Venerdì 04 luglio

Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – Venerdì 

La spiritualità di questo giorno

Cosa offrire al Signore? Credo che tutti, nel corso della propria storia personale ma anche come popolo, come Chiesa, ci siamo fatti questa domanda.

La Parola di questo giorno

LETTURA Nm 28, 1-8
Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Ordina agli Israeliti e di’ loro: “Avrete cura di presentarmi al tempo stabilito l’offerta, l’alimento dei miei sacrifici da consumare con il fuoco, profumo a me gradito”. Dirai loro: “Questo è il sacrificio consumato dal fuoco, che offrirete al Signore: agnelli dell’anno, senza difetti, due al giorno, come olocausto perenne. Offrirai il primo agnello la mattina e l’altro agnello lo offrirai al tramonto; come oblazione un decimo di efa di fior di farina, impastata con un quarto di hin di olio puro. Tale è l’olocausto perenne, offerto presso il monte Sinai: sacrificio consumato dal fuoco, profumo gradito al Signore. La libagione sarà di un quarto di hin per il primo agnello; la libagione sarà versata nel santuario, bevanda inebriante in onore del Signore. Offrirai il secondo agnello al tramonto, con un’oblazione e una libagione simili a quelle della mattina: è un sacrificio consumato dal fuoco, profumo gradito al Signore”».

SALMO Sal 140 (141)

Salga a te, Signore, la mia preghiera.

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
porgi l’orecchio alla mia voce quando t’invoco.
La mia preghiera stia davanti a te come incenso,
le mie mani alzate come sacrificio della sera. R

Non piegare il mio cuore al male,
a compiere azioni criminose con i malfattori.
L’olio del malvagio non profumi la mia testa,
tra le loro malvagità continui la mia preghiera. R

A te, Signore Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, non lasciarmi indifeso.
I malvagi cadano insieme nelle loro reti,
mentre io, incolume, passerò oltre. R

VANGELO Lc 6, 20a. 36-38
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Numeri

Anche il popolo di Israele, che di liturgia è maestro, si è domandato cosa offrire al Signore. La risposta dell’uomo antico viene dalla sua sapienza ma anche dal suo modo di interpretare la vita. Poiché la vita è per lo più legata all’agricoltura e all’allevamento, ecco che si prescrive di offrire a Dio quanto si ha, quanto viene dalla propria esperienza di figli, quanto viene dal proprio lavoro. Le primizie, i primi parti del gregge sono consacrati a Dio. È un modo per dire il proprio grazie. Il tema è molto delicato perché dal senso di ringraziamento nasce poi una deformazione. Una deformazione duplice, direi. Vi sono alcuni che donano a Dio qualcosa pretendendo, poi, qualcosa a propria volta. È il senso dell’offerta che diventa quasi merce di scambio. Dall’altro lato vi sono alcuni che non offrono a Dio il meglio di quanto si possiede, ma giocando al minimo, le cose che non interessano. Le due deviazioni rispetto all’intuizione originaria sono attestate nella Scrittura e sono state, da sempre, qualcosa che ha accompagnato l’uomo. È il cuore malato dell’uomo che si ritira ora nell’una ora nell’altra posizione.

Vangelo

Da questo punto di vista diventa sorprendente il Vangelo. Il Signore non chiede offerte, non chiede cose. Piuttosto chiede di incarnare atteggiamenti spirituali che possano dire la propria disponibilità ad essere figli di Dio. Il primo atteggiamento che viene richiesto è quello della misericordia. Poiché Dio è misericordioso, occorre offrire a lui la stessa misericordia che si riceve. È Dio che ama per primo ed è Dio che si dimostra grande nella misericordia. Ecco che l’uomo di fede, che è ben consapevole della misericordia che riceve, si deve disporre ad offrire a Dio la medesima misericordia. Medesima, perché sebbene Dio sia totalmente su un altro livello, chiede però all’uomo di offrire la medesima realtà. La misura sarà diversa, ma la misericordia da usare è la medesima.

La seconda cosa che Dio chiede di offrirgli: la comprensione, la capacità di non giudicare, o, se proprio occorre, di farlo con quella comprensione e misericordia che Dio dimostra di avere per tutti gli uomini. È questo il secondo atteggiamento spirituale da vivere in senso di vera offerta a Dio. È questo che rende felice il cuore di Dio, non le cose che si possono distogliere dal proprio patrimonio. È indubbio che anche le cose date con amore abbiano un senso. Dio, però, preferisce il cuore degli uomini. I due atteggiamenti riportati nel Vangelo sono l’esempio di ciò che dicevamo anche settimana scorsa proprio nella festa del Sacro Cuore. Dio ci offre il suo cuore e tutto l’amore che contiene e chiede che anche noi gli offriamo gli affetti di un cuore sincero e purificato dal suo amore.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa offriamo al Signore?
  • Sappiamo offrirgli il nostro cuore?

Credo che il tema di che cosa offrire al Signore, in tutte le sfaccettature che la Scrittura ci ha proposto oggi, sia quelle del Primo che quelle del Nuovo Testamento, in qualche modo, sia dentro di noi. Anche noi ci interroghiamo su cosa offrire al Signore, anche noi abbiamo talvolta dato qualcosa in cambio di qualcosa d’altro, anche noi, qualche volta, ci siamo trattenuti dal dare, pensando che mettesse a repentaglio, in qualche modo, ciò che è nostro. Pensieri di questo genere sono davvero nel cuore di tutti e dipendono anche dalle emozioni che viviamo o dalle cose che ci sono capitate. Credo davvero che, oggi, facendo anche un profondo esame di coscienza, dovremmo chiederci: cosa mi chiede di cambiare la Scrittura? Quale atteggiamento di vita devo cambiare? Penso che tutti noi siamo profondamente interrogati dall’insegnamento sul giudizio e da quello sulla misericordia che abbiamo ricevuto. Noi che, anche se sappiamo essere buoni con qualcuno, non siamo misericordiosi. Noi che, anche se sappiamo trattenerci dal giudizio, non siamo capaci di giudicare tutti con carità. Credo che il percorso che ci deve portare a crescere in queste due differenti direzioni sia molto bello e molto profondo da vivere. Chiediamo al Signore, insieme, questa grazia. Chiediamo al Signore di saper scendere nelle profondità del nostro cuore e, illuminati dalla sua parola, chiediamo di saper rispondere, come siamo capaci, alla richiesta di vivere bene gli insegnamenti del Vangelo che Lui ci dona. Chiediamo di rendere il nostro cuore sempre più simile al suo. Anche se questa realtà ci sembra difficilissima, non disperiamo! La grazia di Dio può compiere in noi quello che la nostra forza non riesce proprio a fare.

2025-06-27T08:26:21+02:00