Settimana della 4 domenica di Avvento – Sabato
La spiritualità di questa settimana
Concludiamo anche questa quarta settimana di Avvento. Ormai capiamo tutti che si entra proprio nella fase finale del tempo dell’attesa. Per un ultimo giorno ci mettiamo di fronte ai testi sacri che la liturgia ha scelto per noi e ci chiediamo come essi possano sostenere quella richiesta di aiuto dall’alto che ha guidato i giorni feriali di questa settimana di attesa.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ger 23, 1-8
Lettura del profeta Geremia
In quei giorni. Geremia disse: «Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore. Perciò dice il Signore, Dio d’Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore. Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore. Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele vivrà tranquillo, e lo chiameranno con questo nome: Signore-nostra-giustizia. Pertanto, ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali non si dirà più: “Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto!”, ma piuttosto: “Per la vita del Signore che ha fatto uscire e ha ricondotto la discendenza della casa d’Israele dalla terra del settentrione e da tutte le regioni dove li aveva dispersi!”; costoro dimoreranno nella propria terra».
SALMO Sal 88 (89)
I cieli cantano le tue meraviglie, Signore.
Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato.
Su di lui non trionferà il nemico
né l’opprimerà l’uomo perverso. R
Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza».
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra. R
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo. R
EPISTOLA Eb 11, 1-2. 39 – 12, 2a
Lettera agli Ebrei
Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio. Tuttavia, tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
VANGELO Mt 21, 28-32
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Geremia
Anche oggi il profeta Geremia alterna un registro di rimprovero – contro i falsi pastori – e uno di consolazione, a favore del popolo di Dio che attende pastori che lo sappiano riportare a Dio stesso. Nel complesso le parole del profeta vanno nella stessa direzione di ieri. Se ieri il profeta ci diceva di valorizzare il giorno del Signore come segno di speranza, oggi ci sta dicendo di valorizzare il segno dei pastori come segno di speranza e della presenza stessa di Dio nel suo popolo. È per questo motivo che il profeta invita da un lato a chiedere pastori saggi, solerti, zelanti, dall’altro ci insegna a valorizzare il segno della loro presenza. Un uomo di Dio è già un segno della sua presenza, benedizione e consolazione. Il segno della presenza di pastori secondo il cuore di Dio in mezzo al suo popolo è già uno di quei “segni dall’alto” che intendono essere consolazione per tutti. Ecco perché bisogna pregare per avere pastori secondo il cuore di Cristo.
Ebrei
La lettera agli Ebrei che, come sempre, fa parte delle Scritture del sabato, ci aiuta a capire il perché gli uomini di Dio sono segni di speranza importanti. Con una bella espressione il testo ci diceva che tutti noi “dobbiamo tenere fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede”. Il compito degli uomini di Dio è proprio questo: aiutarci a tenere lo sguardo rivolto su di Lui. È il senso della presenza dei pastori secondo il cuore di Dio, è il senso della presenza di testimoni di fede importanti. Il testo ci dice anche che ciascuno di noi può essere così, può essere un testimone che aiuta a fare questo. Mentre cerchiamo testimoni validi per il nostro cammino, noi tutti possiamo essere testimoni per altri.
Vangelo
| Le due riflessioni sono fuse insieme dalla piccola parabola che Gesù racconta. Dei due figli protagonisti del racconto, solo uno è veramente esempio. L’altro lo è solo a parole, ma non nei fatti, che smentiscono le sue parole. Con questa parabola il Signore vuole mettere tutti in guardia rispetto ad un pericolo sempre presente: essere uomini di fede solo di facciata. Perché è possibile a tutti, purtroppo, essere credenti solo a parole, ma poi falsificare con i fatti quello che uno dice con la parola. Un richiamo che, già nella luce della domenica, ci invita a fare attenzione a quale ruolo daremo a questo tempo sacro che ci sta davanti. |
Meditazione
Forse rimaniamo anche noi un po’ di stucco di fronte a questa parola. Perché è vero che, oggigiorno, facciamo molta fatica a considerare l’importanza del segno di speranza che i pastori dovrebbero essere per tutta la Chiesa. Non si tratta di valutare l’esempio dei singoli, nemmeno la loro coerenza, la loro genialità, la loro forza. Piuttosto si tratta di capire che senza questo segno proprio non c’è la Chiesa! Oggi dovremmo quindi concludere la settimana mettendoci in atteggiamento di ringraziamento per il segno che, comunque, abbiamo.
In secondo luogo potremmo vivere questa giornata ripensando all’esempio di fede che diamo, per verificare che ruolo abbiamo e che importanza diamo alla nostra testimonianza di fede. Potrebbe essere che non abbiamo un ruolo preciso nella Chiesa, ma potrebbe anche essere che lo abbiamo. Magari siamo catechisti, allenatori, cantori… qualsiasi ruolo abbiamo dovrebbe essere vissuto come segno di speranza per altri. Forse, alla luce di questo Avvento che sta per entrare nella sua ultima sezione, quella delle ferie prenatalizie, dovremmo tutti pensarci meglio…
Rifletti
- Come valuto l’esempio dei pastori del mio tempo?
- Considero il segno, al di là delle persone che lo incarnano, un grande dono di speranza?
- Che esempio di speranza sono io?