Settimana della 3 domenica dopo il martirio – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Anche oggi ci sentiamo particolarmente legati alla vita della Chiesa locale facendo memoria di Sant’Eustorgio, vescovo della nostra Chiesa, pastore intelligente di questo gregge di cui noi siamo gli eredi.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gc 1, 9-18
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo
Carissimi, il fratello di umili condizioni sia fiero di essere innalzato, il ricco, invece, di essere abbassato, perché come fiore d’erba passerà. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco nelle sue imprese appassirà. Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte. Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
SALMO Sal 36 (37)
Il Signore conosce la vita dei buoni.
I malvagi sfoderano la spada e tendono l’arco
per abbattere il povero e il misero,
per uccidere chi cammina onestamente.
Ma la loro spada penetrerà nel loro cuore
e i loro archi saranno spezzati. R
È meglio il poco del giusto
che la grande abbondanza dei malvagi;
le braccia dei malvagi saranno spezzate,
ma il Signore è il sostegno dei giusti. R
Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Non si vergogneranno nel tempo della sventura
e nei giorni di carestia saranno saziati. R
VANGELO Lc 18, 15-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».
Vangelo
Conosciamo tutti molto bene questa predicazione semplice del Signore, una predicazione che mette i bambini al centro della scena. Il bambino, in questo caso, viene scelto dal Signore come punto di riferimento perché ogni bambino sa fidarsi degli adulti che gli vogliono bene. Un bambino sente il bene che viene riversato su di lui e si fa confidente verso coloro che gli dimostrano attenzione. Un bambino è anche il simbolo dell’innocenza, della coscienza che non avverte ancora da un lato il peso, ma dall’altro il fascino delle tentazioni. Un bambino, così come ce lo presenta il Signore Gesù, è il simbolo dell’innocenza. Il bambino che il Signore prende come punto di riferimento è colui che si sa sprofondare nelle mani del suo papà. Tutti simboli di come la coscienza dovrebbe agire nei confronti di Dio. Ogni anima si sente amata da Dio, curata da Dio e, per questo, ogni anima dovrebbe cercare spontaneamente il rapporto con il suo Signore. Ogni anima, infatti, cerca di abbandonarsi alla volontà di Dio, il solo che può portarle la salvezza.
Giacomo
Predicazione che ci permette di approfondire anche la lettera di San Giacomo. Evidentemente chi vive come un bambino, non sta a valorizzare chi si trova nella ricchezza a discapito di chi è nella povertà. Un bambino, prima di arrivare alla consapevolezza di questa distinzione, non comprende il valore delle cose. Così il cristiano adulto nella fede dovrebbe vivere il rapporto con gli altri vedendo in ciascuno un uomo per cui Cristo si è immolato, senza alcuna distinzione previa.
Ancora, dice San Giacomo, l’anima che vive la fede con la semplicità di un fanciullo, comprende bene che non è Dio che porta alla tentazione. La tentazione viene dal demonio, viene da ogni atto che si conforma al male, viene da quella forza di male che è in ciascuno di noi e che diventa un perenne richiamo alla mortificazione della fede che è in noi. La tentazione, spiegava San Giacomo, non viene mai da Dio. Dio dà, caso mai, gli strumenti per superarla. Ogni tentazione viene da colui che sempre, in ogni tempo e in ogni modo, si oppone a Dio e si oppone anche alla salvezza delle anime.
In terzo luogo anche oggi San Giacomo ci permette di riflettere sulla stabilità della vita che, come emergeva nelle righe finali della lettera, viene da Dio. È Dio che premia con questo dono chi si affida a lui nel corso della sua esistenza. Solo chi si affida a Dio con umiltà e semplicità di cuore, partecipa a quel dono di stabilità che rende vera e bella l’esistenza.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Se le parole che abbiamo ricevuto oggi non sono difficili da capire, è vero, però, che sono difficilissime da approfondire non tanto con la mente, quanto con il cuore. È vero che noi fatichiamo molto ad essere come bambini. È vero che noi fatichiamo moltissimo ad essere come figli che si sanno abbandonare nelle mani di un padre amoroso e buono. È verissimo che anche noi facciamo fatica a fare i conti con la tentazione e che forse dedichiamo attenzione a questo argomento solo in Quaresima. Per il resto siamo tutti abbastanza pronti ad autogiustificarci per tutte le volte che cadiamo sotto il peso di qualche tentazione che, evidentemente, riteniamo troppo pesante da sopportare.
Credo allora che oggi la Parola di Dio ci spinga a pregare per noi tutti, perché possiamo davvero essere uomini, donne, anime che si sanno abbandonare al mistero di Dio, che sanno rileggere anche quel mistero che è la propria tentazione in maniera tale da rimettersi con fiducia nelle mani di Dio Padre. Chiediamo questa grazia, per essere tra coloro che sanno sempre come vivere la chiamata alla santità che è il cuore di ogni cammino di fede.
Provocazioni dalla Parola
- Come vivo il richiamo alla purificazione?
- Quale modo ho io per rileggere le tentazioni che sono in me?