Settimana della 3 domenica di Pasqua – Mercoledì
La spiritualità di questo giorno
Offriamo anche questo giorno feriale del tempo di Pasqua per essere sempre più convinti della gioia e della speranza che nascono in noi grazie alla Risurrezione di Cristo.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 6, 1-7
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàe Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
SALMO Sal 32 (33)
Beato chi dimora, Signore, nel tuo tempio santo.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R
VANGELO Gv 6, 1-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Vangelo
Una parola di speranza ma anche una parola di richiamo hanno contraddistinto i giorni scorsi. Come procede il Vangelo? Cos’altro ci dona? Credo sia molto bello riscoprire questo brano sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci che è, come tutti sappiamo, un brano nel quale siamo educati a vivere il rispetto per la Santa Eucarestia e a comprendere qualcosa di più sull’importanza e sulla profondità di questo mistero. Credo che sia bello avvertire la dolcezza di questa parola dopo il richiamo di ieri. Potremmo chiederci: come si fa a scegliere Dio? Come si fa a scegliere la sua proposta? Come si fa, in mezzo alle insidie ma anche in mezzo alle 100 proposte del mondo, a scegliere la proposta di Gesù e la sua parola? Sentendoci sostenuti dalla Santa Eucarestia. Eucarestia che è dono, è grazia, forza di Dio, ma parte sempre da quello che l’uomo ha. Il pane che viene condiviso, insieme al pesce, dice già che la forza dell’Eucarestia è quella che nasce dalla condivisione di una comunità con il Signore che si rende in essa presente. Ancora, il pane e il pesce rappresentano il frutto del lavoro dell’uomo, della sua fatica, del suo impegno, del suo mettersi all’opera per far fruttare i doni di Dio. Il lavoro, rimesso nelle mani di Dio, genera frutti di condivisione, speranza, gioia che, altrimenti, non si possono avere. L’Eucarestia è promessa di vita eterna proprio a partire da queste cose. L’Eucarestia è promessa di vita per tutti. L’Eucarestia, che nasce dalla parola del Signore e che si compie grazie alla forza del suo Santo Spirito, diventa promessa di vita per tutti coloro che si affideranno ad essa, pur nella pochezza del segno.
Atti
Così possiamo anche rileggere la pagina degli Atti che ci mostra uno spaccato di vita della prima comunità cristiana. Cosa conta nella prima Chiesa? Conta la predicazione della Parola, che deve essere data a tutti; conta la celebrazione dell’Eucarestia, il pane che sostiene il cammino di tutti; conta l’amministrazione della carità, per sovvenire chi rimane indietro. Ecco che la comunità scopre da subito, al suo interno, una forza che serve per capire quali siano i problemi che si vivono e per cercare di risolverli proprio a partire dalla visione della fede. L’istituzione dei diaconi è perché tutti i bisognosi possano fruire della carità della Chiesa e tutti i fedeli avere quella predicazione della Parola senza la quale non nasce nemmeno la comunità. Credo che gli Atti degli Apostoli ci stiano mettendo in comunione non tanto con una scelta storica che si rese necessaria in quella comunità cristiana, ma, piuttosto, con un metodo di decisione nella Chiesa. Il metodo di decisione comprende l’analisi di un problema, la preghiera costante per esso, la decisione frutto della preghiera e dell’essersi abbondantemente nutriti della Parola stessa e dell’Eucarestia. Questo è il modo per operare quel discernimento di cui spesso si parla, questo è il modo per prendere scelte non sulla scorta di opinioni, emozioni, sensazioni, ma sulla base solida della fede. Metodo che non riguarda solo la comunità in sé, ma che è offerto a tutti i credenti, perché ne facciano il metodo proprio per comprendere a cosa il Signore ci chiama.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Qual è il mio personale metodo di discernimento?
- Come il Signore mi educa con tutto il suo popolo ad una visione di vita diversa da quella che potrei avere come uomo?
Credo sia molto utile ragionare su questo tema che, tra l’altro, va molto di moda. Si sente molto spesso parlare di discernimento. Si sente da più parti il richiamo a questa operazione. Ma cosa è davvero il discernimento cristiano? È, appunto, un modo per stare davanti al Signore. È un modo per mettersi, con i propri problemi, con le proprie decisioni da prendere, davanti al Signore per capire cosa il Signore ci chiede grazie ad una sempre maggiore e sempre più profonda comunione con lui.
Anche oggi, come sempre, ci è di esempio la Beata Vergine Maria che, a giusto titolo, potremmo invocare come Madre del discernimento. Come ha fatto chiarezza sulla propria vita la Santa Vergine? Riempiendosi di Parola di Dio e stando davanti al Signore anche con le sue domande, con i suoi pensieri, con quanto le tornava dal cuore alla mente. Le scelte che ella prese nacquero proprio in questo contesto di preghiera e di accoglienza della Parola. Noi, oltre a questo, abbiamo anche la presenza del Signore, la sua Santa Eucarestia, alla quale dobbiamo sempre ricorrere, ma, soprattutto, quando alcuni pesi sono sul nostro cuore. È l’unico modo che possiamo vivere per affidarci concretamente al Padre, da cui proviene ogni cosa e dal quale viene anche ogni gioia e serenità. È quello che chiediamo oggi, per noi e per la nostra Chiesa.
Esercizio per questo giorno di gioia
Mi impegno a vivere l’Eucarestia come sostegno nei miei discernimenti più importanti di vita.