Settimana della 7 domenica dopo il martirio – venerdì – San Luca
La spiritualità di questa settimana
Un medico diventa cristiano. È il cuore di questa liturgia nella quale tutti noi vogliamo ricordare San Luca.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 1, 1-8
Lettura degli Atti degli Apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».
SALMO Sal 88 (89)
Annuncerò ai fratelli la salvezza del Signore.
Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R
I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra i figli degli dèi? R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R
EPISTOLA Col 4, 10-16. 18
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Bàrnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza – e Gesù, chiamato Giusto. Di coloro che vengono dalla circoncisione questi soli hanno collaborato con me per il regno di Dio e mi sono stati di conforto. Vi saluta Èpafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non smette di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. Io do testimonianza che egli si dà molto da fare per voi e per quelli di Laodicèa e di Geràpoli. Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema. Salutate i fratelli di Laodicèa, Ninfa e la Chiesa che i raduna nella sua casa. E quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi. Il saluto è di mia mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi.
VANGELO Lc 10, 1-9
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
Atti
Che cosa ha spinto San Luca a diventare cristiano? La testimonianza ricevuta, da un lato e il gusto della ricerca dall’altro. Luca non era un discepolo. Non era presente nei fatti della vita del Signore. Non ha visto la morte, la risurrezione, l’Ascensione o la Pentecoste. Tutti questi fatti, che poi ha narrato con singolare maestria, nel Vangelo e negli Atti, sono eventi che egli ha conosciuto per la testimonianza di coloro che Gesù stesso aveva chiamato alla grazia del discepolato e alla vicinanza con Lui. Luca ne avrà sentito i racconti molte volte e la loro testimonianza di fede lo ha spinto a diventare un cristiano.
Non solo però. San Luca non è solo uno al quale sono bastati dei racconti. Non ha voluto solo delle parole. San Luca ha fatto ricerche storiche, come dice lui stesso fin dalla prima pagina degli Atti, perché ha voluto vedere, ha voluto scoprire il fondamento della fede dei discepoli per aderirvi, poi, con maggiore forza. Non che non credesse alla loro parola. Al contrario, è stata proprio questa parola di fede trasmessa a voce da questa amicizia a spingerlo ad una ricerca ulteriore. Solo che San Luca ha compreso che la fede è qualcosa di personale. Non si aderisce a Dio “per sentito dire” ma, partendo dalla testimonianza autorevole ricevuta, ci si “appropria” del contenuto della fede mediante la ricerca personale profonda e sincera. La dinamica della fede: la testimonianza serve da motore per una ricerca che deve sempre essere personale.
Vangelo
Che cosa ha spinto San Luca a diventare lui stesso messaggero della fede? La parola di Gesù. San Luca, come abbiamo detto, non era presente quando il Signore ha pronunciato queste parole. Le ha ricevute da altri, le ha sentite e le ha viste testimoniate dai discepoli, dagli apostoli che, proprio a causa della Parola che avevano ricevuto dal Signore, si sono messi in moto, hanno dato la vita per Cristo, hanno viaggiato di luogo in luogo portando sempre il medesimo messaggio: quello della passione, morte e risurrezione del Signore. Con uno stile di vita singolare: quello della austerità, della sobrietà. Così lui stesso, uomo che aveva potuto studiare – immaginiamoci cosa poteva dire essere un medico 2000 anni fa! – si è lasciato avvincere da quello stile di vita e, pur potendo fare tutt’altro della propria vita, si è immerso in uno stile sobrio per meglio partecipare a quella missione che era ormai iniziata e che era la missione della Chiesa.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La testimonianza di San Luca fa bene a ciascuno di noi. Cosa è la fede per noi? Perché crediamo? In base a cosa motiviamo la nostra speranza? Anche noi abbiamo iniziato il nostro percorso di fede perché qualcuno lo ha testimoniato a noi. Anche noi abbiamo iniziato a seguire il Signore così come siamo stati capaci di fare perché qualcuno ci ha messo un sentimento nel cuore. Ma, poi, la fede è tutta questione di cammino personale, di ricerca, di interesse. Non esiste cammino di fede che si possa fondare solo sulla parola degli altri. Non esiste cammino di fede che si possa fondare solo sul “sentito dire”. La fede è sempre interiore ricerca, è sempre gusto personale, è sempre cammino che nasce da un sentimento condiviso con altri, ma deve, poi, diventare qualcosa di personale. San Luca ha scritto il Vangelo e il libro degli Atti degli apostoli così, come il frutto della sua personale ricerca, come contributo della sua personale testimonianza, per poi spingere altri al gusto della ricerca, al gusto di trovare in Cristo il Maestro da seguire, facendosi discepoli di quell’unica parola che salva che è la parola di vita eterna.
Chiediamo questa grazia a San Luca. La grazia che serve a ciascuno per vivere un itinerario di fede singolare, autentico, profondo. La grazia che serve a ciascuno per approfondire la fede. La grazia che serve a tutti per dire che, senza un respiro di fede singolare, non si cresce nella dimensione della sequela.
Disponiamoci a fare questo itinerario e a saper accendere in altri il gusto della fede perché noi per primi abbiamo conosciuto il Maestro che, interiormente, parla a ciascuno di noi.
Provocazioni dalla Parola
- Cosa è la fede per noi?
- Perché crediamo?
- In base a cosa motiviamo la nostra speranza?