Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – Lunedì
La spiritualità di questo giorno
La settimana che iniziamo è tutta protesa a farci vivere la grande festa dell’estate: l’Assunzione di Maria. A questo termine arriveremo oggi sorretti anche dal ricordo della santità di Chiara di Assisi e, giovedì, da quello di San Simpliciano. Sabato, poi, ricorderemo San Rocco, al quale siamo legati per via dell’omonima cappella dedicata al Santo.
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Sam 5, 1-12
Lettura del secondo libro di Samuele
In quei giorni. Vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”». Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele. Davide aveva trent’anni quando fu fatto re e regnò quarant’anni. A Ebron regnò su Giuda sette anni e sei mesi e a Gerusalemme regnò trentatré anni su tutto Israele e su Giuda. Il re e i suoi uomini andarono a Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quella regione. Costoro dissero a Davide: «Tu qui non entrerai: i ciechi e gli zoppi ti respingeranno», per dire: «Davide non potrà entrare qui». Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la Città di Davide. Davide disse in quel giorno: «Chiunque vuol colpire i Gebusei, attacchi attraverso il canale gli zoppi e i ciechi, che odiano la vita di Davide». Per questo dicono: «Il cieco e lo zoppo non entreranno nella casa». Davide si stabilì nella rocca e la chiamò Città di Davide. Egli fece fortificazioni tutt’intorno, dal Millo verso l’interno. Davide andava sempre più crescendo in potenza e il Signore, Dio degli eserciti, era con lui. Chiram, re di Tiro, inviò messaggeri a Davide con legno di cedro, carpentieri e muratori, i quali costruirono una casa a Davide. Davide seppe allora che il Signore lo confermava re d’Israele ed esaltava il suo regno per amore d’Israele, suo popolo.
SALMO Sal 88 (89)
Dio è fedele e protegge il suo servo.
Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
«Ho portato aiuto a un prode,
ho esaltato un eletto tra il mio popolo. R
Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza. R
La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
Farò estendere sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra». R
VANGELO Lc 11, 1-4
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
Vangelo
“Sia fatta la tua volontà”. Quante volte anche noi abbiamo pregato questa frase del Padre nostro, sperando che questa volontà, poi, non ci disturbi più di tanto! Perché è vero che noi vorremmo quasi che fosse il Signore ad adeguarsi a quello che desideriamo noi e che, in qualche modo, facesse accadere tutte le cose che maggiormente vanno a genio alla nostra vita, alla nostra condizione, al nostro modo di vedere le cose. Gesù, in realtà, quando ha donato la preghiera del Padre nostro ai discepoli non ha invitato a fare questo. Piuttosto ha invitato i discepoli per primi a trovare uno spazio di silenzio nel quale mettersi in comunione con il Padre per capire cosa Egli dice alle nostre vite, per capire certamente come le sostiene, ma anche per comprendere in modo sempre più profondo, dove si dirigano le nostre esistenze illuminate dalla luce della fede. La ricerca della volontà del Padre non è mai né il mero attuare un progetto dal quale ci si sente estranei e del quale si diventa i meri esecutori, e nemmeno il pretendere che Dio ratifichi quello che noi abbiamo in mente. La ricerca della volontà di Dio è sempre un’opera di discernimento che nasce dalla preghiera, sa leggere i segni posti nella storia di ciascuno, sa farci vivere in relazione a quello che la nostra vita va realizzando. È un’opera difficile che deve basarsi su quello che accade riletto alla luce della Parola di Dio.
Samuele
Questo è quello che ha fatto Davide. Ha riletto la sua vita di ragazzo, di pastore, di figlio di una famiglia comune, alla luce di quello che stava avvenendo e alla luce della preghiera. Non dobbiamo dimenticare che Davide è anche l’autore di numerosi salmi, ovvero di numerose preghiere che sono contenute nel testo sacro e che diventano l’attestato della profondità del cuore e della mente del grande re di Israele. Davide ha scoperto pian piano come il suo ruolo di ragazzo benedetto da Dio, di suonatore di arpa, di pastore, potesse trasformarsi in un ruolo ben più ampio e carismatico: diventare colui che, per primo, avrebbe consolidato la monarchia e reso Israele un regno rispettabile nel panorama degli altri regni dell’Antico vicino Oriente. Davide ha scoperto ed ha realizzato pian piano questa sua vocazione, scoprendo la volontà di Dio giorno per giorno, fino alla fine della sua vita. Potremmo davvero dire che, ben prima che arrivasse Gesù, Davide è un uomo che ha saputo fare la volontà di Dio, accettando anche le diverse sconfitte e le diverse cadute che la sua vita ha conosciuto come momenti ancora più importanti nei quali interrogarsi e vivere una ricerca del tutto singolare di questa volontà del Padre.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Crediamo nella forza della preghiera e del discernimento?
- Desideriamo fare la volontà di Dio non a parole?
Se provate a pensare questo è anche l’esempio che ci ha dato Santa Chiara. Anch’ella aveva previsto per la vita un suo progetto, che ha saputo mutare quando conobbe l’esito della vita di San Francesco. Il mutamento non avvenne, però, in modo immediato, repentino, traumatico. Chiara seppe pian piano cercare ciò che Dio diceva alla sua vita, nella fecondità di una preghiera intensissima e anche grazie all’aiuto del discernimento che Francesco stesso stava attuando sulla sua vita. Anche Chiara seppe fare la volontà di Dio illuminando i suoi giorni con una preghiera che sapeva chiedere al Padre lumi, direzione, sostegno.
Così deve essere anche per noi. Vivere la volontà di Dio non significa solamente cercare le grandi direzioni che essa deve avere, non significa solo porsi la domanda sullo stato di vita, ma occorre anche capire, giorno per giorno, cosa il Signore ci chieda di fare nel piccolo delle nostre esistenze. Ecco perché la preghiera per la ricerca della volontà del Padre è entrata nelle affermazioni del Padre nostro, che è e deve essere la preghiera quotidiana di riferimento più importante per ciascuno di noi. Noi ogni giorno dobbiamo pregare per fare la volontà di Dio perché ogni giorno possiamo compiere quelle scelte che sono necessarie per vivere bene le direzioni fondamentali dell’esistenza. Ogni giorno dobbiamo rinnovare la nostra adesione al Padre, per capire dove Egli ci vuole portare e per andare proprio nella direzione nella quale Cristo ci chiama. Noi ogni giorno dobbiamo fare quel piccolo tratto di strada che diventa comprensibile alla luce della preghiera che facciamo. Questo dovrebbe essere il nostro desiderio e questo dovrebbe essere il senso con il quale noi continuiamo a ripetere questa domanda della preghiera di Gesù. Auguriamoci che anche oggi, nel ricordo e nel nome di Chiara, sia un giorno santo, unico, illuminato dalla sua presenza per compiere la sua volontà.