è la Chiesa che è il popolo dei salvati?