Settimana della 6 domenica di Pasqua – Visitazione della Beata Vergine Maria
La spiritualità di questo giorno
Concludiamo la settimana ma concludiamo anche il mese di maggio: oggi è la festa, dolce, della Visitazione della Beata Vergine Maria. Anche in questa festa si legge il Cantico dei Cantici e, quindi, possiamo continuare quella riflessione sul desiderio che abbiamo iniziato ieri.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ct 2, 8-14
Lettura del Cantico dei Cantici
Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate. Ora l’amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo. Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole».
SALMO Sal 44 (45)
La tua visita, Signore, ci colma di gioia.
Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R
O prode, avanza trionfante,
cavalca per la causa della verità,
della mitezza e della giustizia. R
Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate in gioia ed esultanza. R
Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai prìncipi di tutta la terra.
Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni;
così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. R
EPISTOLA Rm 8, 3-13
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
VANGELO Lc 1, 39-56
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Il desiderio di…
Penso che le tre letture di oggi possano essere riassunte in questa frase: il desiderio della ricerca.
Il desiderio della ricerca dell’amato
È la prima forma di desiderio che le Scritture ci hanno messo tra le mani. Il Cantico dei Cantici ci ha parlato del desiderio di cercare l’amato per conquistarlo. Con le immagini e con le parole di un’amata appassionata che cerca il suo amato, il Cantico non ha voluto solo descrivere una dinamica dell’esistenza: l’autore di questo libro intende descrivere anche quale dovrebbe essere il cammino di un’anima seriamente innamorata di Dio. Il cammino di fede dovrebbe avere il carattere della passione, esattamente com’è nelle relazioni di amore. Il Vangelo ci mostra il volto di Cristo appassionato dell’uomo, il volto del Figlio di Dio che sa vivere tutti i toni delle emozioni umane, perché desidera ardentemente portare alla salvezza le anime create ed amate dal Padre. Ecco perché il cammino di fede di ciascuno dovrebbe assomigliare a quello di due amanti che si ricercano appassionatamente. Possiamo contare sull’amore di Dio, ma Dio può contare sul nostro amore?
Il desiderio della felicità, del servizio nel nome della fede
Certamente la lettura centrale di oggi, la più bella, la più forte è la pagina del Vangelo. Rimaniamo sempre molto stupiti di fronte alla figura di Maria che, nonostante la giovane età, nonostante la situazione – sta attendendo Gesù – si decide per un viaggio complesso, difficile, duraturo nel tempo. Perché Maria decide di andare dalla anziana parente ad Ain Karim? Per un motivo di fede, anzitutto. Ella vuole conoscere di persona ciò che l’Angelo le ha rivelato, vuole intrattenersi con Elisabetta per capire cosa si sta muovendo in lei e per condividere le sue reazioni all’annuncio dell’Angelo. Maria vuole ragionare con Elisabetta della storia della salvezza, di come Dio visita il suo popolo, di come Dio si rende presente nella vita di tutti con doni inesprimibili.
In secondo luogo il suo è anche un viaggio di carità. Sapendo che l’anziana cugina attende un figlio, subito si premura di portare qualche sollievo alla sua vita, cercando di servire come può, al meglio che può. Il suo viaggio, il suo rimanere mesi nella casa di Elisabetta e di Zaccaria diventa occasione per vivere un servizio di amore, che porta ad espressioni autentiche e generose di carità. Maria si mette sempre a servizio di tutti, cominciando dalla parente anziana.
Desiderio di gioia
Infine il desiderio di Maria è desiderio di gioia. Lo sappiamo molto bene, è proprio durante questi giorni di permanenza ad Ain Karim che Maria pronuncia il suo Magnificat, il suo canto di amore per Dio, il suo canto di esultanza per Colui al quale tutto è dovuto perché è da Lui che tutto proviene. Il desiderio profondo della vita di Maria è desiderio di gioia autentica, profonda, sincera. Ed è quello che Maria cerca di vivere e di far vivere.
Desiderio di piacere a Dio
Infine anche San Paolo ci ha parlato di un desiderio grande e profondo: il desiderio di piacere a Dio. Qual è il compito del battezzato? Qual è il compito del credente? Potremmo esprimerci in vari modi e in diverse forme, ma San Paolo le sintetizza tutte. Il compito di ogni credente è quello di piacere a Dio. Per questo egli insisteva molto sul non seguire le opere della carne per poter seguire le opere dello Spirito. È un modo tutto paolino per dire che il battezzato non cerca mai altro che di piacere al Signore, costi quello che costi. Se vogliamo possiamo anche dire che in San Paolo è all’opera un forte spirito di coerenza. Paolo chiede a tutti i cristiani di essere coerenti perché si possa cercare di vivere bene la propria appartenenza a Cristo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Come viviamo questi desideri?
A dire il vero, mi pare che ci sia un desiderio che è sopra tutti gli altri desideri, tra quelli che sono emersi oggi dalla Parola di Dio: il desiderio di felicità. Credo che molti, oggi, avvertano questo desiderio, ma non riescano a dargli corpo. Sono molte le persone che vivono una vita infelice. Sono molte le persone che non sono dentro una dinamica di vita vissuta, di vita riuscita, di vita passata nella ricerca comune e costante del bene. Sono molte le vite sprecate, che si illudono di avere una grande felicità ma che, alla fine, scoprono solamente di essersi ingannate. Come vivere questo desiderio di felicità? Credo che le Scritture ci abbiano parlato in modo molto chiaro. Se manca la fede, se manca il servizio, se manca il desiderio di piacere a Dio, si possono costruire tanti altri modi per cercare la felicità, ma non tutti sembrano portare nella direzione giusta, non tutti sembrano portare nella direzione auspicata dalla fede. Credo che oggi, insieme, dobbiamo tutti chiedere al Signore la forza di saper vivere bene i richiami che abbiamo ricevuto, chiedendo al Signore di essere il compimento dei nostri giorni e del nostro progetto di felicità.
Ci aiuti la Beata Vergine Maria, alla quale vogliamo affidarci per essere sempre più motivati nel desiderio di raggiungere la santità della vita.