Martedì 24 dicembre

Feria prenatalizia 7

La spiritualità di questa settimana

Vigilia. Significa, letteralmente, veglia. Capacità di stare desti, capacità di attendere qualcosa o qualcuno.

Credo che noi diamo un altro senso alla vigilia! È giorno di preparativi, è giorno per le ultime cose. Spesso è anche un giorno che gradiamo più della festa in sé. Corriamo per mille cose, prima che il giorno della festa sia, poi, giorno di tranquillità, di momenti di ascolto, di condivisione, di pranzi… la vigilia di Natale rende tutte queste cose ancora più forti. Così, per moltissimi, oggi è giorno di lavoro e per altri è giorno di preparativi da fare. Se vogliamo vivere un Natale diverso, forse, dobbiamo vivere in modo diverso la vigilia. Questa Messa, le letture che oggi comunque la Chiesa ci dona, servono ad entrare così, quasi in punta di piedi, nella spiritualità propria di questo giorno solenne che oggi chiede silenzio, attenzione, attesa. Quale speranza per questo giorno?

La Parola di questo giorno

EPISTOLA Eb 10, 37-39
Lettera agli Ebrei

Fratelli, ancora un poco, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.

SALMO Sal 88 (89)

Canterò in eterno l’amore del Signore.

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele». R

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R

VANGELO Mt 1, 18-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

Vangelo

È nel Vangelo che troviamo le tracce di speranza da vivere in questo giorno.

La speranza della remissione dei peccati. Lo dice molto bene la parola dell’Angelo. Il motivo per cui il Figlio di Dio entra nel mondo, il motivo che sorregge la celebrazione del mistero dell’Incarnazione, è la remissione dei peccati. Se il Figlio di Dio nasce in mezzo a noi è proprio per questo motivo: il Padre che cerca sempre l’uomo, vuole la sua redenzione, vuole che sia liberato dai peccati perché possa tornare alla speranza della vita eterna. Il Natale del Signore è per questo.

La speranza del Dio con noi. La parola dell’Angelo insegna anche questo. Dio, da sempre mistero inaccessibile, mostra la sua accessibilità. Dio non chiede all’uomo di percorrere chissà quali strade, ma vuole trovare lui stesso una strada per arrivare all’uomo. La strada è Gesù Cristo, la strada è questo bambino che nasce nel mondo e che rinnova la presenza di Dio in mezzo al suo popolo. L’Emmanuele, il Dio con noi, dice a tutti questa verità; Dio cammina sulle strade dell’uomo, Dio cammina con l’uomo che Lui stesso ha creato perché vuole che l’uomo giunga alla meta dell’incontro di grazia in Lui.

La speranza abita in una vicenda normale. La descrizione del Vangelo ci dice anche questo: questi segni avvengono dentro una vicenda apparentemente normale, la vicenda di un uomo e della sua sposa, la vicenda di una casa come tante altre, la vicenda che rende questo uomo e questa donna del tutto speciali, passa attraverso segni normali.

Meditazione

La spiritualità della speranza passa attraverso giorni feriali, cose normali, momenti che si ripetono nella vita di ogni uomo. Non solo questo giorno, ma un po’ tutto l’Avvento ce lo ha detto. Noi dovremmo proprio fare nostra questa lezione, per capire che tocca noi sperare. Noi che abbiamo una vita tutto sommato normale, noi che non stiamo facendo nulla di speciale, noi che viviamo come vivono moltissimi altri uomini e donne del nostro tempo. È a noi che viene chiesto di sperare nelle cose di una vita comune, è a noi che viene chiesto di essere segno anche per altri dentro le dinamiche della vita che sono uguali per tutti. La speranza non chiede nulla di straordinario e di eccezionale.

Preghiamo, allora, perché il prossimo Natale sia un momento nel quale poter riprendere il filo di questa spiritualità. Preghiamo perché questo Natale, che ci fa anche iniziare il Giubileo del 2025, possa essere per tutti un momento nel quale capire che la speranza passa attraverso i segni normali del tempo e della vita. Preghiamo perché questo Natale non sia solo il ripetersi di liturgie, di gesti di tradizioni affinate nel tempo, ma ci dia qualcosa di nuovo: una speranza nuova. La speranza della redenzione, la speranza di sentire sempre Dio vicino a noi, ogni giorno della nostra vita. Maria, che ha vegliato sul nostro cammino di Avvento, continui a vegliare su ciascuno di noi.

Rifletti

  • Come entro in questo Natale?
  • Quale speranza chiedo di rinnovare?
  • Quale dono chiedo a Dio per me in questo rinnovarsi dell’Alleanza con Lui?
2024-12-20T08:56:09+01:00