Mercoledì 05 febbraio

Settimana della 4 domenica dopo l’Epifania – mercoledì

La spiritualità di questa settimana

Oggi ricordiamo Sant’Agata. Forse il suo culto, ultimamente, si è un poco offuscato. Eppure la sua memoria è stata per lungo tempo gloriosa e ricordava quell’ideale di femminilità a cui le donne e le spose cristiane erano invitate. Oggi il tema è incandescente. Quale modello di figura femminile abbiamo? Quale modello proponiamo alle nostre ragazze per sviluppare la loro femminilità? È un tema quasi minato. Entrare in queste considerazioni significa entrare in un terreno scivoloso. Eppure la Chiesa ha qualche cosa da dire e non deve certo avere paura di possibili critiche o contestazioni in materia. Come sempre ci lasciamo aiutare dalla Parola di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 33, 7-15
Lettura del libro del Siracide

Perché un giorno è più importante d’un altro, se tutta la luce dell’anno viene dal sole? È perché sono stati distinti nel pensiero del Signore, che ha diversificato le stagioni e le feste. Ha esaltato e santificato alcuni, altri li ha lasciati nel numero dei giorni ordinari. Anche gli uomini provengono tutti dalla polvere e dalla terra fu creato Adamo. Ma il Signore li ha distinti nella sua grande sapienza, ha diversificato le loro vie. Ha benedetto ed esaltato alcuni, altri ha santificato e avvicinato a sé; altri ha maledetto e umiliato e ha rovesciato dalle loro posizioni. Come argilla nelle mani del vasaio che la modella a suo piacimento, così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati e li ricompensa secondo il suo giudizio. Di fronte al male c’è il bene, di fronte alla morte c’è la vita; così di fronte all’uomo pio c’è il peccatore. Considera perciò tutte le opere dell’Altissimo: a due a due, una di fronte all’altra.

SALMO Sal 110 (111)

Il Signore ha lasciato un ricordo
delle sue meraviglie.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano. R

Il suo agire è splendido e maestoso,
la sua giustizia rimane per sempre.
Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore. R

Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l’eredità delle genti. R

VANGELO Mc 6, 30-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Gli apostoli si riunirono attorno al Signore Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Siracide

Il sapiente, oggi, parte da una constatazione che tutti possiamo fare. Se tutto viene da Dio, se tutto è stato creato da Dio, perché alcuni giorni sono solenni e importanti ed altri solo feriali? Cosa distingue un giorno dall’altro? La risposta del sapiente è molto chiara. Tutto viene da Dio, certamente! Dio, però, nella sua fantasia, concede anche all’intelligenza degli uomini di collocare ricordi di cose per loro importanti in alcuni giorni che diventano, in qualche modo, più santi. Come, del resto, è già nell’ordine della creazione. Il sabato è dato come segno della presenza di Dio ed è differente da tutti gli altri giorni. Così anche gli uomini, inserendo memorie, feste e solennità nei giorni del calendario, vivono qualche cosa del genere. Differenziando i giorni fanno sì che il culto di Dio possa essere conosciuto ed ampliato. Anche tutto questo ha una sua sapienza e un suo preciso scopo.

Vangelo

Anche il Vangelo ci dice qualcosa del genere. Il Signore, lo abbiamo sentito, ha di fronte a sé due realtà diverse. Da un lato ha di fronte i discepoli che hanno condiviso con lui una dura missione e sono stanchi. Necessitano di un riposo, non solo fisico, ma, soprattutto, spirituale. Hanno bisogno di un tempo di silenzio, di solitudine con Dio per far decantare quanto hanno impresso nella loro memoria e nel loro cuore, ma anche di un tempo di racconto delle cose accadute a Gesù. Dall’altro lato ha di fronte persone che si intromettono in questo desiderio di solitudine e di silenzio e che provocano il Signore ad una grande compassione. Egli sa bene che quelle persone sono arrivate a lui perché cercano di dare un senso alla loro vita, perché sono oppresse da molte realtà, perché cercano di dare una speranza ai loro giorni, senza però riuscirvi. È per questo che il Signore le paragona a “pecore senza pastore”. Per questo si ferma con loro, per questo si rivolge ancora a loro con una parola buona, che apre alla speranza. È così che il Signore rende un giorno qualsiasi, un tempo che si apre alla presenza di Dio e, dunque, ad una esperienza straordinaria.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Vorrei proprio che facessimo nostra questa riflessione. Anche noi viviamo giorni feriali e giorni di festa. Al di là delle scadenze stabilite dal calendario, al di là del fatto che alcuni giorni siano carichi di attesa e di preparazione e altri no, credo che tutti siamo invitati a capire che qualsiasi giorno, anche il più feriale, anche quello in cui siamo più carichi di cose, anche quello che ci lascia solo con un vivo senso di stanchezza, è, comunque, un giorno creato da Dio, un giorno adatto ad una più profonda conoscenza di Dio, un giorno per aderire a Lui con la vita. Lo sapeva molto bene sant’Agata. Una ragazza di cui sappiamo poco, che morì nella persecuzione di Decio a Catania. Giovanissima ella avrebbe potuto salvarsi anche solo professando la fede negli idoli e nel culto dell’imperatore, ma ella non volle. Per questo è presentata come ideale di donna santa, donna fedele, donna saggia. Donna che ha saputo resistere al persecutore, perché piena di Dio. Potremmo dire che quel giorno sarà stato senza dubbio un giorno feriale, un giorno come tanti altri; divenne, invece, per lei, giorno di adesione al Signore in forma totale, esaustiva, unica. Fu il giorno del suo martirio a segnare per sempre la sua appartenenza a Dio. Fu il giorno della sua donazione a dire a tutti, senza mezzi termini, senza problemi, che lei era solo del Signore.

Credo che questo esempio sia davvero utile anche a noi. Se riscoprire la femminilità fosse proprio questo? Fosse, cioè, il riscoprire che siamo creature di Dio, che siamo chiamati alla sua amicizia, alla sua lode, che alcune virtù come la fede, l’integrità dei costumi, la dedizione, la fortezza, la stabilità, sono ancora virtù da proporre a tutti? In un tempo in cui diventa norma l’instabilità, in un tempo in cui la femminilità si confonde e scade nell’esibizionismo, in un tempo in cui le virtù di sempre sono quasi cose di un mondo a parte, se non addirittura derise, non toccherebbe forse a noi cristiani, ed in particolare alle donne cristiane, ritornare a queste virtù? Non è un guardare al passato! È cercare di capire come, nel presente di cui tutti siamo parte, diventi comunque possibile vivere queste virtù che, sempre, dicono l’appartenenza a Dio. Chiediamo questa grazia al Signore, per non cadere nelle false illusioni che ci vengono proposte e per non snaturare la bellezza della figura della donna nel nostro mondo.

Provocazioni

  • Quale modello di femminilità proponiamo e sosteniamo?
  • Vivo il mio tempo e ogni giorno come una possibilità di incontro con Dio?
  • Per che cosa posso offrire questo giorno?
2025-01-31T12:03:50+01:00