Settimana della 1 domenica dopo il martirio – Lunedì
La spiritualità di questa settimana
Siamo, ormai, alla ripresa di un nuovo anno pastorale. Ufficialmente comincerà, come sempre, con l’8 settembre. Credo però che tutti percepiamo queste date, specialmente quella del ritorno dalle vacanze, come inizio di un nuovo anno. Riprendere il lavoro o attendere l’inizio della scuola ci pone, di fatto, in attesa di un nuovo anno. L’anno pastorale che andiamo ad iniziare non è uguale a tutti gli altri, un po’ perché è sempre così: nessuna esperienza è mai identica ad un’altra. Soprattutto, però, l’anno che andiamo ad iniziare ci farà vivere un nuovo Giubileo ordinario, quello del 2025, Giubileo dedicato, per volere del Papa, alla speranza.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Pt 1, 1-12
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo
Pietro, apostolo di Gesù Cristo, ai fedeli che vivono come stranieri, dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadòcia, nell’Asia e nella Bitinia, scelti secondo il piano stabilito da Dio Padre, mediante lo Spirito che santifica, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi dal suo sangue: a voi grazia e pace in abbondanza. Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco – torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime. Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti, che preannunciavano la grazia a voi destinata; essi cercavano di sapere quale momento o quali circostanze indicasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che le avrebbero seguite. A loro fu rivelato che, non per se stessi, ma per voi erano servitori di quelle cose che ora vi sono annunciate per mezzo di coloro che vi hanno portato il Vangelo mediante lo Spirito Santo, mandato dal cielo: cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo.
SALMO Sal 144 (145)
Una generazione narri all’altra la bontà del Signore.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare. R
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno. R
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Canti la mia bocca la lode del Signore
e benedica ogni vivente il suo santo nome,
in eterno e per sempre. R
VANGELO Lc 15, 8-10
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
1 Petri
Iniziamo proprio questo tema che ci viene offerto dalla lettura, la prima lettera di Pietro. I concetti fondamentali espressi dall’apostolo sono due:
- La speranza nasce dalla risurrezione di Cristo. Questa è la “grande speranza” come l’ha chiamata papa Benedetto, verso la quale guardare e alla quale cercare di conformarsi. La speranza che viene dalla risurrezione di Cristo non è qualcosa che si impara, ma qualcosa che si sperimenta dentro una comunità che ama, lotta, soffre, in una parola vive. L’insieme dei credenti che affrontano la loro vita animati dallo spirito della Pasqua produce la speranza in tutti coloro che attendono il ritorno glorioso del Signore.
- Questa speranza non solo non si oppone alle fatiche del tempo, ma, addirittura, le comprende. Non solo non è nemica delle difficoltà che, in ogni tempo, ogni uomo deve affrontare, ma porta oltre esse, verso qualcosa di più grande, stabile, amabile, pieno.
Dunque, per il cristiano, la speranza è il ritorno di Cristo. La speranza beata di questo incontro porta a pensare alla salvezza della propria anima. Pietro precisava, infatti, che questa speranza può essere capita solamente da coloro che si collocano in questa prospettiva che è la prospettiva della fede.
Vangelo
Questa speranza comprende, ovviamente, anche il peccato che è nel cuore dell’uomo. Il peccato personale, così come il peccato di tutta una comunità, non toglie nulla alla speranza. Il male che c’è nel cuore dell’uomo non toglie la speranza all’uomo stesso. Uomo che rimane sempre un peccatore ma che, guardando a Dio e chiedendo la sua misericordia e il suo perdono, cerca di incamminarsi verso quella meta ultima della vita che è l’incontro con Dio, sapendo che nemmeno il peccato più grave può separarlo dal Padre. La speranza del credente non può essere cancellata da niente, nemmeno dalla peccaminosità che è nel cuore di ogni uomo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che sia molto bello e molto confortante per noi iniziare un anno tutto all’insegna della speranza. La prospettiva giubilare, ma anche la spiritualità di queste due Scritture, infondono in noi la certezza della misericordia di Dio che ci invita a credere nella sua presenza, nel suo perdono, nella gioia che egli prova nel rimettere i nostri peccati. Gioia che dovremmo provare tutti, nel sentirci peccatori perdonati che, ugualmente, vanno incontro al Signore sorretti solo dalla sua grazia. Questa è la nostra identità. Noi siamo e saremo sempre dei peccatori. Ma siamo e saremo sempre dei peccatori a cui Dio perdona ogni male, a cui Dio non imputa alcuna colpa. Noi siamo peccatori che, con la misericordia di Dio, possono compiere qualsiasi cammino. Sappiamo che è il Signore che lo ha preparato per noi e che lo custodisce. Animati da questa certezza iniziamo questo nuovo anno, certi che anche Maria, madre della speranza, ci sosterrà e ci guiderà. Preghiamo fin d’ora San Maurizio, al quale vogliamo guardare con attenzione rinnovata e particolare in questo mese della sua festa, perché possiamo tutti ottenere quell’eredità eterna che ci è stata promessa e che è l’oggetto proprio della nostra speranza.
Provocazioni dalla Parola
- Sono un pellegrino di speranza?
- Cosa cerca di spegnere la speranza che dovrebbe essere in me?
- Come vivo, concretamente, la speranza in ogni giorno della mia vita?