Mercoledì 24 settembre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio – Mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Le due letture di oggi si illuminano a vicenda.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Pt 2, 12-22
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, gli iniqui, irragionevoli e istintivi, nati per essere presi e uccisi, bestemmiando quello che ignorano, andranno in perdizione per la loro condotta immorale, subendo il castigo della loro iniquità. Essi stimano felicità darsi ai bagordi in pieno giorno; scandalosi e vergognosi, godono dei loro inganni mentre fanno festa con voi, hanno gli occhi pieni di desideri disonesti e, insaziabili nel peccato, adescano le persone instabili, hanno il cuore assuefatto alla cupidigia, figli di maledizione! Abbandonata la retta via, si sono smarriti seguendo la via di Balaam figlio di Bosor, al quale piacevano ingiusti guadagni, ma per la sua malvagità fu punito: un’asina, sebbene muta, parlando con voce umana si oppose alla follia del profeta. Costoro sono come sorgenti senz’acqua e come nuvole agitate dalla tempesta, e a loro è riservata l’oscurità delle tenebre. Con discorsi arroganti e vuoti e mediante sfrenate passioni carnali adescano quelli che da poco si sono allontanati da chi vive nell’errore. Promettono loro libertà, mentre sono essi stessi schiavi della corruzione. L’uomo infatti è schiavo di ciò che lo domina. Se infatti, dopo essere sfuggiti alle corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del nostro Signore e salvatore Gesù Cristo, rimangono di nuovo in esse invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. Meglio sarebbe stato per loro non aver mai conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltare le spalle al santo comandamento che era stato loro trasmesso. Si è verificato per loro il proverbio: «Il cane è tornato al suo vomito e la scrofa lavata è tornata a rotolarsi nel fango».

SALMO Sal 36 (37)

Spera nel Signore e segui la sua via.

Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno. R

I malvagi infatti periranno;
i nemici del Signore svaniranno;
come lo splendore dei prati, in fumo svaniranno.
Quelli che sono benedetti dal Signore
avranno in eredità la terra,
ma quelli che sono da lui maledetti
saranno eliminati. R

Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo
e si compiace della sua via.
Spera nel Signore e custodisci la sua via:
egli t’innalzerà perché tu erediti la terra;
tu vedrai eliminati i malvagi. R

VANGELO Lc 19, 11-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre stavano ad ascoltare queste cose, il Signore Gesù disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».

Vangelo

Da un lato abbiamo, infatti, il Vangelo che, con questa parabola, ci ricorda che la fede cristiana è sempre impegno. La parabola delle monete che vengono date a uomini diversi in modo differente, spiega i diversi gradi di impegno che, nella vita e per le cose normali, come anche nella vita di fede e per le cose che riguardano lo Spirito, ci sono diversi modi di interpretare come mettere a frutto quello che si è ricevuto. Per quanto attiene alla fede, è vero che tutti i battezzati ricevono il dono della fede, ma ci sono poi diversi esiti della stessa vita di fede, a seconda di come uno interpreta il proprio impegno di ricerca di Dio. Così ci sono anime molto dedite alla ricerca di Dio che sanno far nascere cammini intensi e storie di santità e, al contrario, anime che non hanno nessun interesse nelle cose dello Spirito e che non sanno far nascere un serio e costante approccio al Signore.

2 Petri

Con grande coraggio e con grande schiettezza, San Pietro dice proprio questo. Abbiamo sentito parole molto forti che intendono ritrarre l’atteggiamento di chi è pervenuto alla fede, ha chiesto il Battesimo ma, dopo, si è lasciato andare e non ha camminato in una via di rinnovamento interiore come, di per sé, il Battesimo chiede. Così si spiega l’esito di chi, battezzato, si è di nuovo fatto compagno di persone immorali o l’esito di chi, pur essendo stato battezzato, si comporta in modo peggiore di un pagano tralasciando completamente il richiamo della fede. Citando un proverbio antico, San Pietro paragona costoro ai maiali che si avvoltolano nel loro stesso vomito. Un’immagine incredibile, durissima, che è, di fatto, un giudizio. Pietro intende spronare i fedeli a rimanere tali rispetto al proprio cammino, come pure intende dire a chi non è troppo convinto dell’appartenenza alla Chiesa che senza impegno, la fede muore.

In sintesi i due testi ci stanno dicendo che senza impegno la fede non solo perde il suo spessore, ma, addirittura, muore, lasciando così la condizione di un uomo peggiore di quanto accadeva prima della conversione. Un battezzato che non si dà da fare per la propria anima è peggio di un non credente. Un cristiano non convinto di quello che è e, quindi, non convinto di quello che fa, secondo la fede è peggio di un senza Dio. Come si vede, davvero, parole durissime, tanto che, forse, stentiamo a pensare che a pronunciarle sia stato proprio Pietro.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Perché, dunque, Pietro ha pronunciato queste parole? Perché è stato così duro? La risposta è molto semplice. Pietro vuole davvero che tutti, nella Chiesa, abbiano un loro posto, vivano un loro compito, si comportino come degni figli di quel Dio che li ha chiamati alla fede. Arrivare alla fede e poi perderla è certo una realtà possibile. I casi della vita sono molti. Pietro non giudica tutti i casi, ma solo quello di chi perviene alla fede ma, poi, volontariamente, scientemente non si dà più da fare per cercare il volto di Dio. È a costui che Pietro vuole dare una parola provocatoria. Se altri casi sono imputabili alle debolezze, alle difficoltà del proprio tempo, ai cattivi compagni, alle esperienze sbagliate dentro la Chiesa e tutti costoro meritano attenzione e pazienza, non così chi si perde per volontà e responsabilità propria. Pietro intende spronare tutti costoro a fare qualcosa per salvare la propria anima. Ecco il motivo di tanta forza nelle parole. Parole eterne, poiché la Parola di Dio non è mai detta e non è mai data per un solo caso! Questa Parola di Dio intende parlare anche all’oggi della Chiesa. È così che noi che la rileggiamo dobbiamo capire ed intendere che anche oggi ci sono persone che perdono la fede per propria responsabilità, per la mancata propria vigilanza, per un proprio modo di fare che non è assolutamente conforme a quello di un credente che si mette a disposizione di una ricerca profonda. Anche oggi noi dovremmo spronare questo genere di battezzati, perché non perdano quella via che è l’unica che può dare salvezza.

Credo che, oggi, faremmo molto bene a rileggere le parole di San Pietro per domandarci se siamo, per caso, proprio noi ad essere dentro questa categoria. Credo poi che tutti, oggi, anche mentre celebriamo la Messa e, quindi, come comunità cristiana nel suo insieme, dovremmo pregare attentamente per coloro che si incamminano su queste vie. Tocca noi, che siamo presenti alla celebrazione e che vogliamo avere un intenso rapporto con Dio, intercedere, pregare perché tutti costoro possano tornare presto sui propri passi e tornare in una comunione che sostiene e sprona anche loro. Chiediamo a Maria Santissima, Madre che non abbandona mai i suoi figli, di pregare anche per costoro, perché tutti siano davvero inseriti in quell’amore del Padre che perdona ogni cosa e che chiama alla comunione con Lui tutti i figli, anche i più lontani, anche i più dispersi.

2025-09-20T09:19:10+02:00