Venerdì 01 agosto

Settimana della 7 domenica dopo Pentecoste – Venerdì 

La spiritualità di questo giorno

Inizia il mese di agosto e comincia come sempre con il ricordo del perdono di Assisi, quindi con un invito grande alla misericordia. In questo anno giubilare avvertiamo ancora più forte questo invito e sentiamo che è proprio per ciascuno di noi. È, anche nel mezzo dell’estate, un ulteriore richiamo a coltivare la speranza. La speranza in Dio che sempre vigila su di noi e sui nostri cammini, la speranza nella Chiesa che, da Madre, ci aiuta a vivere con attenzione i richiami del cammino di fede che ci sono proposti. Questi sono anche i giorni culminanti dell’incontro di tanti giovani, tra cui anche i nostri, con il Papa per il Giubileo dei giovani. Preghiamo perché papa Leone possa parlare con verità e con forza ai loro cuori. La Parola di Dio che leggiamo in questo giorno che è dedicato alla memoria di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ci aiuta a riflettere sul senso dei segni.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gdc 6, 33-40
Lettura del libro dei Giudici

In quei giorni. Tutti i Madianiti, Amalèk e i figli dell’oriente si radunarono, passarono il Giordano e si accamparono nella valle di Izreèl. Ma lo spirito del Signore rivestì Gedeone; egli suonò il corno e gli Abiezeriti furono convocati al suo seguito. Egli mandò anche messaggeri in tutto Manasse, che fu pure chiamato a seguirlo; mandò anche messaggeri nelle tribù di Aser, di Zàbulon e di Nèftali, le quali vennero a unirsi agli altri. Gedeone disse a Dio: «Se tu stai per salvare Israele per mano mia, come hai detto, ecco, io metterò un vello di lana sull’aia: se ci sarà rugiada soltanto sul vello e tutto il terreno resterà asciutto, io saprò che tu salverai Israele per mia mano, come hai detto». Così avvenne. La mattina dopo Gedeone si alzò per tempo, strizzò il vello e ne spremette la rugiada: una coppa piena d’acqua. Gedeone disse a Dio: «Non adirarti contro di me; io parlerò ancora una volta. Lasciami fare la prova con il vello, una volta ancora: resti asciutto soltanto il vello e ci sia la rugiada su tutto il terreno». Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto e ci fu rugiada su tutto il terreno.

SALMO Sal 19 (20)

Il Signore dà vittoria al suo consacrato.

Ti risponda il Signore nel giorno dell’angoscia,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera,
adempia ogni tuo progetto. R

Esulteremo per la tua vittoria,
nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli:
adempia il Signore tutte le tue richieste. R

Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
gli risponde dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra. R

VANGELO Lc 10, 1b-7a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».

Giudici

Gedeone sembra proprio un ragazzo un po’ legato, forse troppo legato, a segni scaramantici. Egli vuole sapere con certezza come si metterà la sua storia, che è poi anche la storia del suo popolo. È per questo che, prima di scendere in battaglia contro coloro che stanno opprimendo Israele, chiede un duplice segno. È il segno del vello, cioè del panno di lana esposto durante la notte che prima deve rimanere umido e bagnato e poi secco mentre intorno avviene il contrario. Cose che ci fanno sorridere. Cose che ci fanno dire che non è proprio bello che un uomo di Dio si comporti in modo così banale, quasi superstizioso e ai limiti della fede. Se la Parola di Dio ci racconta questa storia, ovviamente, non è solo per dirci qualcosa del carattere e della fede di Gedeone. Piuttosto è per dire qualcosa che è costante nel cammino di tutti, anche nel nostro. Così questa Parola di Dio ci ricorda che tutti, in fondo, chiediamo segni. Può darsi non in questo modo. Può darsi non in questa modalità. Eppure tutti siamo affezionati a un modo di fare che, davvero, diventa occasione per dire che, spesso, confondiamo la fede con qualche rito scaramantico o superstizioso!

Vangelo

Anche il Vangelo ci parlava del valore dei segni. Il discorso missionario che Gesù affida al cuore e alla mente dei discepoli è un rimando chiaro ai segni che devono contraddistinguere il modo di presentarsi del discepolo che parte missionario. Egli non deve avere troppe cose, deve essere sobrio ed essenziale, deve praticare uno stile di comunione credibile. Segni che valgono per lui, dicono della sua spiritualità. Ma i medesimi segni sono anche offerti a tutti. Dicono a tutti, immediatamente, chi è quell’uomo che si presenta a nome di Dio. Sono segni che devono far dire ad una comunità intera che si è in presenza di un discepolo missionario. I segni, dunque, non contano solo dal punto di vista personale, non dicono solo qualcosa al proprio cammino di fede, ma parlano a tutti. È tipico del segno quello di essere un dato riconoscibile da chi lo vede e di parlare a chi entra in contatto con esso.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Gusto la bellezza dei segni?
  • Che segni vorrei per il mio cammino di fede?

Tutti, antitutto, siamo invitati a riflettere sul valore dei segni. La fede è fatta di segni. Le celebrazioni sono piene di segni, sono un susseguirsi di segni. La bellezza e se vogliamo il valore della liturgia passano proprio attraverso i segni che propone. Siamo in un tempo che fatica a cogliere il valore dei segni, specialmente di quelli liturgici. Siamo in un tempo che, quasi, snobba il valore del segno, non avendo poi da sostituirlo con chissà che cosa. Credo, per questo, che sia utile e bello che ciascuno di noi si interroghi sul valore che lui stesso dà ai segni nell’ambito del proprio modo di vivere la fede.

In secondo luogo, credo sia bello riflettere su quale genere di segni noi vorremmo avere ora, in questo momento della nostra vita. Talvolta abbiamo sì lasciato perdere di chiedere segni a Dio, ma non tanto per staccarci da qualche modo ai limiti della superstizione per vivere la fede, ma proprio perché non l’abbiamo sostituito con nulla. Vedo che ci sono molti uomini e donne che non chiedono più segni a Dio perché, in realtà, non hanno più nulla da chiedergli ed hanno interrotto i rapporti con Lui. Ecco, quindi, un’occasione molto buona per ritornare un poco su questi passi e per capire che tocca noi chiedere a Dio dei segni. Chiari, precisi, utili, forti. Senza cadere nella superstizione, ma con il vivo desiderio di capire cosa Dio chiede alle nostre esistenze. È questa una realtà che ci riguarda tutti. È questa una realtà per la quale vale la pena di fermarsi e pensare. Che segni vorrei per me, in questo momento della mia vita di fede?

2025-07-24T15:55:37+02:00