Martedì 23 settembre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

La memoria di San Pio è memoria che richiama alla preghiera, alla dedizione a Dio, alla vicinanza a tutti ma soprattutto ai malati. È bene che noi tutti, oggi, anche se magari non abbiamo la fede dei gruppi intitolati a padre Pio, ci fermiamo in atteggiamento di preghiera, perché impariamo ad avere e a condividere le doti spirituali di San Pio. Riassumerei le due Scritture attorno ad una frase della lettera di Pietro: “Il Signore sa liberare dalla prova”.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Pt 1, 20 – 2, 10a
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio. Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri, i quali introdurranno fazioni che portano alla rovina, rinnegando il Signore che li ha riscattati. Attirando su se stessi una rapida rovina, molti seguiranno la loro condotta immorale e per colpa loro la via della verità sarà coperta di disprezzo. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma per loro la condanna è in atto ormai da tempo e la loro rovina non si fa attendere. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio. Ugualmente non risparmiò il mondo antico, ma con altre sette persone salvò Noè, messaggero di giustizia, inondando con il diluvio un mondo di malvagi. Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio. Liberò invece Lot, uomo giusto, che era angustiato per la condotta immorale di uomini senza legge. Quel giusto infatti, per quello che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, giorno dopo giorno si tormentava a motivo delle opere malvagie. Il Signore dunque sa liberare dalla prova chi gli è devoto, mentre riserva, per il castigo nel giorno del giudizio, gli iniqui, soprattutto coloro che vanno dietro alla carne con empie passioni e disprezzano il Signore. Amen

SALMO Sal 36 (37)

Il Signore è nostro aiuto e salvezza.

Ho visto un malvagio trionfante,
gagliardo come cedro verdeggiante;
sono ripassato ed ecco non c’era più,
l’ho cercato e non si è più trovato. R

Osserva l’integro, guarda l’uomo retto:
perché avrà una discendenza l’uomo di pace.
Ma i peccatori tutti insieme saranno eliminati,
la discendenza dei malvagi sarà sterminata. R

La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati. R

VANGELO Lc 18, 35-43
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

2 Petri

Anzitutto rileggiamo la prima lettura tenendo conto di quello che abbiamo detto ieri. San Pietro ci ha detto di non temere la ripetitività, ovvero ci ha detto che i grandi contenuti della fede devono sempre essere richiamati alla memoria, perché non si perda mai l’adesione a Cristo, vero centro di ogni cammino di fede e di ogni attesa. Così San Pietro richiamava l’esempio degli Angeli della creazione, o della storia appassionante di Noè, o di Lot, nella terra di Sodoma e Gomorra. Tutti esempi di uomini o esempi di angeli che seppero scegliere per Dio. Gli angeli, Noè e Lot hanno in comune questo: ascoltarono la voce di Dio e affrontarono quanto la vita riservò loro per amore di Dio. Il loro esempio viene richiamato dall’apostolo per dire ai fedeli del suo tempo che, ora, nel tempo della persecuzione, è necessario imitarli. È necessario imitare la loro scelta della fede come elemento centrale della vita. È necessario imitare la loro dedizione al bene, perché la fede richiede questo costantemente. È necessario ricordare il loro esempio, perché, scegliendo per Dio, essi si avvicinarono alla vita eterna, che ebbero sempre in grande considerazione e verso la quale ebbero sempre la consapevolezza di essere diretti. Il Signore ha liberato tutti loro dalle prove, sia la prova della fedeltà degli angeli, che quella della fede di uomini che dovettero affrontare diverse difficoltà del loro tempo.

Vangelo

Lo stesso “slogan” può essere utilizzato per rileggere il Vangelo. Il Signore Gesù ha liberato anche il cieco di Gerico dalla sua malattia, dalla cecità che lo aveva colpito, restituendo all’uomo la salute, la fede e la speranza. La salute che chiedeva, la fede che già aveva e che venne resa più forte proprio da quell’incontro miracoloso con il Figlio di Dio, la speranza perché il cieco ebbe la chiara visione delle cose della vita. La sua guarigione richiamò anche lui alla vita eterna, verso la quale era diretto e alla quale si avvicinava anche con quel passo, il passo di chi si mette alla sequela di Cristo.

Ovviamente il cieco non era solo e tutta la città di Gerico, potremmo dire, fu rinfrancata da quel miracolo. Così il Signore, sanando quell’uomo, rese forte la fede anche degli altri. Fede che venne resa stabile dalla liberazione che il Signore operò.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Sarebbe molto bello se anche noi, in questo giorno, potessimo ripeterci, come preghiera, come convincimento interiore, la frase che abbiamo ascoltato e che è diventata il centro della nostra riflessione: “Il Signore libera”. Libera dalle angustie e dalle difficoltà e tutti noi ne abbiamo. Magari di più grandi, magari di più piccole, però tutti noi abbiamo angustie e difficoltà che sarebbe davvero bene rimettere nelle mani del Signore.

Il Signore libera dalla malattia, ovvero dona, in essa, la forza per superarla, per affrontarla, per sostenerla nelle diverse fasi che può assumere. Anche per questo siamo qui. Molti di noi hanno qualche sofferenza e molti di noi hanno qualcuno per cui pregare perché affetto da qualche forma di malattia. Il Signore libera dal peso di una malattia, libera lo sguardo accendendo il gusto per la vita eterna e, talvolta, libera anche dalla malattia del fisico, della mente, della psiche, come molti casi testimoniano. Ma anche se non si arrivasse al “miracolo”, è bene ricordare che il Signore ci sostiene e ci libera da tutto.

Il Signore libera da tante altre cose, da tanti altri pesi che portiamo nel cuore, da tante altre realtà che ci opprimono.

Sarebbe davvero bello se, oggi, tutti noi potessimo ripeterci questa frase nella mente e nel cuore, proprio mentre celebriamo questo Sacramento e, soprattutto, mentre eleveremo l’ostia santa.

Il Signore, che ci libera da ogni angustia, sia davvero per noi fonte di bene, di pace, di liberazione.

2025-09-20T09:15:57+02:00