Martedì 27 maggio

Settimana della 6 domenica di Pasqua – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

Continua la nostra preparazione spirituale alla festa dell’Ascensione mentre rileggiamo questa Parola di Dio e, in particolare, questo episodio curioso della vita di Paolo.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 19, 21 – 20, 1b
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Paolo decise nello Spirito di attraversare la Macedonia e l’Acaia e di recarsi a Gerusalemme, dicendo: «Dopo essere stato là, devo vedere anche Roma». Inviati allora in Macedonia due dei suoi aiutanti, Timòteo ed Erasto, si trattenne ancora un po’ di tempo nella provincia di Asia. Fu verso quel tempo che scoppiò un grande tumulto riguardo a questa Via. Un tale, di nome Demetrio, che era òrafo e fabbricava tempietti di Artèmide in argento, procurando in tal modo non poco guadagno agli artigiani, li radunò insieme a quanti lavoravano a questo genere di oggetti e disse: «Uomini, voi sapete che da questa attività proviene il nostro benessere; ora, potete osservare e sentire come questo Paolo abbia convinto e fuorviato molta gente, non solo di Èfeso, ma si può dire di tutta l’Asia, affermando che non sono dèi quelli fabbricati da mani d’uomo. Non soltanto c’è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Artèmide non sia stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che tutta l’Asia e il mondo intero venerano». All’udire ciò, furono pieni di collera e si misero a gridare: «Grande è l’Artèmide degli Efesini!». La città fu tutta in agitazione e si precipitarono in massa nel teatro, trascinando con sé i Macèdoni Gaio e Aristarco, compagni di viaggio di Paolo. Paolo voleva presentarsi alla folla, ma i discepoli non glielo permisero. Anche alcuni dei funzionari imperiali, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro. Intanto, chi gridava una cosa, chi un’altra; l’assemblea era agitata e i più non sapevano il motivo per cui erano accorsi. Alcuni della folla fecero intervenire un certo Alessandro, che i Giudei avevano spinto avanti, e Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti all’assemblea. Appena s’accorsero che era giudeo, si misero tutti a gridare in coro per quasi due ore: «Grande è l’Artèmide degli Efesini!». Ma il cancelliere della città calmò la folla e disse: «Abitanti di Èfeso, chi fra gli uomini non sa che la città di Èfeso è custode del tempio della grande Artèmide e della sua statua caduta dal cielo? Poiché questi fatti sono incontestabili, è necessario che stiate calmi e non compiate gesti inconsulti. Voi avete condotto qui questi uomini, che non hanno profanato il tempio né hanno bestemmiato la nostra dea. Perciò, se Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno delle ragioni da far valere contro qualcuno, esistono per questo i tribunali e vi sono i proconsoli: si citino in giudizio l’un l’altro. Se poi desiderate qualche altra cosa, si deciderà nell’assemblea legittima. C’è infatti il rischio di essere accusati di sedizione per l’accaduto di oggi, non essendoci alcun motivo con cui possiamo giustificare questo assembramento». Detto questo, sciolse l’assemblea. Cessato il tumulto, Paolo mandò a chiamare i discepoli e, dopo averli esortati, li salutò.

SALMO Sal 148

Risplende nell’universo la gloria del Signore.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere. R

I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le ragazze,
i vecchi insieme ai bambini
lodino il nome del Signore. R

Perché solo il suo nome è sublime:
la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.
Ha accresciuto la potenza del suo popolo.
Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d’Israele, popolo a lui vicino. R

VANGELO Gv 14, 1-6
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Atti

Potremmo intitolare così la piccola meditazione sugli Atti degli Apostoli: le ispirazioni di Paolo. Abbiamo sentito, proprio nella prima riga della lettura, che Paolo, più che decidere le mete verso le quali dirigersi, cerca di capire cosa lo Spirito di Dio gli riservi. Per questo non fa un programma preciso, ma si abbandona a Dio. È il corso degli eventi che gli suggerisce cosa fare, dove dirigersi, cosa dire. Non solo. Paolo quando vede che c’è qualcosa che non va, per carattere, vorrebbe affrontare direttamente le situazioni, senza perdere troppo tempo. Poiché altri gli consigliano di essere più prudente, Paolo accetta il consiglio, riconoscendo che esso viene non solo da uomini che gli sono amici e che lo aiutano, ma da Dio stesso. Così vediamo un secondo discernimento sempre attivo nella vita dell’Apostolo.

