Settimana della 7 domenica dopo il martirio – giovedì
Introduzione
Nella memoria di Sant’Ignazio di Antiochia leggiamo l’ultimo brano della lettera a Tito di quest’anno, dal momento che domani sarà la festa di San Luca.
La Parola di Dio
EPISTOLA Tt 2, 11-15a
Lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, è apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone. Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità.
SALMO Sal 135 (136)
Rendete grazie al Dio del cielo,
il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Signore dei signori,
perché il suo amore è per sempre.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
perché il suo amore è per sempre. R
Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti,
perché il suo amore è per sempre.
Da quella terra fece uscire Israele,
perché il suo amore è per sempre.
Con mano potente e braccio teso,
perché il suo amore è per sempre. R
Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi,
perché il suo amore è per sempre.
Ci ha liberati dai nostri avversari,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Dio del cielo,
perché il suo amore è per sempre. R
VANGELO Lc 24, 44-48
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Tito
San Paolo ci lascia anche oggi delle raccomandazioni molto intense e molto pratiche. Anzitutto la prima: rinnegare l’empietà, ovvero non avere nulla a che fare con quei comportamenti che sono contrari alla pietà. Il motivo, ci diceva l’apostolo, è molto semplice. Chi ha ricevuto il Battesimo vive nella costante speranza di incontrare Cristo nella vita eterna. Proprio perché è sostenuto dalla speranza del ritorno di Cristo, il credente rinnega tutto ciò che è empio e cerca di mettere tutto sé stesso nel seguire una via di santità e di santificazione che lo mantiene in costante tensione verso la meta.
Una seconda indicazione: mettere zelo nelle opere buone; le opere buone non solo devono essere scelte, raccomandazione non tanto ovvia già di per sé, ma che va ulteriormente specificata. San Paolo ci dice che occorre mettere zelo nelle scelte di bene fatte, ovvero avere la capacità di sostenerle. È come se San Paolo sapesse che, fatta una scelta buona, non è certo facile sostenerla. Per questo occorre poi avere una certa radicalità e sostenere le scelte intraprese. Una specificazione molto forte, perché San Paolo ci ricorda che il bene va non solo scelto, ma sostenuto con tutte le proprie forze, a partire da quelle spirituali.
Un terzo insegnamento: queste cose non solo vanno scelte e sostenute personalmente, ma anche vanno raccomandate “con autorità”, ovvero con l’autorità che viene dall’esempio. Chi sceglie cose buone si propone anche come sostenitore di esse.
Vangelo
Potremmo rimanere anche sconvolti di fronte a queste parole: chi ha la forza per fare tutto questo? È il Signore Gesù che viene in nostro aiuto e che ci sostiene. La forza viene e verrà proprio dalla sua Pasqua. Dalla sua risurrezione discenderà quello Spirito di Dio che, come sappiamo, è anche Spirito di fortezza. È per questo che occorrerà attendere con fede la sua manifestazione di Risorto – spiega il Signore ai suoi – per avere quella forza dall’alto che renderà possibile la testimonianza credente.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Penso che tutti comprendiamo la bellezza e la verità di queste parole. Anche noi, infatti, ci proponiamo di fare il bene e, di fatto, lo sosteniamo. Anche noi ci proponiamo di compiere scelte di bene e, di fatto, sappiamo attuarle. Ma sappiamo tutti che è ben difficile perseverare, è ben difficile avere la costanza di non smarrirci. In una parola, per stare alle Scritture, è difficile avere veramente “zelo”. Ecco la preghiera da fare oggi: chiediamo di avere zelo, ovvero di avere amore, di saper mettere costanza in tutte le scelte di bene che possiamo compiere. Chiediamo al Signore questa grazia, perché senza di essa, davvero, la nostra testimonianza si spegne. E chiediamo anche noi al Signore di essere sostenuti dalla presenza e dalla forza del suo Spirito. Anche noi, che celebriamo la Pasqua del Risorto ogni volta che celebriamo la S. Messa, sappiamo che è proprio dalla celebrazione della risurrezione del Signore che possiamo trarre quella forza che, sola, ci serve e ci guida verso una testimonianza sempre più vera ed autentica della verità. Chiediamo tutto questo a Maria, che invochiamo in ogni giorno di questo mese, come la Signora del Rosario. Chiediamo al Signore questa grazia per essere tutti discepoli amati che sanno essere attenti alle cose dello Spirito.
Provocazioni dalla Parola
- Metto zelo nelle opere buone?
- Invoco lo Spirito di Dio per avere questa forza?
- Le parole di San Paolo di questi giorni mi hanno aiutato?