Lunedì 19 agosto

Settimana della 13° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì 

La spiritualità di questa settimana

San Bernardo, San Pio X, la Madonna Regina, Santa Rosa da Lima, San Bartolomeo… la settimana entrante è davvero molto ricca di feste importanti. Potremmo rileggere le due Scritture di oggi partendo dal Vangelo, il miracolo della donna curva.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ne 9, 1-15. 36 – 10, 1
Lettura del libro di Neemia

Il ventiquattro dello stesso mese, gli Israeliti si radunarono per un digiuno, vestìti di sacchi e coperti di polvere. I discendenti d’Israele si separarono da tutti gli stranieri e in piedi confessarono i loro peccati e le colpe dei loro padri. Si alzarono in piedi e lessero il libro della legge del Signore, loro Dio, per un quarto della giornata; per un altro quarto essi confessarono i peccati e si prostrarono davanti al Signore, loro Dio. Giosuè, Banì, Kadmièl, Sebanìa, Bunnì, Serebìa, Banì e Chenanì salirono sulla pedana dei leviti e invocarono a gran voce il Signore, loro Dio. I leviti Giosuè, Kadmièl, Banì, Casabnìa, Serebìa, Odìa, Sebanìa e Petachìa dissero: «Alzatevi e benedite il Signore, vostro Dio, da sempre e per sempre! Benedicano il tuo nome glorioso, esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere tutte queste cose e l’esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore Dio, che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato Abramo. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un’alleanza, promettendo di dare la terra dei Cananei, degli Ittiti, degli Amorrei, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei, di darla a lui e alla sua discendenza; hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. Tu hai visto l’afflizione dei nostri padri in Egitto e hai ascoltato il loro grido presso il Mar Rosso; hai operato segni e prodigi contro il faraone, contro tutti i suoi servi, contro tutto il popolo della sua terra, perché sapevi che li avevano trattati con durezza, e ti sei fatto un nome che dura ancora oggi. Hai aperto il mare davanti a loro ed essi sono passati in mezzo al mare sull’asciutto; quelli che li inseguivano hai precipitato nell’abisso, come una pietra in acque impetuose. Li hai guidati di giorno con una colonna di nube e di notte con una colonna di fuoco, per rischiarare loro la strada su cui camminare. Sei sceso sul monte Sinai e hai parlato con loro dal cielo, e hai dato loro norme giuste e leggi sicure, statuti e comandi buoni; hai fatto loro conoscere il tuo santo sabato e hai dato loro comandi, statuti e una legge per mezzo di Mosè, tuo servo. Hai dato loro pane del cielo per la loro fame e hai fatto scaturire acqua dalla rupe per la loro sete, e hai detto loro di andare a prendere in possesso la terra che avevi giurato di dare loro. Oggi, eccoci schiavi; e quanto alla terra che tu hai concesso ai nostri padri, perché ne mangiassero i frutti e i beni, ecco, in essa siamo schiavi. I suoi prodotti abbondanti sono per i re, che hai posto su di noi a causa dei nostri peccati e dispongono dei nostri corpi e del nostro bestiame a loro piacimento, e noi siamo in grande angoscia. Tuttavia noi vogliamo sancire un patto e lo mettiamo per iscritto. Sul documento sigillato figurino i nostri capi, i nostri leviti e i nostri sacerdoti».

SALMO Sal 76 (77)

Signore, noi siamo il gregge del tuo pascolo.

La mia voce verso Dio: io grido aiuto!
La mia voce verso Dio, perché mi ascolti.
Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore,
nella notte le mie mani sono tese e non si stancano;
l’anima mia rifiuta di calmarsi. R

Ripenso ai giorni passati,
ricordo gli anni lontani.
Un canto nella notte mi ritorna nel cuore:
medito e il mio spirito si va interrogando.
Può Dio aver dimenticato la pietà,
aver chiuso nell’ira la sua misericordia? R

E ho detto: «Questo è il mio tormento:
è mutata la destra dell’Altissimo».
Ricordo i prodigi del Signore,
sì, ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Hai riscattato il tuo popolo con il tuo braccio,
i figli di Giacobbe e di Giuseppe. R

