Settimana della 3 domenica di Avvento – Venerdì
La spiritualità di questa settimana
Andiamo verso la fine di questa settimana che ci introdurrà nella solennità di Sant’Ambrogio, esempio di santità che sosterrà anche il nostro cammino di speranza e che ci introdurrà, poi, alla festa dell’Immacolata che vivremo con fede e devozione, per prepararci sempre meglio al prossimo Santo Natale che si avvicina sempre più.
La Parola di questo giorno
GEREMIA 7, 1. 21-28
Lettura del profeta Geremia
In quei giorni. Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: «Dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Aggiungete pure i vostri olocausti ai vostri sacrifici e mangiatene la carne! Io però non parlai né diedi ordini sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dalla terra d’Egitto, ma ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”. Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle. Da quando i vostri padri sono usciti dall’Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri. Dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio, né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca».
SALMO Sal 84 (85)
Manda, Signore, il tuo messaggero di pace.
Ritorna a noi, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.
Forse per sempre sarai adirato con noi,
di generazione in generazione riverserai la tua ira? R
Non tornerai tu a ridarci la vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza. R
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia. R
PROFETI Zc 8, 18-23
Lettura del profeta Zaccaria
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore degli eserciti: «Così dice il Signore degli eserciti: Il digiuno del quarto, quinto, settimo e decimo mese si cambierà per la casa di Giuda in gioia, in giubilo e in giorni di festa, purché amiate la verità e la pace. Così dice il Signore degli eserciti: Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno e si diranno l’un l’altro: “Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti. Anch’io voglio venire”. Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a cercare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore. Così dice il Signore degli eserciti: In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”».
VANGELO Mt 17, 10-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
Geremia
La “lezione” del profeta Geremia richiama la storia di Israele, ma è sempre parola data a tutti, per questo la leggiamo e la applichiamo a noi pur nella sua complessità. Il profeta parla a nome di Dio e, a suo nome, rivolge un duro monito ad Israele. Geremia ricorda che Dio non ha mai chiesto culti, cioè offerte concrete al suo popolo, piuttosto ha sempre invitato ad avere un cuore docile per vivere bene quei richiami di fede che hanno guidato tanti alla salvezza. Geremia deve invece riconoscere che Israele ha fatto il contrario: ha moltiplicato i culti, quasi che le sue offerte potessero, in qualche modo, “placare Dio”, ma ha tralasciato quell’ascolto dal quale derivano tutti i precetti che spingono a vivere bene il rapporto con gli altri uomini. Ecco il monito del profeta: una fede così viene ridotta a merce di scambio. Una fede così diventa una superstizione. La fede, invece, è ricerca di Dio e, nel suo nome, servizio all’uomo. Le due cose vanno sempre insieme e non si possono sostituire solo con un culto, nemmeno con quello più perfetto. Un monito che viene all’uomo di ogni epoca, sempre tentato di fare il meno possibile, di accaparrarsi, quasi con una superstizione, il favore, il beneplacito di Dio.
Zaccaria
La visione di Zaccaria continua ad essere visione di speranza. Il profeta sogna e vede sorgere un tempo nel quale anche lo straniero, anche il non ebreo si affianca all’uomo di fede per salire al tempio per lodare Dio, riconoscendo che da Lui proviene ogni bene e ogni pace. Un sogno possibile solo ad una condizione: che l’uomo di fede sia realmente quello che deve essere, cioè un uomo che si fida di Dio e che, per questo, con la sua fede, diventa esempio, testimonianza e anche richiamo per altri. Quello di Zaccaria non è solo un sogno, ma un richiamo. Più ci saranno credenti “credibili”, più il nome di Dio sarà cercato come l’unico al quale chiedere benedizione, vicinanza, accompagnamento e sollievo nelle difficoltà. Meno ci saranno credenti credibili, più il nome di Dio sarà biasimato anche tra i pagani.
Vangelo
Gesù interviene sul tema, ricordando che un credente di particolare spessore, o, se vogliamo, di forza incredibile, di testimonianza di fede chiarissima, è stato Giovanni il Battista. Eppure anche la sua voce, forte ed imperiosa, è stata messa a tacere. Ora, dice il Signore, con lui si è concluso il ministero profetico. A Dio rimane solo il parlare attraverso il Figlio, cioè attraverso Gesù stesso. Gesù sa bene che il suo ministero non sarà accolto, non sarà ascoltato. Come la voce di Giovanni è stata messa a tacere, così, presto, anche la sua voce sarà esclusa dal mondo. Il suo richiamo è per il discepolo fedele che, dopo aver accolto la Parola, sarà chiamato alla testimonianza. Come San Giovanni nessun testimone avrà vita facile! È la legge spirituale di sempre. Chi vuole essere discepolo credibile di Dio, avrà vita difficile.
Meditazione
Il tentativo di ridurre la fede a baratto, a sciocca superstizione è più presente in noi di quanto crediamo. Anche noi, spesso, pensiamo che Dio si compri a forza di preghiere, o a forza di fioretti, di sacrifici, dimenticando che a Dio non servono certo queste cose! Esse possono essere utili all’uomo, se sono dentro un itinerario di fede dove la Parola e la sua presenza nel sacramento sono il centro. Ma sacrifici, offerte, penitenze isolate da un cammino servono a poco agli uomini e non servono a Dio. Credo che sul finire della settimana il richiamo del profeta possa essere molto utile per noi e, iniziando, per così dire, una seconda parte dell’Avvento, tutti siamo richiamati a costruire la nostra speranza con altri segni. Il segno di una carità premurosa che traduca in gesto l’atto di fede, il segno di una vicinanza significativa e vera che diventi occasione per dire a tutti la verità che abita nel cuore. Se anche noi faremo questo, diventeremo segni credibili della fede. Siamo ormai sempre più vicini al Natale. Direi che la maggior parte delle persone sta dimenticando che il vero senso di questa festa è l’incontro con Cristo. Penso che tocchi a noi il dovere di questo “ricordo”. Proponiamoci come segni di fede. Aiuteremo i fratelli a tornare a quel Padre di tutti che guida il cammino di tutti e che ama abitare nel cuore delle persone che lo cercano con segni di fede e di altruismo grandi.
Rifletti
- Come potrò essere segno, richiamo della natività di Cristo?
- Quale Natale voglio celebrare io?
- Come mi aiuta la Chiesa ad essere segno e richiamo per altri della fede che porto nel cuore?