Lunedì 31 marzo

Settimana della quarta domenica di quaresima – Lunedì

La spiritualità della settimana

Dopo aver raggiunto la metà del cammino, iniziamo ora le due settimane che ci condurranno alla settimana santa. Il cammino di Quaresima può sembrare lungo, per questo è necessario non fermarci, non sostare, non indugiare ma, al contrario, dobbiamo rendere la meditazione più attenta e l’ascolto della Parola di Dio più forte ed incisivo rispetto alle nostre vite.

Per questa settimana rifletteremo su questi temi:

lunedì: sul giudizio

martedì: sull’astuzia

mercoledì: sulla difficoltà

giovedì: sulla consolazione

venerdì: la preghiera ascoltata da Dio feconda la vita dell’uomo

sabato: il Battesimo ai bambini

Buona quarta settimana di Quaresima a tutti!

La Parola di questo giorno

GENESI 24, 58-67
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Il fratello e la madre chiamarono dunque Rebecca e le dissero: «Vuoi partire con quest’uomo?». Ella rispose: «Sì». Allora essi lasciarono partire la loro sorella Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini. Benedissero Rebecca e le dissero: «Tu, sorella nostra, diventa migliaia di miriadi e la tua stirpe conquisti le città dei suoi nemici!». Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, salirono sui cammelli e seguirono quell’uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì. Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roì; abitava infatti nella regione del Negheb. Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo: «Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «È il mio padrone». Allora ella prese il velo e si coprì. Il servo raccontò a Isacco tutte le cose che aveva fatto. Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre.

SALMO Sal 118 (119), 89-96

La tua parola, Signore, è stabile per sempre.

Per sempre, o Signore,
la tua parola è stabile nei cieli.
La tua fedeltà di generazione in generazione;
hai fondato la terra ed essa è salda. R

Per i tuoi giudizi tutto è stabile fino ad oggi,
perché ogni cosa è al tuo servizio.
Se la tua legge non fosse la mia delizia,
davvero morirei nella mia miseria. R

Mai dimenticherò i tuoi precetti,
perché con essi tu mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami,
perché ho ricercato i tuoi precetti. R

I malvagi sperano di rovinarmi;
io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
Di ogni cosa perfetta ho visto il confine:
l’ampiezza dei tuoi comandi è infinita. R

PROVERBI 16, 1-6
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, all’uomo appartengono i progetti del cuore, ma dal Signore viene la risposta della lingua. Agli occhi dell’uomo tutte le sue opere sembrano pure, ma chi scruta gli spiriti è il Signore. Affida al Signore le tue opere e i tuoi progetti avranno efficacia. Il Signore ha fatto ogni cosa per il suo fine e anche il malvagio per il giorno della sventura. Il Signore ha in orrore ogni cuore superbo, certamente non resterà impunito. Con la bontà e la fedeltà si espia la colpa, ma con il timore del Signore si evita il male.

VANGELO Mt 7, 1-5
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Meditazione

Isacco trovò conforto dopo la morte della madre

Affida al Signore le tue opere e i tuoi progetti

Non giudicate per non essere giudicati

Il tema del giudizio è un altro dei grandi temi quaresimali sul quale è bene che anche la nostra coscienza si eserciti. Oggi lo vediamo annunciato nel Vangelo, ma poi riflesso nelle altre Scritture e soprattutto nella storia di amore di Isacco. Gesù è molto chiaro sul tema: il giudizio appartiene, di per sé, a Dio. L’uomo, nel corso dei suoi giorni, non può giudicare, non può astenersi dall’emettere giudizi sulla storia, sulle realtà che incontra nella vita ed anche sulle persone che interagiscono con lui. Una vita che non esprime giudizi è un’illusione. Una vita che rimanda i giudizi è una vita senza sapore, perché è una vita da indecisi, da ignavi. Una vita che non sa cogliere quello che le viene chiesto in ogni momento è già una vita che si autocondanna all’infelicità. Dunque il tema è come emettere un giudizio, a quale criterio appellarsi, come poter vivere giusti giudizi. Il Vangelo ci ricorda che, poiché il giudizio appartiene a Dio, occorre giudicare come giudica Dio, ovvero con conoscenza. Per questo occorre sospendere il giudizio se non si conosce. Con misericordia e benevolenza, che devono essere le virtù con le quali si guarda ad ogni cosa, alle situazioni, alla storia, alle persone. Con verità e, questo, è certamente il criterio più difficile. Dio è Verità. Per questo giudica con verità. Noi non siamo a questo livello e la verità che conosciamo è sempre parziale. Per questo il giudizio dell’uomo deve avere una quarta caratteristica: la prudenza. La prudenza che porta anche a fermarsi, la prudenza che porta a togliere prima la trave dal proprio occhio e poi la pagliuzza da quello dell’altro, per stare alla parola di Gesù. La prudenza che è la regina delle virtù che devono essere applicate in ogni giudizio. Senza questa virtù si rischia di fare un gran male.

