Mercoledì 21 agosto

Settimana della 13° domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La spiritualità di questa settimana

Mentre vogliamo anche festeggiare la memoria di San Pio X, rileggiamo questi due testi sacri che hanno al centro della riflessione la città di Gerusalemme. Una visione molto positiva in Neemia, molto critica nel Vangelo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ne 12, 27-31. 38-43
Lettura del libro di Neemia

In quei giorni. Per la dedicazione delle mura di Gerusalemme si mandarono a cercare i leviti da tutti i luoghi dove si trovavano, per farli venire a Gerusalemme, per celebrare la dedicazione con gioia, con azioni di grazie, con il canto, con cimbali, arpe e cetre. I cantori si radunarono dal distretto intorno a Gerusalemme, dai villaggi dei Netofatiti, da Bet-Gàlgala e dal territorio di Gheba e di Azmàvet, poiché i cantori si erano edificati villaggi nei dintorni di Gerusalemme. I sacerdoti e i leviti si purificarono e purificarono il popolo, le porte e le mura. Allora io feci salire sulle mura i capi di Giuda e formai due grandi cori. Il primo s’incamminò dal lato destro, sulle mura, verso la porta del Letame. Il secondo coro si incamminò a sinistra e io lo seguivo, con l’altra metà del popolo, sopra le mura, dalla torre dei Forni e fino al muro largo, e dalla porta di Èfraim alla porta Vecchia e alla porta dei Pesci, alla torre di Cananèl e alla torre dei Cento, fino alla porta delle Pecore, e si fermarono alla porta della Prigione. I due cori si fermarono nel tempio di Dio; così feci io, con la metà dei magistrati che si trovavano con me e i sacerdoti Eliakìm, Maasia, Miniamìn, Michea, Elioenài, Zaccaria, Anania con le trombe, e Maasia, Semaià, Eleàzaro, Uzzì, Giovanni, Malchia, Elam, Ezer. I cantori facevano sentire la voce e Izrachia ne era il direttore. In quel giorno il popolo offrì numerosi sacrifici e si rallegrò, perché Dio gli aveva concesso una grande gioia. Anche le donne e i fanciulli si rallegrarono e la gioia di Gerusalemme si sentiva di lontano.

SALMO Sal 47 (48)

Grande è il Signore nella città del nostro Dio.

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re. R

Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l’ha fondata per sempre.
O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio. R

Circondate Sion, giratele intorno,
contate le sue torri,
osservate le sue mura,
passate in rassegna le sue fortezze. R

Per narrare alla generazione futura:
questo è Dio,
il nostro Dio in eterno e per sempre;
egli è colui che ci guida in ogni tempo. R

VANGELO Lc 13, 34-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Neemia

Nella prima lettura abbiamo letto di una grande festa di Gerusalemme, di un momento di ritrovato fervore spirituale, di coinvolgimento collettivo nella preghiera. Abbiamo letto di come Neemia riuscì ad organizzare ogni cosa in modo tale da poter far vivere al meglio questa festa di dedicazione a tutti. C’è un coinvolgimento di tutti, c’è una gioia collettiva, c’è un attendere Dio in modo costante da parte di tutti. I segni sacri che sono compiuti con tutto il rispetto che essi chiedono di avere, diventano occasione di benedizione non solo per Neemia, ma per tutto il popolo di Dio. È la visione di una Gerusalemme in festa, è la visione di una comunità che si rallegra, è la visione di una comunità dove il grido di gioia è così forte che, anche chi sente da lontano, cerca di precipitarsi a vivere bene questa festa.

Vangelo

Di segno opposto è il Vangelo, perché quello del Signore Gesù è proprio un lamento. Un lamento su Gerusalemme. Al pensiero della città Santa che non ha voluto ascoltare la sua parola e non ha voluto accogliere la sua presenza, Gesù non può che rammaricarsi e paragonarsi ad una chioccia che ha cercato di radunare attorno a sé i suoi piccoli ma non c’è riuscita. Un’immagine bella, potente, efficace, che mette immediatamente in discussione il comportamento di Israele.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Parole che, però, mettono in forte discussione anche ciascuno di noi, specialmente se pensiamo anche al papa San Pio X che festeggiamo oggi. Un Papa molto semplice e molto forte, un Papa che, dopo aver fatto il parroco per diversi anni, ha cercato di portare la sua esperienza pastorale anche sul soglio di San Pietro. Un Papa che ci ricorda il modo di fare del Signore. San Pio X ha cercato, lui per primo, di corrispondere alla grazia di Dio ed ha cercato di radunare il suo popolo attorno al Signore. Non solo nella sua azione pastorale in parrocchia, ma anche da Papa, con gli scritti e con le molteplici istituzioni del suo tempo, per la catechesi, l’arte sacra, il canto liturgico… sono moltissime le direzioni nelle quali si è spinta la multiforme azione pastorale del Papa, cercando sempre un dialogo con l’uomo. Cosa molto nuova per il tempo e molto innovativa. Se vogliamo, davvero un Papa che non si è lasciato mancare nulla, perché ha tentato di percorrere ogni via pur di parlare all’uomo.

La nostra Chiesa, oggi, dovrebbe esprimere gioia ed esultanza. Dovremmo tutti essere capaci di vivere la stessa ricerca attenta di Neemia perché tutte le cose di Dio siano conosciute, rispettate, condivise. Dovremmo saper essere come il papa Pio X, che, con tutte le sue istituzioni, ha cercato di radunare gli uomini attorno al Signore.

Come Chiesa dovremmo anche assomigliare di più alla Gerusalemme di Neemia, ad una città in festa, che, con il suo canto, con le sue armonie, con le sue bellezze, sa attirare tutti ad un dialogo sempre intenso con il Padre.

Siamo quasi alla fine dell’estate, tra poco ripartiranno molte attività e un po’ tutte le cose con le quali vorremmo far partire l’anno giubilare. Cerchiamo, davvero, di impegnarci tutti per essere Chiesa che è città collocata sul monte, luce per tutti, anche per chi non crede, città della gioia per ridare all’uomo, spesso schiacciato da tante cose e infinitamente stanco, qualche ragione di speranza e di gusto per la novità. Quella novità che Dio sa accendere nel cuore di ogni uomo e di ogni donna che si affidano a Lui.

Provocazioni dalla Parola

  • Vivo la mia appartenenza ecclesiale con gioia?
  • So dare fiducia allo sfiduciato o sono uno che continua a rimanere ripiegato su sé stesso?
2024-08-17T12:07:15+02:00