Martedì 17 settembre

Settimana della 3 domenica dopo il martirio – martedì 

La spiritualità di questa settimana

La memoria di San Satiro ci fa pensare nuovamente alla famiglia di Sant’Ambrogio, tutta una famiglia di santi. San Satiro divenne santo per il suo personale cammino: cammino di fede, cammino di chi mise al centro di tutta la propria vita spirituale il rapporto con la S. Eucarestia. Ma, poi, anche cammino di vita e di fede di chi visse nella totale adesione alla Parola, oltre che al servizio ecclesiale. Satiro, esperto di beni materiali, fu l’amministratore diocesano del fratello, ovvero colui che si occupò di tutti i beni per le necessità della Chiesa. Direi che le due Scritture di oggi e l’esempio stesso di Satiro possono essere per noi tutti utilissimi per riflettere sul dono della stabilità.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gc 1, 1-8
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo

Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella diàspora, salute. Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla. Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni.

SALMO Sal 24 (25)

Donaci, Signore, la tua sapienza.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno. R

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. R

Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.
O Dio, libera Israele da tutte le sue angosce. R

VANGELO Lc 18, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Vangelo

Ne parla, anzitutto, il Signore nel Vangelo. Propriamente Gesù parla della stabilità nella preghiera. Che cosa differenzia un uomo di fede da un uomo “laico”? Propriamente la stabilità nella preghiera. Gesù la raccomanda con forza, con questa piccola parabola, ricordando che è la fedeltà nella preghiera che produce la stabilità della vita; è l’essere radicati in Dio che permette di avere una vita che risulta solida, stabile, ancorata al Padre. Gesù è molto chiaro in proposito e ricorda anche che Dio non guarda tanto a come è fatta una preghiera, a quali parole si usino per pregare, a quali gesti l’accompagnino, a quale attenzione interiore si giunge. Piuttosto Dio guarda alla fedeltà. Anche il Padre, ci dice il Vangelo, si lascia commuovere dalla preghiera insistente degli uomini. La radicalità nella preghiera, la fondatezza della vita spirituale è ciò che plasma, anzitutto, la vita ma che, poi, plasma anche il rapporto con Dio.

Giacomo

Giacomo, come sappiamo, è un uomo molto sincero, molto forte, sia nel carattere che nella fede. Vive in una Chiesa che è perseguitata. Per questo egli scrive queste parole molto forti, che inneggiano a dare stabilità alla propria vita. Giacomo si augura di avere, nella sua Chiesa, cristiani che sanno da che parte stare, uomini, donne, che hanno raggiunto una stabilità dei loro giorni, persone che non sono banderuole. Poiché è difficile professare la propria fede, Giacomo richiama alla stabilità in Cristo. È questa che permette di dare senso alla vita, ma anche di dare fondatezza alla fede. È così che Giacomo vorrebbe vedere tutti i suoi fedeli ed è così che lui stesso insegna a vivere.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche il cammino di fede di San Satiro è stato così. Anche la vita di San Satiro è stata così. Una vita vissuta con forza nell’attaccamento al Signore. Satiro è uomo di fede profonda, è uomo di valori sinceri, è uomo che sa vivere con forza ma al tempo stesso con delicatezza del tutto singolare i propri giorni. Narra la sua biografia che egli, come era consuetudine a suo tempo, rimase a lungo catecumeno, cioè visse un lungo periodo di studio e di approfondimento della fede prima di chiedere il Battesimo. Fu proprio in questo periodo che fece naufragio durante una traversata verso la Sardegna. Satiro si mise a nuotare tra i flutti avendo legato al collo il prezioso corpo del Signore. Salvatosi da quel terribile naufragio per la forza dell’Eucarestia che lo sosteneva, egli non chiese il Battesimo nel luogo dove approdò, ma attese di giungere in un luogo dove il Vescovo fosse in piena comunione con il Papa. La divisione, anche nella Chiesa in un tempo di eresie e scismi come il suo, non parve a Satiro fondamento di stabilità.

Credo che le Scritture e la vita di Satiro provochino anche noi. Anche noi viviamo in un tempo difficile, anche noi viviamo in un tempo nel quale vediamo bene che moltissime persone non hanno alcuna stabilità. Spesso manca una stabilità di vita in tutti i sensi principali, ma poi manca anche una stabilità affettiva, emotiva… credo che tutti vediamo moltissimi uomini instabili e, forse, un poco lo siamo anche noi. Come reagire a questa instabilità diffusa? Io credo che l’unico modo sia quello suggerito dalla Parola di Dio: dando stabilità alla nostra vita attraverso la fede. È questo il solo modo di dare senso ai giorni, alle ore, alle opere che compiamo. Oggi chiediamo questo dono particolare al Signore. Lo chiediamo per intercessione di San Satiro, che seppe dare stabilità e fondamento ai suoi giorni.

Qualche provocazione

  • Vivo la stabilità come valore fondante della mia vita e della mia fede?
  • Che cosa mi consente di avere stabilità nei miei giorni?
2024-09-14T13:42:48+02:00