Settimana della 3 domenica dopo il martirio – Sabato
La spiritualità di questo giorno
I santi coreani Andrea Kim e Paolo Chong ricordano a tutti noi che il cristianesimo è entrato in ogni continente grazie alla forza dei martiri. Ed è per la loro preghiera se noi siamo qui. Non dovremmo mai dimenticarcene e non dovremmo mai sottovalutare la forza dell’intercessione che essi hanno per la nostra Chiesa. Sorretti da questi martiri e dal loro ricordo affrontiamo queste Scritture che, come sempre il sabato, hanno un unico tema: adorare l’unico Dio.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 12, 29 – 13, 1
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Quando il Signore, tuo Dio, avrà distrutto davanti a te le nazioni di cui tu stai per prendere possesso, quando le avrai conquistate e ti sarai stanziato nella loro terra, guàrdati bene dal lasciarti ingannare seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dal cercare i loro dèi, dicendo: “Come servivano i loro dèi queste nazioni? Voglio fare così anch’io”. Non ti comporterai in tal modo riguardo al Signore, tuo Dio; perché esse facevano per i loro dèi ciò che è abominevole per il Signore e ciò che egli detesta: bruciavano nel fuoco perfino i loro figli e le loro figlie, in onore dei loro dèi. Osserverete per metterlo in pratica tutto ciò che vi comando: non vi aggiungerai nulla e nulla vi toglierai».
SALMO Sal 96 (97)
Il Signore regna: esulti la terra.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R
Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R
EPISTOLA Rm 1, 18-25
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
VANGELO Mt 12, 15b-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Molti seguirono il Signore Gesù ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni». In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni». Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio».
Deuteronomio
Il primo richiamo è quello che viene dal Deuteronomio che spesso, nelle sue istruzioni, ricorda ad Israele di non confrontarsi e, soprattutto, di non imitare mai ciò che altri popoli fanno con i loro dei. Può sembrare che queste raccomandazioni siano fatte proprio per chi fa l’esperienza di Israele, ovvero per chi deve mantenere la fede mentre si confronta con altre forme che può assumere il credo religioso. In realtà le raccomandazioni sono per ogni anima, per ogni coscienza. Al di là del clima culturale e religioso a cui uno appartiene, ogni uomo è di per sé chiamato a conoscere il vero volto di Dio e ad adorare Dio che si è manifestato. Il tema è chiaramente molto forte: se uno conosce il volto di Dio che ha scelto Israele per manifestarsi, non chiede altro e persevera in questo cammino di fede. La raccomandazione vale per Israele ma vale anche per noi.
Vangelo
Il Vangelo ci ricorda che i cristiani non seguono solo la rivelazione di Dio avvenuta in Israele, ma seguono il suo compimento, ovvero la rivelazione della misericordia di Dio che emerge dal ministero di Cristo. Il volto di misericordia del Padre, il volto dell’accoglienza che brilla in Cristo è il volto del vero Dio che si è scelto un popolo nella storia per preparare la rivelazione di Cristo. In Cristo è “il Regno di Dio che si fa vicino”: il miracolo, qualsiasi miracolo, quello di cui abbiamo letto oggi come, di per sé, qualsiasi altro miracolo, dice chiaramente che in Gesù brilla la manifestazione della benevolenza di Dio rispetto ad ogni uomo. Il richiamo a non abbandonare Dio per altre cose, diventa, così, ancora più forte.
Romani
San Paolo porta a conclusione il discorso, ricordando ai cristiani che rifiutare la rivelazione che si dà in Cristo è da folli. Eppure, ricorda san Paolo, è possibile che questo accada. Solo che, quando l’anima si chiude in sé stessa e smette di adorare il volto di Dio, tutto diventa possibile. Qualsiasi forma di male, qualsiasi forma di superstizione possono riempire il cuore dell’uomo che, venendo meno nel richiamo alla verità della sua esistenza, si ripiega su se stesso immergendosi in qualsiasi genere di peccato e in qualsiasi genere di pochezza umana. Il rischio c’è sempre, c’è per tutti, c’è in ogni epoca. Un rischio che si argina solo rimanendo attaccati a Cristo, autore di ogni bene, costruttore di ogni percorso di fede che voglia giungere alla Verità di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La provocazione delle Scritture è fortissima per ciascuno di noi, perché noi tutti vediamo bene cosa rischia l’uomo quando si stacca da Dio. Il nostro mondo è fatto da gente che, essendosi staccata dall’amore per la rivelazione, vive costantemente ripiegata su sé stessa. Così l’uomo si accende di tutte quelle passioni che lo portano lontano dalla Verità di Dio e mettono nel suo cuore solo il gusto per le cose che passano, per le cose transitorie, per le cose che non danno certo alcun gusto alla vita. Solo riempiono il tempo fino a che durano. Il che spiega perché molti uomini, finito il tempo delle passioni, non avendo più nulla in cui sperare, non avendo più nessun esito davanti a sé, preferiscono togliersi la vita piuttosto che ritornare sui propri passi ed accendere dentro di sé il gusto per le cose sante.
Noi vediamo continuamente questo percorso di vita professato da tanti che ci stanno attorno. Anche nelle nostre case, anche nelle nostre famiglie, ci sono molti che hanno smesso il gusto per la verità, che hanno perso l’amore per la ricerca, che vivono costantemente ripiegati su sé stessi e dediti solo a tutte quelle passioni che, lo sappiamo bene, non possono portare da nessuna parte.
Cosa fare? Cosa dire? Anzitutto dobbiamo vigilare su noi stessi per non cadere nel medesimo errore. Poi credo che, tenendo noi per primi acceso il gusto per la Verità di Dio e l’amore per le cose sante, possiamo far capire ad altri che la via della rivelazione di Dio passa solo da qui. Recuperiamo il coraggio proprio dei martiri e diamo anche noi la testimonianza che una vita che non sa spendersi per l’Amore, si riempie di tante altre cose ma non approda da nessuna parte.