Settimana della 10 domenica dopo Pentecoste – Mercoledì
La spiritualità di questo giorno
Anche le due pagine di oggi hanno la stessa direzione di riflessione e si addicono, tra l’altro, molto bene anche alla memoria di San Bernardo che celebriamo. Certo noi siamo soliti “rimandare” alla prima settimana di settembre la festa di San Bernardo nella chiesetta a lui dedicata, a motivo della festa e a motivo della gente che torna dalle ferie, ma il giorno liturgico appropriato sarebbe proprio oggi. Iniziamo ad onorarlo anche se, poi, vivremo la festa patronale tra due settimane.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Re 11, 1-13
Lettura del primo libro dei Re
In quei giorni. Il re Salomone amò molte donne straniere, oltre la figlia del faraone: moabite, ammonite, edomite, sidònie e ittite, provenienti dai popoli di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: «Non andate da loro ed essi non vengano da voi, perché certo faranno deviare i vostri cuori dietro i loro dèi». Salomone si legò a loro per amore. Aveva settecento principesse per mogli e trecento concubine; le sue donne gli fecero deviare il cuore. Quando Salomone fu vecchio, le sue donne gli fecero deviare il cuore per seguire altri dèi e il suo cuore non restò integro con il Signore, suo Dio, come il cuore di Davide, suo padre. Salomone seguì Astarte, dea di quelli di Sidone, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti. Salomone commise il male agli occhi del Signore e non seguì pienamente il Signore come Davide, suo padre. Salomone costruì un’altura per Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e anche per Moloc, obbrobrio degli Ammoniti. Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro dèi. Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva deviato il suo cuore dal Signore, Dio d’Israele, che gli era apparso due volte e gli aveva comandato di non seguire altri dèi, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il Signore. Allora disse a Salomone: «Poiché ti sei comportato così e non hai osservato la mia alleanza né le leggi che ti avevo dato, ti strapperò via il regno e lo consegnerò a un tuo servo. Tuttavia non lo farò durante la tua vita, per amore di Davide, tuo padre; lo strapperò dalla mano di tuo figlio. Ma non gli strapperò tutto il regno; una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide, mio servo, e per amore di Gerusalemme, che ho scelto».
SALMO Sal 88 (89)
Il tuo amore, o Dio, rimane per sempre.
I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra i figli degli dèi?
Chi è come te, Signore, Dio degli eserciti?
Potente Signore, la tua fedeltà ti circonda. R
«Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi,
punirò con la verga la loro ribellione
e con flagelli la loro colpa. R
Ma non annullerò il mio amore
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non profanerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.
Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
certo non mentirò a Davide». R
VANGELO Lc 11, 31-36
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona. Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».
1 Re
In primissimo piano, nella prima lettura, c’è il caso della perdita, o per lo meno, del raffreddamento della fede in Re Salomone. Lui, animato da grande sapienza, lui che aveva costruito il tempio, lui che era stato un uomo di grande fede, ecco che, con l’andare degli anni, perde un poco la sua fede. Perde il senso di una vita riferita a Dio, perde il gusto della presenza di Dio, perde il senso della sua compagnia e del suo aiuto. La Scrittura attribuisce le colpe alle sue donne. Certamente si era molto discusso, a corte, per il fatto che molte donne erano entrate in essa provenendo da altri territori fuori dai confini di Israele. Poiché, nel mondo antico, lo straniero porta con sé i suoi dei, queste donne avevano introdotto i loro dei proprio anche dentro la reggia. Salomone, forse, era solo tollerante nei loro confronti, ma questa stessa tolleranza viene vista come una debolezza, come una perdita di fede, come un allontanarsi dal Signore che non porta niente di buono. Al di là di come storicamente siano andate le cose, rimane il fatto: è possibile che, con l’età, la fede si raffreddi. È possibile che anche gli uomini che hanno una fede più forte ed intensa, si lascino andare, sperimentino le fatiche del credere, si allontanino da Dio. Questo è il dato su cui la Scrittura vuol fare riflettere. Questo è il dato che appartiene anche alla nostra esperienza.
Vangelo
Anche il Vangelo ci fa riflettere sulla medesima realtà. Intanto si ricordava che Salomone aveva attratto a sé anche la regina di Saba, a causa della sua sapienza che veniva da Dio, salvo poi, perdere o venir meno nella fortezza della sua fede. Basandosi anche su questo ricordo storico, Gesù ricorda che perdere la fede è possibile davvero a tutti. Ecco perché occorre vigilanza. È la virtù che permette alla fede di rimanere sempre forte. In secondo luogo occorre sguardo attento: sulle cose, sulla realtà, sugli uomini, sulla fede stessa. Quando il cuore è limpido, quando lo sguardo è pulito, ecco che si vigila sulle cose che entrano nel cuore. Quando si vive tutto questo, si vive di fede. Anzi, la fede, propriamente, diventa più forte, si irrobustisce, diventa essa stessa faro che rischiara l’esistenza. Quando non si vigila su se stessi, quando l’occhio diventa cattivo, ecco che, allora, nel cuore si depositano pensieri cattivi, appartenenti a tutte quelle realtà che spengono la fede e la fanno morire. Quando questo accade ecco che sale la richiesta di segni, perché si affida ad essi una possibile conversione. Cosa che non avviene mai. Non è il segno ad accendere la fede, ma il paziente cammino accanto a Dio e sotto il suo sguardo a rendere possibile qualsiasi cammino di fede.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Anche San Bernardo ci direbbe la stessa cosa. Uomo di fede profondissima, aveva un amore smisurato per Dio e una misura di fede senza confini. Quella misura di fede che gli fece decidere dapprima di approfondire il senso della sua consacrazione monastica e, poi, di fondare un nuovo ordine religioso: i cistercensi. Ordine più seriamente orientato al Vangelo, con una regola di osservanza più stretta. Ordine sempre attento alle esigenze della Chiesa e a professare la sua unione e il suo aiuto per il Papa. Anche Bernardo si avvalse di segni di fede per guidare il suo ordine. Segni che dicevano, anche a chi solamente li osservava, tutta l’intensità del cammino che egli andava sviluppando. Segni di fede assolutamente essenziali anche nel cammino del monaco e, tuttavia, sempre relativi. Segni che richiamavano la cura della fede e il suo approfondimento costante.
È per questo che vorrei che tutti, oggi, ci rivolgessimo a San Bernardo. Uomo integro, uomo forte, uomo di fede adamantina. Vorrei che ci rivolgessimo a lui noi tutti che rischiamo sempre di venire un po’ meno nella nostra fede, di rendere il nostro cammino sempre vacillante. Vorrei che ci rivolgessimo a lui proprio perché è necessario più che mai essere convinti che tocca noi resistere a tutte quelle realtà che mettono a dura prova la nostra resistenza nella professione autentica della fede. Eppure, in un mondo che va sempre più lontano da Dio, in un mondo dove i cristiani stanno perdendo il senso della presenza ai sacramenti, è più che mai necessario che noi tutti sappiamo ricordare questa necessità e l’importanza di una fede che sa trovare sempre segni, modi, parole per rinnovarsi e per rendersi più forte. Chiediamo questa grazia a Dio per intercessione del santo Abate Bernardo.