Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – Venerdì
La spiritualità di questa settimana
San Francesco di Sales è il santo che ricordiamo particolarmente in questo giorno. Uomo di grandissima fede, ammiratore di San Carlo, nel difficile contesto sociale ecclesiale creatosi in Svizzera dopo la riforma protestante, San Francesco ebbe sempre a cuore che le anime trovassero nutrimento per il loro cammino, nello stato proprio in cui si trovavano. La sua intuizione forte fu proprio quella di fornire gli aiuti di fede necessari perché ciascuno potesse accostarsi al Signore con libertà grande, ma anche con fede accresciuta. La sua scuola rimase forte per lungo tempo, perché adatta a qualsiasi stato di vita. Noi lo ricordiamo oggi anche come patrono dei giornalisti. Anche oggi possiamo rileggere insieme le due Scritture che si illuminano vicendevolmente.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 44, 1; 47, 2-7
Lettura del libro del Siracide
Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Come dal sacrificio di comunione si preleva il grasso, così Davide fu scelto tra i figli d’Israele. Egli scherzò con leoni come con capretti, con gli orsi come con agnelli. Nella sua giovinezza non ha forse ucciso il gigante e cancellato l’ignominia dal popolo, alzando la mano con la pietra nella fionda e abbattendo la tracotanza di Golia? Egli aveva invocato il Signore, l’Altissimo, che concesse alla sua destra la forza di eliminare un potente guerriero e innalzare la potenza del suo popolo. Così lo esaltarono per i suoi diecimila, lo lodarono nelle benedizioni del Signore offrendogli un diadema di gloria. Egli infatti sterminò i nemici all’intorno e annientò i Filistei, suoi avversari; distrusse la loro potenza fino ad oggi.
SALMO Sal 17 (18)
Cantiamo al Signore, salvezza del suo popolo.
La via di Dio è perfetta,
la parola del Signore è purificata nel fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia. R
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
e canterò inni al tuo nome. R
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre. R
VANGELO Mc 4, 10b. 21-23
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Siracide
La figura di Davide non ha certo bisogno di grandi presentazioni. La sua fama è ben nota. Il Siracide ci ricordava i principali tratti della sua straordinaria esperienza spirituale. Da un lato egli fu scelto per la sua purezza, la purezza di un ragazzo che non aveva ambizioni di chissà quale portata. Fu proprio lui, l’ultimo figlio di Iesse, appartenente alla tribù più piccola, quella di Beniamino, venendo dalla città più piccola della tribù – Betlemme – ad abbattere la tracotanza di Golia, il gigante filisteo che insidiava Israele. Il tema del minore, cioè il tema di chi avrebbe poco da dare e potrebbe aspettarsi poco dalla vita che, invece, diventa grande, potente, famoso per i prodigi che sa compiere, è un tema molto prezioso che attraversa tutto il Primo Testamento. Davide ci viene riproposto esattamente per questo motivo: egli è parte di quella schiera di persone umili che si sono affidate a Dio e il suo nome è una benedizione. È proprio nella sua genealogia che nasce il Messia, onore grande per tutta la casata.
Vangelo
Per stare al Vangelo, Davide è davvero come una luce che vien messa sul lucerniere, perché faccia luce a tutti coloro che sono nella casa. Qual è la luce di Davide che maggiormente rischiara gli altri? È la luce della sua fede, con la quale egli compose gran parte di quel libro del Primo Testamento che sono i salmi e che sono il cardine della liturgia delle ore. Davide non solo seguì il Signore personalmente, ma con la sua preghiera sa sostenere il cammino di altri, anche il cammino della Chiesa che non solo lo venera e lo ricorda, ma utilizza proprio i salmi come cardine della preghiera corale. Se è vero che, poi, Davide è stato un uomo normale, con i suoi vizi e con i suoi peccati, è altrettanto vero che possiamo definirlo santo, luce per tutti, perché ha molto amato Dio che, sicuramente, ha perdonato il peccato di Davide, come emerge dalla Scrittura stessa. Davide è luce per tutti anche per la forza del perdono invocata proprio con i salmi.
Per noi e per il nostro cammino di fede
In questo Giubileo della speranza, vorrei che anche noi tutti traessimo speranza dalla Parola che abbiamo ascoltato e che ci ha detto che si può diventare come una luce che brilla anche per gli altri, quando la propria fede diventa un punto di riferimento sicuro e imprescindibile per il cammino quotidiano, anche per la richiesta di perdono dei propri peccati. In fondo l’esito della santità non dipende dalle cose straordinarie che si possono fare, come Davide ha anche saputo fare, ma dalla fede. Davide non viene ricordato tanto per le sue opere, ma per questo suo atteggiamento di fede, proprio per questo. Viviamo anche noi di questa speranza. Mettiamo cuore nel nostro cammino di fede, sapendo che non siamo chiamati a cose straordinarie, ma a vivere con fede straordinaria quello che il Signore ci chiede di fare. Riscopriamo i salmi, che molti di noi già utilizzano per la preghiera, come traccia per rendere più intenso e più forte il nostro rapporto con Dio. Quando una preghiera si riempie della preghiera degli altri, quando una preghiera diventa capace di utilizzare le parole degli uomini di Dio per rivolgersi al Padre di tutti, allora si scopre l’efficacia della preghiera stessa e la speranza che ella nutre.
Provocazioni
- Prego con i salmi?
- Quale parola dei salmi farei più mia?
- Quale speranza rappresentano per me i salmi in questo Giubileo?