Settimana della 2 domenica dopo il martirio – Giovedì
La spiritualità di questo giorno
Anche oggi, come negli altri giorni della settimana, cerchiamo di metterci di fronte al testo biblico per ricavare indicazioni che ci portino a vivere bene le relazioni.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Gv 4, 1-6
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.
SALMO Sal 72 (73)
Quanto è buono Dio con i puri di cuore!
Io per poco non inciampavo,
quasi vacillavano i miei passi,
perché ho invidiato i prepotenti,
vedendo il successo dei malvagi. R
Quando era amareggiato il mio cuore
e i miei reni trafitti dal dolore,
io ero insensato e non capivo,
stavo davanti a te come una bestia. R
Ma io sono sempre con te:
tu mi hai preso per la mano destra.
Mi guiderai secondo i tuoi disegni
e poi mi accoglierai nella gloria. R
VANGELO Lc 17, 11-19
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
1 Giovanni
Dalla prima lettura raccoglierei la parola discernimento. Cosa fa il cristiano per vivere le relazioni in modo pieno e autentico? Cerca di capire, cerca di discernere, cerca di valutare. Il cristiano vuole essere alternativo anche in questo: egli sa bene che, spesso, i fraintendimenti, le dicerie, le parole cattive, i pettegolezzi, nascono da cose che non vengono controllate, da realtà che vengono esagerate, da situazioni che vengono fraintese. Ecco perché mette sempre moltissima attenzione in quello che fa e che dice. Il cristiano si propone come alternativo anche in questo, per il modo con cui vive il discernimento che, certo, lo porta anche a vivere un giudizio. Eppure, il cristiano sa benissimo che quel giudizio espresso con carità e dopo un costante discernimento, lo porterà a vivere bene il suo modo di relazionarsi con gli altri. Il cristiano si richiama sempre alla virtù della prudenza. Prima di rovinare una relazione, prima di mandare tutto all’aria, il cristiano vigila, discerne, decide, si pone in atteggiamento di discernimento costante. Questo lo previene dal vivere male alcune realtà e lo mette al riparo da quegli errori grossolani che si fanno quando non si vive un discernimento serio, costruttivo, operoso.
Vangelo
Il Vangelo di oggi è un capolavoro se riletto dal punto di vista delle relazioni. Sappiamo bene che il lebbroso è l’uomo cui è impedita per legge una relazione vera con gli altri. Il lebbroso si può relazionare solo con chi è come lui, come la scena iniziale del Vangelo dice e racconta.
Eppure, anche in quest’uomo al quale le relazioni sono proibite, trova sempre terreno fertile il gusto per le relazioni. Il richiamo alle relazioni più ampie, il richiamo a relazioni non solo tra malati, il richiamo a qualcosa di più grande è così forte che, nell’incontro con Gesù, non può essere taciuto. È per questo che tutti chiedono il dono prezioso della guarigione. Nel chiedere questo dono si apre anche un altro orizzonte, che poi torna nel finale del Vangelo: quello della relazione con Dio. Relazione che è richiesta, relazione che è preghiera perché torni la salute, relazione con Dio che nasce da un bisogno. Quando poi uno torna a ringraziare, Gesù non perde l’occasione per dire come solo in quest’uomo c’è una vera e matura relazione con Dio. Relazione che non è fatta solo di richiesta ma anche di ringraziamento. A Dio si può chiedere sempre e tutto. Lo dice Lui stesso. Ma occorre, poi, anche saper ringraziare. La dinamica della fede non va mai in un senso solo!
Relazione che fa trovare anche la giusta relazione con gli uomini. Solo in Dio, infatti, si ha quella luce e quella pace che permettono di vedere le cose dal giusto punto di vista.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Il richiamo è forte anche per noi.
Anzitutto all’attenzione costante che la parola discernimento deve avere in noi. Noi che pure l’abbiamo appresa, noi che pure siamo stati attenti alla predicazione dell’apostolo, non è detto che siamo realmente attenti alla voce dello Spirito che ci chiama a vivere con attenzione ogni genere di relazione. A partire da quella con Dio che del discernimento è la sorgente e il garante. Così potremmo anche fare una revisione di vita su come viviamo il discernimento alla luce dello Spirito.
In secondo luogo, credo che anche il Vangelo ci dia una serie di spunti notevoli.
Come viviamo la relazione con i malati?
Come viviamo la relazione con Dio quando siamo malati noi?
Cosa chiediamo a Dio?
Come sappiamo ringraziare?
Sono tutte domande che dobbiamo portarci nel cuore. Senza queste domande, infatti, non potremo mai avere una dimensione giusta, piena consapevolezza di ciò a cui siamo chiamati e del modo con cui possiamo vivere la bellezza, la profondità, la forza delle relazioni cristiane. Chiediamo a Dio, oggi, sempre per intercessione di Maria che domani ricorderemo nella festa del suo Santissimo Nome, come poter fare nostri questi richiami, mentre siamo sempre alla ricerca di quel modo alternativo di vivere le relazioni che il Vescovo ci chiede per essere sale e luce di tutta la terra.