Settimana della 1 domenica dopo la dedicazione – martedì
La spiritualità di questa settimana
Dopo la festa dei santi Simone e Giuda riprende il cammino di questo tempo che, come ormai sappiamo, ci fa leggere il testo dell’Apocalisse.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ap 12, 13 – 13, 10
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
In quel giorno. Quando il drago si vide precipitato sulla terra, si mise a perseguitare la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, perché volasse nel deserto verso il proprio rifugio, dove viene nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo, lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna: aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a fare guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che custodiscono i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. E si appostò sulla spiaggia del mare. E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e il suo grande potere. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera, presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia, e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?». Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu concesso di fare guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. La adoreranno tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita dell’Agnello, immolato fin dalla fondazione del mondo. Chi ha orecchi, ascolti: Colui che deve andare in prigionia, vada in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada, di spada sia ucciso. In questo sta la perseveranza e la fede dei santi.
SALMO Sal 143 (144)
Beato il popolo che ha il Signore come Dio.
Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia,
mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo. R
Signore, abbassa il tuo cielo e discendi,
tocca i monti ed essi fumeranno.
Lancia folgori e disperdili,
scaglia le tue saette e sconfiggili.
La loro bocca dice cose fals
e la loro è una destra di menzogna. R
I nostri figli siano come piante,
cresciute bene fin dalla loro giovinezza;
le nostre figlie come colonne d’angolo,
scolpite per adornare un palazzo.
Beato il popolo che possiede questi beni:
beato il popolo che ha il Signore come Dio. R
VANGELO Mc 10, 17-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Apocalisse
La visione di San Giovanni presenta molti elementi. Ma è facilmente comprensibile il messaggio spirituale che l’apostolo sta tentando di darci. Giovanni ha compreso che il male ha un potere enorme. Il male non è rinchiuso in qualche luogo, ma è presente su tutta la terra. Non c’è alcun uomo che possa sfuggire alla tentazione. Tutti gli uomini sono tentati dal male, in diversi momenti, in diversi modi, su diverse realtà che riguardano la loro vita. San Giovanni esprime queste cose per consolare i cristiani. Era forte la domanda di chi si domandava: perché proprio a noi che siamo credenti capitano certe cose? Perché, proprio noi che siamo credenti, dobbiamo affrontare la tentazione e difficoltà di ogni tipo proprio come gli altri? Non c’è una garanzia di cammino? Non c’è un aiuto immediato, concreto, forte del Signore che ci salva da tutto? San Giovanni risponde. No, non c’è! C’è solo una cosa che salva. La perseveranza e la fede. Sono queste le due realtà con le quali sempre occorre avere a che fare per cercare di vivere il tempo in modo da non subirlo, e, soprattutto, da non lasciarsi schiacciare da esso. Il credente sopporta la tentazione e la fatica del cammino, si lascia nutrire da Cristo, pane vivo e viatico di vita eterna; il credente sa bene che al male è fissato il suo tempo. Possono esserci momenti in cui il mistero del male emerge con maggiore forza e possono esserci periodi di relativa tranquillità. Il cristiano non si perde d’animo nei primi e non abbassa la guardia nei secondi. Il cristiano vigila, perché egli sa che il tempo è sempre sotto la potenza del male, che tutti attira e tutti sottomette. Solo con la forza dello Spirito di Dio è possibile resistere a qualsiasi forza di male. Un insegnamento molto chiaro ed anche molto preciso che aiuta anche noi a capire che ci sono sempre diversi modi con cui si può interpretare il tempo, la storia, il male presente nel mondo, la tentazione. Il modo cristiano è quello di chi accetta, sopporta, offre fede e perseveranza anche nell’ora della tentazione e nell’ora della difficoltà.
Vangelo
Il Vangelo è perfetta esegesi dell’Apocalisse. Abbiamo un giovane, un uomo di fede, un uomo serio, un uomo che teme Dio, un uomo che però subisce anche lui il mistero della tentazione. La sua tentazione è sul possesso dei beni. Egli fa fatica ad avere un atteggiamento distaccato dalle cose, fa fatica a vedere le cose solo come strumenti. È per questo, per non saper rispondere al richiamo di questa tentazione che egli non si accosta più di tanto a Gesù e non intraprende quel cammino di rinnovamento che il Signore aveva predisposto per lui. Il cammino della libertà permette anche questo: permette di rifiutare ciò che Dio propone, il salto di qualità che Dio intende far fare nella vita alle anime. Il “male” che si è annidato nel cuore di quest’uomo lo porta a rifiutare quel salto di qualità che il Signore aveva predisposto per lui. Come ci ha insegnato San Giovanni. Laddove manca la perseveranza, laddove manca la fede in Cristo, anche la poca fede che si crede di avere si spegne e non è più possibile nessun cammino cristiano per coloro che aderiscono a quella che, in fondo, è sempre una tentazione forte.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La parola di oggi dice a ciascuno di noi che anche per noi valgono queste parole. Anche per noi c’è un mistero della tentazione che si annida e che, spesso, vince quelle forze di bene che sono dentro di noi e che tentiamo di sfoderare. Lo sappiamo tutti benissimo. Ci sono dei momenti, ci sono delle occasioni nelle quali si spegne completamente il senso della vigilanza, l’attenzione a Dio e alle cose della fede. Ci sono momenti in cui anche noi cadiamo sotto il peso della tentazione e ci sono momenti nei quali diventa molto più facile resistere anche a tentazioni ricorrenti e pesanti. Cosa differenzia i due momenti? L’attenzione alla preghiera, l’attenzione alle cose dello Spirito, l’attenzione alla Chiesa. È questa la perseveranza che fa morire la tentazione che è dentro di noi e che apre ad una visione della vita di fede diversa. Per tutti è così. Cerchiamo di vivere con forza i nostri “impegni” spirituali, costruiamo la nostra fedeltà in risposta alla promessa di Dio e vedremo anche le tentazioni più forti diventare più sfumate. Anche se, fino alla fine, avremo tutti da lottare contro lo spirito del male.
Qualche provocazione
- Quale tentazione mi sconvolge?
- Quale visione di male che è presente nel mondo offusca la mia coscienza?