Lunedì 26 agosto

Settimana della domenica che precede il martirio – Lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Siamo in conclusione di questa sezione del tempo dopo Pentecoste e viviamo la settimana che precede il martirio. Settimana ricca di memorie di Santi: Santa Monica, Sant’Agostino, poi, giovedì, il martirio di San Giovanni Battista, il beato A. I Schuster. Una settimana ricca che ci porta alla fine dell’estate e alla ripresa di un nuovo anno pastorale. Leggeremo, come filo rosso di questi giorni, il libro dei Maccabei e, nel Vangelo, tutto ciò che si riferisce a Giovanni Battista.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Mac 6, 1-17
Lettura del primo libro dei Maccabei

In quei giorni. Mentre il re Antìoco percorreva le regioni settentrionali, sentì che c’era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza, argento e oro; che c’era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d’oro, corazze e armi, lasciate là da Alessandro, figlio di Filippo, il re macèdone che aveva regnato per primo sui Greci. Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città, che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette ritirarsi con grande tristezza e tornare a Babilonia. Venne poi un messaggero in Persia ad annunciargli che erano state sconfitte le truppe inviate contro Giuda. Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti, ma era stato messo in fuga dai nemici, i quali si erano rinforzati con armi e truppe e ingenti spoglie, tolte alle truppe che avevano sconfitto, e inoltre avevano demolito l’abominio da lui innalzato sull’altare a Gerusalemme, avevano cinto di alte mura, come prima, il santuario e Bet-Sur, che era una sua città. Il re, sentendo queste notizie, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto secondo quanto aveva desiderato. Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione e credeva di morire. Chiamò tutti i suoi amici e disse loro: «Se ne va il sonno dai miei occhi e l’animo è oppresso dai dispiaceri. Ho detto in cuor mio: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile agitazione sono caduto, io che ero così fortunato e benvoluto sul mio trono! Ora mi ricordo dei mali che ho commesso a Gerusalemme, portando via tutti gli arredi d’oro e d’argento che vi si trovavano e mandando a sopprimere gli abitanti di Giuda senza ragione. Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali; ed ecco, muoio nella più profonda tristezza in paese straniero». Poi chiamò Filippo, uno dei suoi amici, lo costituì reggente su tutto il suo regno e gli diede il diadema, la sua veste e l’anello, con l’incarico di guidare Antìoco, suo figlio, e di educarlo a regnare. Il re Antìoco morì in quel luogo l’anno centoquarantanove. Lisia fu informato che il re era morto e dispose che regnasse Antìoco, suo figlio, che egli aveva educato fin da piccolo, e lo chiamò Eupàtore.

SALMO Sal 9 (10)

Narrate a tutti i popoli le opere di Dio.

Il malvagio si vanta dei suoi desideri,
l’avido benedice se stesso.
Nel suo orgoglio il malvagio disprezza il Signore:
«Dio non ne chiede conto, non esiste!»;
questo è tutto il suo pensiero. R

Le sue vie vanno sempre a buon fine,
troppo in alto per lui sono i tuoi giudizi:
con un soffio spazza via i suoi avversari.
Egli pensa: «Non sarò mai scosso,
vivrò sempre senza sventure». R

Sorgi, Signore Dio, alza la tua mano,
non dimenticare i poveri.
Spezza il braccio del malvagio e dell’empio,
cercherai il suo peccato e più non lo troverai.
Il Signore è re in eterno, per sempre. R

