Giovedì 10 luglio

Settimana della 4 domenica dopo Pentecoste – Giovedì 

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi possiamo leggere le due pagine in successione l’una con l’altra per un insegnamento spirituale di grande rilievo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 18, 9-22b
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio. Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”. Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”. Forse potresti dire nel tuo cuore: “Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detto?”. Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore. Il profeta l’ha detta per presunzione».

SALMO Sal 32 (33)

Beato il popolo che ha il Signore come Dio.

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini;
dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra. R

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R

VANGELO Lc 7, 18-23
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Deuteronomio

Da sempre il cuore dell’uomo cerca di avere contatti con l’aldilà. Da sempre l’uomo ha cercato di avere qualcuno a cui chiedere. Credo che ogni cultura e ogni tradizione religiosa abbiano espresso figure tipo quelle che venivano ricordate dal testo, ovvero indovini, uomini che parlano con i morti, maghi… tutte le tradizioni, specie le più semplici, sono piene di queste cose. Israele no. Israele deve essere diverso, perché se è Dio che si rivela, non ha nessun senso cercare di parlare con i morti né, tantomeno, cercare magie, cercare modi artificiosi di mettersi in comunione con Dio. Dio cerca già di mettersi in comunione con gli uomini. Lo fa attraverso i profeti, attraverso quegli uomini che parlano di lui e chiedono all’uomo di lasciarsi conquistare dal suo messaggio di amore, dalla sua rivelazione di misericordia. Ecco perché esiste un vero e proprio divieto, per Israele, di ricorrere a tutte queste figure di presunta mediazione. L’uomo di fede si rivolgerà solo al profeta. Solo la Parola di Dio rivelata sarà la fonte di luce per il cammino. Solo Dio guiderà il suo popolo. Mosè però avverte tutti circa la tentazione che potrà sorgere nel cuore: si cercherà comunque di ricorrere a queste cose, profanando il nome di Dio ma anche profanando la terra che Dio ha dato. Ricorrere a queste figure dopo la rivelazione del suo amore e della sua presenza, sarà una macchia, un peccato grave. Sarà, infatti, come ammettere che Dio non basta, che di Dio non ci si fida. Ecco il perché del durissimo richiamo di Mosè.

Vangelo

Il Vangelo è la dimostrazione della promessa di Dio. Dopo Mosè ecco altri uomini di Dio, ecco quei profeti “pari a Mosè” che hanno continuato l’esperienza di Mosè conducendo il popolo di Israele lì dove la storia della salvezza lo ha voluto. Ecco i giudici, ecco le profetesse, ecco tutta quella serie di uomini e di donne di Dio che culmina nella figura di Giovanni il Battista. Giovanni è l’ultimo in serie cronologica. Giovanni è colui che presenta a Dio il popolo ben disposto, perché dopo di lui è Dio in persona, Dio nella persona di Cristo che viene a visitare il suo popolo e che porta tutti verso il Padre. Gesù è l’avverarsi massimo di questa promessa. Dopo Gesù ecco la Chiesa che, con il suo compito di evangelizzare tutti gli uomini, porta Cristo a tutti. Dunque non c’è mai tempo della storia della salvezza in cui l’uomo può dire di essere solo. Non c’è mai assenza di Dio dalla storia. Cambiano i modi in cui egli si rende presente, ma Dio, che è il totalmente altro, interviene sempre presso gli uomini e non lascia vagare l’uomo lontano dalla verità. Dio è sempre vicino a tutti e sempre a tutti dona la sua salvezza e il suo amore.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa diciamo del nostro mondo rispetto a questi richiami?
  • Avvertiamo la presenza di Dio accanto a noi?

In effetti anche il popolo cristiano non è alieno dal ricorso a maghi, fattucchiere, tentativi di parlare con i morti, presunte rivelazioni, apparizioni di vario genere e tipo ma lontane da quelle ufficialmente riconosciute dalla Chiesa… Davvero la tentazione c’è per tutti, anche per noi. Il desiderio di conoscere pima quello che dovrà avvenire, accompagna ogni uomo, non c’è santo che tenga! Ecco, allora, anche per noi e per il nostro tempo il senso del richiamo della Parola di Dio. Non occorre cercare queste cose. Non occorre cercare parole, segni, profezie… l’unico punto di riferimento deve essere la presenza di Gesù e la sua parola. Ecco perché richiamiamo tanto spesso la Parola del Vangelo come luce, come guida per i nostri giorni. Non solo. Ecco l’importanza di camminare nella Chiesa, nella quale non manca mai qualche uomo di Dio che indica il cammino. Ecco il senso dell’appartenere alla Chiesa, ecco il bello dell’essere credenti che non si fidano di uomini qualsiasi e di parole qualsiasi, ma che cercano sempre di stare in compagnia del Signore. Il richiamo è molto forte anche ai nostri giorni. Anche ora, nel mezzo dell’estate, vorrei che tutti noi riflettessimo da vicino sul senso e sulla bellezza di partecipare ad un comune cammino di uomini e di donne che si fidano solo di Dio e che sanno camminare solo con Dio. Chiediamo al Signore questa grazia. Già fin d’ora anche per l’intercessione di San Benedetto, grande uomo di Dio e grande uomo di Chiesa che domani onoreremo.

2025-07-05T10:52:07+02:00