Mercoledì 28 agosto

Settimana della domenica che precede il martirio – mercoledì 

La spiritualità di questa settimana

Oggi ricordiamo Sant’Agostino. Il “figlio di tante lacrime” come lo definisce sua madre, Santa Monica, che abbiamo ricordato solo ieri nella liturgia.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Mac 9, 23-31
Lettura del primo libro dei Maccabei

In quei giorni. Dopo la morte di Giuda riapparvero gli iniqui in tutto il territorio d’Israele e risorsero tutti gli operatori d’ingiustizia. In quei giorni sopravvenne una terribile carestia e gli stessi abitanti della regione passarono dalla loro parte. Bàcchide scelse uomini rinnegati e li fece padroni della regione. Si diedero a ricercare e braccare gli amici di Giuda e li conducevano da Bàcchide, che si vendicava di loro e li scherniva. Ci fu grande tribolazione in Israele, come non si verificava dal giorno in cui non era più apparso un profeta in mezzo a loro. Allora tutti gli amici di Giuda si radunarono e dissero a Giònata: «Da quando è morto tuo fratello Giuda, non c’è uomo simile a lui per condurre l’azione contro i nemici e Bàcchide, e contro gli avversari della nostra nazione. Ora noi oggi eleggiamo te nostro capo e condottiero al suo posto, per combattere le nostre battaglie». Giònata assunse il comando in quella occasione e prese il posto di Giuda, suo fratello.

SALMO Sal 25 (26)

Signore, nella tua verità dirigo i miei passi.

Fammi giustizia, Signore:
nell’integrità ho camminato,
confido nel Signore, non potrò vacillare.
Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente. R

Non associare me ai peccatori
né la mia vita agli uomini di sangue,
perché vi è delitto nelle loro mani,
di corruzione è piena la loro destra. R

Ma io cammino nella mia integrità;
riscattami e abbi pietà di me.
Il mio piede sta su terra piana;
nelle assemblee benedirò il Signore. R

VANGELO Lc 7, 24b-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”».

Maccabei

Parto oggi dal libro dei Maccabei. Come dicevamo nei giorni scorsi, arriva anche il momento terribile in cui i Maccabei devono fare i conti con la realtà della storia, capendo bene che la pace sperata, la gioia cercata, non arriveranno mai dalle scelte politiche fatte. Ecco che il loro gruppo comincia ad essere movimento che cerca di resistere ai nemici anche con la violenza. Scelta discutibile che si rivelerà del tutto fallimentare. Proprio loro che cercavano di difendere tutti i segni della fede con la forza, vedranno spazzare via tutto con la forza. Potremo dire rileggendo la pagina di oggi, che i Maccabei fecero molta fatica a capire la “lezione” della fede. Li vediamo, infatti, tutti intenti a cercare qualcuno che si sappia opporre con la forza ai loro nemici dopo la morte di Giuda Maccabeo, il capo, il comandante della prima resistenza. Tutto sarà, però, soffocato nel sangue.

Vangelo

A differenza dei Maccabei, Giovanni il Battista non si oppone con la forza al potere romano. Si oppone facendo la scelta che pare quella più infelice. Si ritira nel deserto, predica, prega, rinuncia a tutto, vive in condizioni al limite della sopravvivenza. Eppure questa sua scelta riesce a smuovere l’animo di molti e a convertire molti all’accoglienza del Signore, tanto che noi, 2000 anni dopo, non ci ricordiamo affatto delle lotte e delle guerre di quel tempo, ma ci ricordiamo di un uomo che ha saputo essere sempre attento a Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Così, se volete, ha vissuto anche Sant’Agostino. Formato accuratamente, ha cercato nell’eloquenza la felicità della sua vita, prima di arrivare ad arrendersi a Cristo e a rinascere nella fede. Furono certo le preghiere insistenti della Madre, ma furono anche figure di primissimo piano nella Chiesa di allora come Sant’Ambrogio. Sant’Agostino, poi, visse da monaco e da vescovo come uomo di Dio, capace di interpretare con le Scritture ciò che accadeva nel suo mondo e capace di trovare nella preghiera la forza per vincere tutte le cose della vita. Come sappiamo bene la sua vita terminò con gravissime difficoltà: vide le chiese che aveva edificato distrutte e la sua stessa sede episcopale accerchiata dai barbari che, poco dopo la sua morte, metteranno a ferro e fuoco la città. Eppure, anche di fronte a questa inaudita violenza Agostino non perderà la fede e saprà rimettersi lui per primo nelle mani di Dio, invitando tutti i credenti a fare altrettanto. È l’esatto opposto di quello che fecero i Maccabei. Quelli tentarono di resistere con la forza; Agostino cercò solo nella preghiera la forza per resistere a tutto ciò che vedeva.

Credo che questa sia la lezione più importante per noi. Agostino ci aiuta a capire che è solo nella preghiera che possiamo ottenere luce, forza, sostegno, capacità per vivere bene la nostra esperienza di fede e la nostra vita. Lasciamoci anche guidare da lui, che certamente capì molto bene la lezione di Giovanni Battista. Lasciamo che sia il nostro desiderio di stare presso il Signore ad ispirarci come vivere le cose dei nostri giorni, anche quelle che sembrano più cattive.

Impariamo da Sant’Agostino ad illuminare con la nostra preghiera, con la nostra intelligenza, con la nostra capacità di leggere la Parola di Dio, le cose del tempo, senza mai temere ciò che accade, perché, come Sant’Agostino ci ha insegnato, tutto è davvero e sempre nelle mani di Dio.

Provocazioni dalla Parola

  • Come reagisco quando vedo segni contrari a quello che spero di vedere?
  • Mi aiuta la mia fede a sostenere le “lotte” del tempo?
2024-08-22T18:34:06+02:00