VANGELO Mc 1, 4-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Vangelo

Iniziamo proprio con il ricordo fondamentale di Giovanni, ovvero rileggiamo la narrazione del suo stile di vita. Un uomo austero, che si è ritirato nel deserto; un uomo che non solo richiama alla conversione e alla penitenza, ma un uomo che ha fatto di questo stile di vita il suo stile di vita!  Giovanni, infatti, non si limita a richiamare gli altri ad avere uno stile di vita di questo genere, ma propone sé stesso come modello, come richiamo vivente, come punto di riferimento per tutti coloro che vogliono essere in linea con un cammino di fede che attenda il Messia. L’invito di Giovanni non è, però, solo in negativo. La sua posizione non è quella di chi richiama ad una conversione e ad una penitenza fini a sé stesse. Piuttosto Giovanni richiama ad una penitenza di conversione perché si possa ricevere il dono dello Spirito di Dio. Se c’è qualche rinuncia, se c’è questa forma di autocontrollo, non è certo fine a sé stessa, ma è perché si possa ottenere quel dono di Dio che permette di vivere, poi, in pienezza i propri giorni. Anche in questo Giovanni si mostra maestro. Egli, infatti, è l’uomo colmo dello Spirito di Dio, che agisce proprio come lo Spirito gli dona di agire.

Maccabei

Così è detto anche nella prima lettura, forse per noi poco comprensibile perché è una lezione storica. Nomi di imperatori e re, nomi di palazzo, faccende che, tutto sommato, a noi sono poco vicine, da noi sono poco conosciute e, quindi, rischiano di dirci davvero poco. Però, se provate a pensarci, la “storia” dei Maccabei ci sta dicendo che tutto è nelle mani di Dio. Gli uomini dispongono, ma Dio regge la storia. Tutto ciò che vedremo nei prossimi giorni, l’evoluzione della storia dei Maccabei, dimostrerà questo: Dio tiene nelle sue mani il destino, l’esito di tutti i popoli. Nulla sfugge alla sua mano.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che questa Parola di Dio possa nutrire il cammino di questo giorno e di questa settimana.

Anzitutto ci fa domandare: per chi viviamo? Cosa attendiamo noi? Domanda che è il cuore di quello che sempre dobbiamo meditare. Anche in estate, anche quando siamo fuori dai grandi tempi della liturgia e dalle grandi feste, noi non possiamo “vivacchiare”, non possiamo tirare avanti come al solito. Eppure è quello che tutti facciamo! Ciascuno di noi si è costruito la sua vita spirituale, ciascuno di noi ha le sue pratiche, le sue devozioni, le sue modalità per vivere la fede. Molto spesso ci fermiamo ad esse senza andare nel profondo di nient’altro! La Parola di Dio di oggi ci richiama: nella vita di fede non dovrebbe essere così! Non si dovrebbe tirare avanti. Si dovrebbe sempre cercare di dare, trovare uno spunto, un appiglio per fare sempre meglio, per trovare un passo nuovo. Giunti quasi alla fine dell’estate credo che questo potrebbe proprio essere il passo che ci accompagna.

Una seconda piccola meditazione. Anche noi viviamo molti fatti storici senza capirne la reale portata. Più o meno come gli uomini di qualsiasi epoca. Siamo spettatori di molti fatti, ma non di tutti cogliamo il significato. Giovanni fece qualcosa di diverso. Egli seppe capire cosa Dio stava dicendo alla sua epoca e seppe attendere il dono della rivelazione del Signore, come apice di tutta la storia. Credo che qualcosa del genere debba essere anche in noi. Anche noi, come Giovanni, dovremmo capire che Dio ha certamente qualcosa da dire a noi, al nostro tempo, alla nostra epoca. Sembra che viviamo in un tempo nel quale non ci si interessa di Dio, ma non è così! Fosse anche vero, è certo che Dio continua ad interessarsi di noi. Solo gli uomini dello Spirito possono però capire questa verità ed attendere la manifestazione del Signore. Chiediamo questa finezza del cuore per essere tra coloro che sanno attendere il dono di questa rivelazione e di un incontro vero, profondo, reale, con Dio Padre.

Provocazioni dalla Parola

  • Cosa devo fare per non vivacchiare nella fede?
  • Quale decisione posso prendere con maggiore forza e responsabilità?
2024-08-22T18:27:40+02:00