Lunedì 04 agosto

Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – Lunedì

La spiritualità di questo giorno

Stiamo per raggiungere il culmine di questo tempo estivo e la Chiesa ci fa incontrare numerose figure di santi che sono sempre stati punto di riferimento per il cammino di generazioni e generazioni di fedeli. Oggi il Santo Curato d’Ars, patrono speciale dei parroci; poi la Madonna della neve, memoria dolce e molto radicata nel popolo cristiano, poi la festa della Trasfigurazione e ancora San Domenico e Santa Teresa Benedetta della Croce. Tutte memorie di santi di grandissima statura e di particolare luminosità. Prepariamoci così a vivere questa prima settimana del mese di agosto che ci ricorda che tutti siamo chiamati alla santificazione personale. Le due Scritture di oggi sono molto differenti ma anche molto vicine nel significato spirituale che possono dare a ciascuno di noi.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Sam 1, 9-20
Lettura del primo libro di Samuele

In quei giorni. Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo». Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia angoscia». Allora Eli le rispose: «Va’ in pace e il Dio d’Israele ti conceda quello che gli hai chiesto». Ella replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Poi la donna se ne andò per la sua via, mangiò e il suo volto non fu più come prima. Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore, tornarono a casa a Rama. Elkanà si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. Così al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto».

SALMO Sal 115 (116)

Accogli, Signore, il sacrificio della nostra lode.

Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore. R

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme. R

VANGELO Lc 10, 8-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Vangelo

Se oggi, uno di noi, un sacerdote, un cristiano, facessero una cosa del genere, ovvero scuotessero la polvere dai calzari perché la loro testimonianza non è accolta, credo che il gesto potrebbe passare del tutto inosservato. Oppure, al limite, qualcuno potrebbe dire che chi compie questo gesto è un po’ andato fuori di senno, non sa bene più cosa fare o cosa dire. È il regno dell’indifferenza. Oggi, di fatto, ci sono moltissime testimonianze di fede. Penso alle monache che ci sono anche nelle nostre città, penso alle parrocchie che resistono, per ora, anche nei quartieri più difficili dei nostri paesi; penso ai missionari che girano tutto il mondo; penso a figure di laici che vivono bene la loro appartenenza ecclesiale e la loro vita di fede. Eppure la fede, il cristianesimo, rimangono, per lo più, appunto, un fatto privato. La testimonianza non viene sentita come qualcosa che ha un richiamo pubblico, comune, sociale. È per questo che, se un missionario scuotesse la polvere dai calzari, oggi verrebbe percepito come un folle. Cosa chiede il Vangelo? Perché in ogni tempo, in ogni situazione sociale, in ogni parte del mondo, il testimone, il missionario è sempre stato ritenuto un folle! Credo che il Vangelo ci chieda due cose: uno stile di vita sobrio. La prima testimonianza che il Vangelo chiede è questa: uno stile di vita che sappia evitare qualsiasi forma di eccesso, uno stile di vita che sappia essere già di per sé una testimonianza. Questo è il richiamo più forte del Vangelo. Il secondo richiamo è alla preghiera intensa, gratuita e generosa. Una preghiera costante e libera sostiene il cammino del consacrato a Cristo che diventa testimone.

Samuele

Su questo secondo tema diventa bellissimo rileggere la Scrittura di Samuele. La preghiera di Anna è la preghiera di una donna umile, sola, affranta. Una donna che subisce molte umiliazioni proprio a causa del suo non essere e non poter diventare madre. Ecco che la preghiera accorata, segnata anche dal pianto, diventa una preghiera incisiva, che muove il cuore di Dio alla misericordia verso di lei. Una preghiera che sa ottenere la grazia che chiede, proprio perché accorata ed intensa. Una preghiera che non teme il giudizio. Questa donna non teme nemmeno di essere scambiata per una donna ubriaca che deve smaltire l’effetto del vino. Il suo dolore è presente davanti a Dio ed è conosciuto da Dio che, visitandola, permette quella gravidanza che sarà la sua consolazione e il sostegno della sua esperienza di donna. Un testo che, nella sua semplicità, ci indica che Dio ascolta la preghiera del misero. O, se volete, un testo che ci insegna che la preghiera è sempre fonte di consolazione e di pace. Così questa donna diventa anche testimonianza della bellezza, dell’importanza, dell’efficacia della preghiera stessa.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Crediamo nella forza della preghiera?
  • Desideriamo essere testimoni dell’amore di Dio?

Non è certo la prima volta che abbiamo l’occasione di riflettere sul tema. Però credo che, in una settimana così segnata dalla presenza di santi che hanno creduto nella forza della preghiera e nella forza della povertà o della sobrietà, metterci di fronte alla domanda ci faccia bene. I due testi biblici che abbiamo affrontato ci stanno dicendo esattamente che, per essere cristiani nel mondo di oggi, abbiamo bisogno, da un lato di una preghiera sempre più intensa che sostenga le nostre opere, dall’altro di uno stile di vita che diventa più credibile e che fa brillare la Chiesa come soggetto fondamentale dell’evangelizzazione del mondo. Ci facciamo moltissime domande a proposito di come cercare di vivere la fede, ci facciamo molte domande su come deve essere la testimonianza cristiana del giorno d’oggi, ci facciamo molte domande su come organizzare la Chiesa e la sua missione. Forse dovremmo proprio capire che occorre essere più credibili nel modo di vivere e, soprattutto occorre essere più forti e più costanti nella preghiera. L’evangelizzazione del mondo parte da qui. La testimonianza da dare al mondo, trova qui la sua radice prima e la sua fonte unica.

Chiediamo al Santo Curato d’Ars che è stato sempre capace di animare una preghiera di mirabile intensità, come pure di avere uno stile di vita assolutamente sobrio, la forza per credere a questi richiami della Scrittura e, soprattutto, la forza di attuarli nella nostra vita, perché tutti possiamo partecipare più da vicino a quella evangelizzazione del nostro mondo che è sempre più urgente e importante.

2025-08-01T21:37:23+02:00