Così fa Isacco nella bellissima storia di amore che ci è stata raccontata. Isacco è in crisi dopo la morte della madre. Ecco che si cerca una donna per lui, secondo il costume dell’epoca. Ecco Rebecca, che arriva da un territorio diverso da quello di Isacco. Ecco l’innamoramento tra i due, in un luogo suggestivo: una regione desertica al tramonto. Ecco il desiderio prima di Rebecca di allontanarsi dalla sua terra e dalla casa di suo padre e, poi, il desiderio di Isacco di accogliere Rebecca e di introdurla nella tenda che fu della madre. Un racconto pieno di dolcezza, di sentimento, ma anche di giudizio accorto, di prudenza, di attenzione, di conoscenza della verità, di carità. Se Isacco è capace di emettere questo giudizio che porterà la sua vita ad essere piena e felice è perché, come abbiamo letto nella seconda lettura, egli ha affidato la sua opera a Dio. Egli ha imparato da suo padre, Abramo, a vivere ogni cosa al cospetto di Dio ed ecco perché mette questa decisione, la più importante della vita, nelle mani di Dio. Non si precipita, non è frettoloso, non affretta il suo giudizio. Isacco è un uomo prudente che sa giudicare in base alla sua fede, oltre che in base alla sua esperienza di vita. Un insegnamento prezioso per noi tutti.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Come giudico?
  • Vivo questa “arte del giudicare” secondo i valori del Vangelo?
  • Cosa mi ispira la figura di Isacco?

Potremmo davvero iniziare questa settimana pensando all’arte del giudicare, che è un’arte. Non si improvvisa un’arte, la si impara pian piano, avendo gusto, mettendo attenzione ed impegno. Noi tutti dovremmo riflettere non poco sull’arte del giudicare. Spesso i nostri giudizi sono affrettati, frettolosi, non compatibili con i valori del Vangelo. Spesso i nostri giudizi sono personali, nascono dai sentimenti che abbiamo dentro di noi che, non sempre, sono ordinati. Spesso il giudizio nasce da un desiderio di rivincita, di ripicca, o, peggio, sottende alcune piccole “vendette” che la vita ci ispira. Credo che tutti, oggi, dovremmo gustare, nella calma della preghiera, i brani biblici che ci sono stati proposti, chiedendo al Signore di imparare ad avere questa arte del giudicare, questa arte attraverso la quale tutti noi possiamo accedere al giudizio di Dio, per imparare da lui. Ricordandoci poi, dal momento che siamo in Quaresima, che l’ultimo giudizio spetta a Dio. Noi possiamo avvicinarci a quel giudizio carichi di prudenza per i giudizi della nostra vita, o con temerarietà, quasi sfidando il giusto giudizio di Dio. Vi inviterei oggi a sostare nella pace di qualche minuto di silenzio per contemplare anzitutto il giudizio di Dio. Rimetterci al cospetto di Dio e pensare che a Lui competerà il giudizio finale, compreso anche il giudizio sulla nostra vita, sarà illuminante. Suggerirei poi di pregare lo Spirito Santo, perché ci illumini nei giudizi che dobbiamo emettere ogni giorno, regolandoci su diverse situazioni. Così pure come direi di invocare lo Spirito di Dio ogni qualvolta ci troviamo in difficoltà su un giudizio da emettere, su un parere da dare, su un consiglio da esprimere. Tutte le situazioni nelle quali dobbiamo esprimere un giudizio, sono situazioni che devono essere illuminate dallo Spirito Santo. Altrimenti rischiamo che la fretta, la mancata ricerca della verità, l’essere in balia delle emozioni, rovinino il giudizio da emettere e, quindi, rovinino la vita, nostra e degli altri.

Esercizio per questa settimana di quaresima giubilare

Nel silenzio invito a pregare davanti alla Croce per imparare a contemplare come giudica Dio, prima di esprimere qualsiasi giudizio, anche piccolo, che la nostra vita è chiamata ad emettere.

2025-03-27T21:54:39+01:00