Settimana della 6 domenica di Pasqua – Mercoledì
La spiritualità di questo giorno
Come tutte le grandi solennità del Signore, anche la festa dell’Ascensione ha una vigilia, che è quella che viviamo questa sera, con questa Messa solenne che ci introduce nel giorno proprio della festa. È un peccato che molti fedeli non la vivano e, pur essendo consentito uno spostamento alla domenica successiva, io credo che ci sia un valore nel tentare di educarci tutti a vivere le feste del Signore nel loro giorno proprio, anche quando non cadono in domenica, anche quando non sono in un giorno festivo. È importante capire che noi dovremmo esercitare la nostra fede perché ci sono dei grandi momenti nei quali siamo chiamati a manifestare il nostro credo, indipendentemente dalle condizioni concrete del vivere. Non possiamo sempre pensare che la fede sia qualcosa di comodo da vivere quando meglio possiamo. La fede è anche una realtà che scomoda. Rinnova proprio per questo: perché scomoda!
Iniziamo la celebrazione di questa festa: vediamo insieme cosa ci dicono le Scritture, che in parte sono anche quelle di domani, in parte sono tipiche solo di questa celebrazione. Soprattutto è la lettura vigiliare a rendere tipica questa Messa. Lettura che può essere spiegata e fatta nostra rimeditando anche l’inno del vespero che abbiamo appena cantato.
La Parola di questo giorno
MESSA nella vigilia dell’Ascensione del Signore
ALL’INGRESSO
«Sono da tanto tempo in mezzo a voi – dice il Signore –
e non mi conoscete?
Filippo, chi vede me vede anche il Padre mio.
Non credi che io sono nel Padre
e il Padre è in me?». Alleluia, alleluia.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Concedi a noi, Padre onnipotente, di tendere con tutte le nostre forze alle altezze del cielo, dove il tuo Figlio oggi è entrato glorioso, e donaci di pervenire con l’integrità della vita là dove si dirige il cammino della fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA VIGILIARE At 1, 1-11
Lettura degli Atti degli Apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
SALMO Sal 46 (47)
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. R
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. R
Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. R
Oppure
SALMELLO Cfr. Col 3, 4. 1; Sal 83 (84), 5
Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita,
anche voi sarete manifestati con lui nella gloria,
dove si trova Cristo,
assiso alla destra di Dio. Alleluia.
Beato, o Dio, chi abita nella tua casa
e sempre canta le tue lodi nella tua dimora,
dove si trova Cristo,
assiso alla destra di Dio. Alleluia.
ORAZIONE
I tuoi servi, o Dio eterno, crescano nella comunione con Cristo asceso al cielo, perché giunga a perfezione l’opera della nostra salvezza, nell’unità delle membra col loro Capo e Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
EPISTOLA Ef 4, 7-13
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
VANGELO Lc 24, 36b-53
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Atti e inno
La prima strofa dell’inno ci ha fatto dire che entriamo in un giorno atteso. In realtà non so se noi attendiamo proprio i giorni solenni della fede. Forse può essere che attendiamo il Natale, per tutta la poesia che comporta. Forse può essere che attendiamo la Pasqua, perché è una grande festa di primavera e, non di rado, l’inizio di qualche vacanza. Ma attendiamo veramente le feste del Signore per vivere il contenuto spirituale che esse esprimono? Non lo so! Credo che sia bello lasciare che la liturgia ci ponga la domanda e ci aiuti a capire che, senza attesa delle feste del Signore, si spegne gran parte di quell’ardore di fede che, invece, dovrebbe essere in noi.
La seconda strofa dell’inno ci ha introdotto nel cuore della festa: i discepoli videro il Signore salire al cielo, donde era disceso. Ecco, la festa dell’Ascensione rimanda necessariamente alla Pentecoste, se guardiamo in avanti, ma anche alla Pasqua e al Natale se noi andiamo indietro. Così scopriamo l’ordine logico del mistero della Incarnazione e della Redenzione del Signore. Egli è venuto per salvare l’uomo attraverso la sua morte e risurrezione e per donare lo Spirito che avrebbe continuato la sua presenza e la sua opera nel mondo dopo la sua Ascensione al cielo.
