Venerdì 29 novembre

Settimana della 2 domenica di Avvento – Venerdì

La spiritualità di questa settimana

Siamo alla fine anche della seconda settimana di Avvento.

Domani sarà la festa di un apostolo: Sant’Andrea. Come ogni festa avrà un ordinamento proprio di letture.

Lasciamo, allora, che per l’ultimo giorno le parole dei profeti e quelle del Signore ci illuminino e ci guidino.

La Parola di questo giorno

GEREMIA 3, 6a; 4, 1-4
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Il Signore mi disse: «Se vuoi davvero ritornare, Israele, a me dovrai ritornare. Se vuoi rigettare i tuoi abomini, non dovrai più vagare lontano da me. Se giurerai per la vita del Signore, con verità, rettitudine e giustizia, allora le nazioni si diranno benedette in te e in te si glorieranno. Infatti così dice il Signore agli uomini di Giuda e a Gerusalemme: “Dissodatevi un terreno e non seminate fra le spine. Circoncidetevi per il Signore, circoncidete il vostro cuore, uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, perché la mia ira non divampi come fuoco e non bruci senza che alcuno la possa spegnere, a causa delle vostre azioni perverse”».

SALMO Sal 26 (27)

Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco. R

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. R

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R

PROFETI Zc 3, 1-7
Lettura del profeta Zaccaria

In quei giorni. L’uomo mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, ritto davanti all’angelo del Signore, e Satana era alla sua destra per accusarlo. L’angelo del Signore disse a Satana: «Ti rimprovera il Signore, o Satana! Ti rimprovera il Signore che ha eletto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone sottratto al fuoco?». Giosuè infatti era rivestito di vesti sporche e stava in piedi davanti all’angelo, il quale prese a dire a coloro che gli stavano intorno: «Toglietegli quelle vesti sporche». Poi disse a Giosuè: «Ecco, io ti tolgo di dosso il peccato; fatti rivestire di abiti preziosi». Poi soggiunse: «Mettetegli sul capo un turbante purificato». E gli misero un turbante purificato sul capo, lo rivestirono di vesti alla presenza dell’angelo del Signore. Poi l’angelo del Signore dichiarò a Giosuè: «Dice il Signore degli eserciti: Se camminerai nelle mie vie e custodirai i miei precetti, tu avrai il governo della mia casa, sarai il custode dei miei atri e ti darò accesso fra questi che stanno qui».

VANGELO Mt 12, 38-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Geremia

La frase più toccante che richiama più da vicino il tema della conversione sul quale abbiamo insistito questa settimana, è quella che invita alla circoncisione del cuore. Il profeta, con questa immagine, intende dire che davanti a Dio non contano i segni esteriori, come anche la circoncisione comporta. Davanti al Signore occorre avere uno spirito di fede, una volontà di conoscenza di Dio che diventa anche volontà di ascolto della sua parola, volontà di incontro con il suo mistero. La lettura di oggi ci sta dicendo che davanti a Dio non contano le cose esteriori, ma la volontà con la quale lo si ricerca. Parola che, in questo tempo così prezioso, ci invita a non sprecare parole, ma a darci da fare per un’accoglienza del mistero di Dio che sia vera e sempre più rispondente al nostro impegno.

Zaccaria

La parola di Zaccaria ci dona sempre un’immagine di speranza. L’immagine del cambiamento di abiti sporchi perché si indossino abiti puliti è immagine di purificazione. Di per sé è chiarissima. Credo però che il profeta intenda dire anche un’altra cosa. Zaccaria intende dire che non esiste vita che, nel corso degli anni, non sporchi la coscienza. Anche chi tenta di operare al meglio, anche chi vive una vigilanza costante, anche chi cerca con ogni sforzo di piacere a Dio, poi, di fatto, rischia di sporcarsi. Intanto perché nessuno è immune dal peccato ma, poi, anche perché non tutto può essere sotto controllo, esistono anche molte cose che non si riescono a controllare. Infine l’immagine di un angelo che riveste di vesti pulite il sacerdote è segno del perdono di Dio che è gratuito, unilaterale. Se è vero, come ci stanno dicendo le letture di questi giorni, che è pure importante l’impegno dell’uomo, è altrettanto vero che il perdono rimane un segno dell’amore di Dio cui solo spetta il potere di rimettere i peccati.

Vangelo

L’immagine di speranza più bella di oggi è però contenuta nel Vangelo. Il Signore Gesù, recuperando l’esempio di Giona dal Primo Testamento, sta dicendo a ciascuno di noi che a tutti è dato il segno della sua Pasqua. Ai credenti come ai non credenti, agli uomini che si impegnano per la loro fede come a quelli a cui il messaggio di fede non interessa, a chi sa sperare come a chi ha perso la speranza… a tutti, ma proprio a tutti è dato il segno del Signore che muore e che dopo tre giorni risorge per tutti. La Pasqua è sacramento universale di salvezza. Nessun uomo può pretenderla. Essa rimane un’opera di Dio e, contemporaneamente, un segno dato a tutti perché nessuno disperi e tutti possiamo sperare nella salvezza eterna. È con questa immagine, insieme di speranza ma anche di perdono, che si conclude la nostra settimana prima che il cammino venga rilanciato da una nuova domenica

Meditazione

Anche oggi la nostra meditazione può avere più fronti.

Da un lato possiamo recuperare il valore del nostro Battesimo. La veste di cui parlava la lettura fa direttamente riferimento alla veste bianca che abbiamo ricevuto al Battesimo. Poiché nessuno può conservarla tale, pensare ad essa può introdurci a vivere bene il sacramento della riconciliazione che è il cuore di ogni itinerario penitenziale. Siamo ancora nella prima parte dell’Avvento, probabilmente siamo anche lontani dalla confessione di Natale, ma penso che si può vivere una confessione “intermedia”, così che si possa rilanciare il cammino di fede che sta davanti a noi.

Oppure potremmo verificare la nostra coscienza per capire quali forme esteriori della fede viviamo senza lasciare che esse ci tocchino il cuore. Credo che tutti ne abbiamo e tutti potremmo, proprio in vista del Natale, cercare di togliere dalla coscienza quello che davvero rende il nostro cammino prigioniero di forme, di esteriorità che non dicono il nostro intento di fede.

O ancora, dal momento che è venerdì, potremmo valorizzare la contemplazione del Crocifisso. Può sembrarci strano che, mentre attendiamo il Natale, ci cimentiamo nella contemplazione del Crocifisso. Ma strano non è. Il mistero dell’Incarnazione dice come Dio entra nella storia dell’uomo per redimerlo. Il cuore della redenzione è e rimane il segno di Giona, il segno della Pasqua. Lasciamo che, anche nel cuore dell’Avvento, la meditazione del Crocifisso ci apra il cuore.

Rifletti

  • Per che cosa devo chiedere perdono a Dio?
  • Come potrei vivere il mio esame di coscienza sulla speranza?
  • Quale esteriorità attanaglia la mia vita?
2024-11-22T22:53:48+01:00