La lettura ci ha fatto poi capire come, in una situazione complessa, dove, più che la ragione, intervengono le emozioni, è lo Spirito di Dio che conduce la sua storia e che porta avanti la presenza di Dio in mezzo agli uomini. La prima lettura è un insegnamento molto forte perché ogni credente abbia a cuore una continua preghiera allo Spirito del Padre nel quale e grazie al quale tutto diventa possibile per la potenza di Dio che può ogni cosa.

Vangelo

Il Vangelo ci riporta ad una promessa che è centrale nella predicazione del Signore: la promessa dell’eternità. Gesù non solo parla dell’eternità per sé, non solo vive la sua vita come un progressivo ritorno al Padre, ma insegna che a tutti è promesso un ritorno al Padre e a tutti è “garantito” un posto nel mistero di Dio. Per andare ad occupare questo posto, per andare a vivere in questa dimensione di vita, occorre credere e vivere l’insegnamento di Gesù o, per lo meno, sforzarsi di farlo, come ha fatto San Paolo. Questo è il criterio grazie al quale ogni anima si avvicina a Dio e grazie al quale potrà, un giorno, occupare il proprio posto nell’eternità. Potremmo dire che lo Spirito di Dio rende presente nel cuore di ogni uomo questa promessa del Padre ed aiuta ogni uomo a capire che questa promessa si rende presente in tutti coloro che sanno consegnarsi, come Paolo, alla potenza dello Spirito di Dio che può ogni cosa.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Quale ispirazione dello Spirito vivo?
  • Cresce in me il desiderio di lasciarmi guidare dallo Spirito?

Le letture che stiamo rileggendo in questi giorni, non sono un romanzo, non sono il resoconto di alcuni episodi che accaddero nella vita della prima Chiesa e che rimangono determinanti per la vita della Chiesa di oggi. Questa Parola di Dio è data come esempio perché anche noi possiamo fare altrettanto. Così anche noi tutti dovremmo sempre capire che siamo sotto l’azione dello Spirito di Dio, così come tutti noi siamo indirizzati verso quel posto che per noi è stato preparato nell’eternità. Così credo che le Scritture di oggi ci stiano invitando a vedere nelle nostre difficoltà e contrarietà un modo con cui si rende presente il Signore, come anche la via che il Signore apre per noi perché possiamo davvero essere attenti a capire cosa Dio vuole dalla nostra esistenza e cosa Egli prepara per noi. Questo è il cuore del cammino di fede.

Ecco perché anche oggi diventa un giorno propizio per vivere bene la nostra preghiera di invocazione dello Spirito. Anche noi invochiamo lo Spirito del Padre perché il Consolatore ci insegni cosa dobbiamo fare ora, in questo momento della nostra esistenza. Anche noi invochiamo lo Spirito del Padre perché sia per noi e in noi principio di forza. Anche noi invochiamo lo Spirito perché sia, per noi tutti, potente richiamo alle realtà della fede. Come si vede, tutte le cose che fecero gli uomini della prima comunità cristiana, sono le medesime che dobbiamo fare noi, se desideriamo che la vita dello Spirito continui in noi e ci faccia camminare verso la vita eterna. Sia questo il dono che chiediamo oggi per intercessione della Beata Vergine Maria che visse, con i discepoli, anche le solennità dell’Ascensione e della Pentecoste. A lei chiediamo la forza della pazienza per sopportare le cose difficili della vita. A lei chiediamo che preghi perché noi possiamo ricevere lo Spirito di Dio nel quale scopriamo sempre più quale sia il cammino di salvezza che è proposto alla nostra esistenza.

Esercizio per questo giorno di gioia

Invochiamo l’aiuto della Vergine Santa per prepararci all’Ascensione del Signore.

2025-05-23T14:04:00+02:00