Nella terza strofa abbiamo un dato teologico fondamentale. La festa dell’Ascensione, come del resto già quella di Pasqua, non cancella le ferite del Signore: il Risorto è colui che ha sofferto. Colui che siede alla destra del Padre è colui che ha sopportato veramente la morte per tutti. Il Vangelo ci aiuta a capire che non c’è verità più grande di questa: il Signore ci insegna che la redenzione ha avuto un suo prezzo. Ora le ferite provocate dal peccato dell’uomo risplendono, in Cristo, presso il Padre perché è aperta la porta del cielo. Proprio grazie ad esse, ad ogni uomo è possibile tornare al Padre. Se le porte del Paradiso erano state chiuse dal peccato, l’Ascensione del Signore le riapre per tutti. A chi seguirà l’uomo dei dolori che muore e risorge per tutti, è dato di poter entrare nel Paradiso di Dio.
Anche la quinta strofa è di grande consolazione per noi. L’Ascensione del Signore, che segna, per sempre, l’impossibilità di vedere il Cristo in questo tempo, non lascia la terra desolata. La terra non è mai sola. È la potenza dello Spirito di Dio a rendere sempre presente il Cristo risorto in mezzo agli uomini.
Così che, come ci ha detto la sesta strofa dell’inno, noi possiamo cantare a Cristo che è fratello. Fratello perché è venuto in mezzo a noi, fratello perché ha camminato sulle nostre stesse strade. Fratello perché ha condiviso i nostri stessi dolori. Fratello perché è stato in grado di venire per prendersi cura di noi più deboli. Fratello perché chiama noi tutti all’eternità, come ci hanno detto anche con forza i Vangeli dei giorni scorsi.
È per questo, come si concludeva l’inno, che noi inneggiamo a Cristo Signore, che rimane sempre con noi.
Se vedete questi contenuti teologici sono quelli che ci ha trasmesso San Luca nella pagina degli Atti degli Apostoli. Noi abbiamo appena detto in canto in che cosa consiste questa festa, cosa dobbiamo fare in questa festa, come vivere questa festa.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Come vivere la festa dell’Ascensione?
Penso che tutti siamo stati istruiti su come vivere questa solennità. Oggi noi dovremmo cercare di capire che non siamo mai soli nel cammino di fede. Cosa non ci rende soli? Come possiamo capire di non essere soli?
La festa dell’Ascensione ci dona diverse risposte.
- Non siamo mai soli perché Cristo lo ha promesso. Vivere un itinerario di fede è sempre vivere nel ricordo della Parola del Signore. Ecco che noi oggi siamo tutti chiamati a vivere questa Parola di Dio che ci ricorda che Cristo è sempre con noi, ogni giorno, fino alla fine del mondo.
- Non siamo mai soli perché la Chiesa ci accompagna in questo cammino. Se è vero che Cristo non è più visibile perché il suo corpo si trova alla destra del Padre, è vero che ci siamo noi, suo corpo mistico, insieme di battezzati che credono, sperano, lottano insieme nelle cose della storia prima di arrivare all’aperta e felice contemplazione del volto di Cristo nel cielo.
- Non siamo mai soli perché la potenza dello Spirito che rinnova ogni cosa ci accompagna e ci guida. Senza questa presenza tutto diventa difficile, complesso, quasi, a volte, impossibile. Ma è proprio con la presenza dello Spirito Santo che noi tutti possiamo capire cosa fare e grazie a questa presenza possiamo continuare ad attendere per noi quella manifestazione del Signore grazie alla quale saremo immersi nelle realtà che ora solo contempliamo e nelle quali possiamo solo sperare.
- Non siamo mai soli perché Maria, che era presente a quegli eventi, ci sostiene, ci guida, ci sorregge, ci aiuta a tracciare il cammino. Anche questo giorno del mese di maggio che va verso la sua fine, vorrei che fosse tutto consacrato a Maria. Non c’è mai un singolo giorno della nostra esistenza nel quale noi non possiamo non vedere il suo volto materno brillare su di noi. Non c’è mai un giorno del nostro cammino terreno nel quale noi siamo senza la sua materna protezione. A lei, che vide il suo Gesù salire al cielo, a lei che pure sperimentò il dolore della sua assenza fisica, a lei che ricercò come noi il senso dei suoi giorni, rivolgiamo la nostra preghiera, perché ci guidi e ci aiuti nel difficile cammino verso la vita eterna.
Esercizio per questo giorno di gioia
Chiediamo alla Vergine Santa di farci camminare con lei, mentre contempliamo quel cielo al quale Cristo ascende e nel quale anche noi, un giorno, saremo attesi.