VANGELO Lc 13, 10-17
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Vangelo

Una malformazione? Un problema subentrato con l’avanzare dell’età? Potremmo cercare anche di dare qualche spiegazione medica al brano di Vangelo che oggi guida la nostra riflessione. Ma, al di là di quanto è possibile dire dal punto di vista umano, ciò che più conta è ciò che dice il Signore. Ovvero che Satana ha reso questa donna curva! Intendendo dire che questa donna si è chiusa e ripiegata su sé stessa. La sua immagine esteriore è lo specchio di quello che essa prova dentro di sé: è una donna del tutto ripiegata su se stessa. Per questo vive male. Vive senza relazioni significative, vive senza poter vedere il bello che le sta attorno, vive scherzata dall’altra gente… è una donna che vive male per molti motivi. Ecco che il Signore la risana. Il miracolo riguarda il corpo, certamente, ma è indice di quello che si muove nella sua anima. Ella non è più ripiegata su sé stessa, non è più chiusa in sé, torna a vedere le cose belle, torna ad una relazione intensa con gli altri. Questa donna, grazie all’aiuto di Dio, torna a sperare.

Neemia

Anche la prima lettura ci ha detto qualcosa del genere. Abbiamo sentito una rilettura un po’ di tutta la storia di Israele da un punto di vista penitenziale. Neemia, e i dotti scribi con lui, rileggono la storia del peccato comunitario di Israele e arrivano a capire che tutto quello che è accaduto al popolo di Dio, è avvenuto a causa del suo costante peccato e del suo progressivo distaccarsi da Dio. Anche la preghiera che abbiamo ascoltato, benché molto bella e molto completa, torna su questi argomenti mettendo un po’ in luce come Israele si sia ripiegato su sé stesso. Vedendo solo cose negative, Neemia e tutto Israele non fanno altro che lamentarsi con Dio di quello che avviene. Manca una visione di speranza, manca una visione di bene, manca un modo per dire che Dio è luce, anche quando tutto intorno è tenebra. La preghiera che abbiamo ascoltato è attestazione di un’anima che si è un poco ripiegata su sé stessa.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Così è anche per noi. Sia a livello personale che a livello comunitario che anche come popolo di Dio, anche noi abbiamo i momenti in cui ci ripieghiamo su noi stessi, non comprendiamo più bene ciò che abbiamo intorno, siamo portati a non vedere quello che avviene attorno a noi o a lamentarcene. Spesso prendiamo anche a pretesto delle cose reali per rileggerle in modo tale da giustificare, persino, questa chiusura e questo rimanere ripiegati su di noi. La Scrittura di oggi ci sta dicendo che non dobbiamo mai chiuderci in noi stessi, non dobbiamo mai rimanere ripiegati su noi stessi se non vogliamo cadere in un isolamento che diventa dannoso. L’invito della Scrittura è quello di alzare lo sguardo, di aprire gli occhi per contemplare la presenza del Signore, le sue opere, le sue meraviglie. L’invito pressante è quello ad avere una bella capacità di relazionarsi con gli altri, per saper vivere bene il tempo che ci viene donato e quanto in esso è custodito. Ogni chiusura è dannosa, ogni chiusura è sinonimo di qualche cosa che non va, ogni chiusura è sinonimo di impoverimento interiore. Cerchiamo, almeno nella preghiera di oggi, di non essere ripiegati su noi stessi. Cerchiamo di essere molto attenti a quello che avviene attorno a noi ma anche dentro di noi. Cerchiamo di essere sempre vigili, pronti a ridare slancio e fiducia a tutti quei segni, a tutte quelle cose, a tutti quei rapporti che possono davvero toglierci da quella chiusura in noi stessi che diventa ripiegamento e che non giova alla nostra vita. Il Signore benedirà questa capacità di rialzarci, perché ogni apertura, ogni capacità di valorizzare il bene, viene dallo Spirito di Dio.

Provocazioni dalla Parola

  • Sento anche io di avere qualche chiusura che diventa dannosa?
  • Come posso rialzarmi dalle chiusure che mi danneggiano?
2024-08-17T11:10:26+02:00